17 Giugno 2019

Messa del Giorno

LUNEDÌ DELLA XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

Prima Lettura: 2Cor 6,1-10; Salmo Responsoriale: Dal Salmo 97 (98); Mt 5,38-42


Colletta: O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

“Occhio per occhio” e “dente per dente”, questa legge registrata nel libro dell’Esodo (21,22-24) era tesa a spezzare la spirale di vendetta che sempre si innestava nei casi di un omicidio o di altri fatti gravi. Buona nelle sue intenzioni, ma portava sempre con sé una scia di sangue, di violenze, di sopraffazione. Gesù disarma le mani armate, e fa della mitezza una legge regale. Ma non è un indulgere ad essere passivi di fronte ala violenza, sopratutto se è gratuita. Durante il processo intentato contro Gesù, un servo lo colpisce con uno schiaffo, a tale arroganza Gesù gli dice: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti? (Gv 18,23). Il malvagio va sempre corretto, dinanzi a lui bisogna essere miti e “arrendevoli”, ma il malvagio va corretto in ogni caso.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle, Gesù invita l’uomo che ha occhi solo per le sue mura domestiche ad arrendersi alla carità, a dare a chi chiede senza pretendere il contraccambio, e a non essere indifferente alle infelicità del prossimo. Voltare le spalle non è soltanto segno di indifferenza, ma sopra tutto è puro egoismo con sfumature di alterigia e disprezzo.

Vangelo: Dal Vangelo secondo Matteo 5,38-42: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».  

Vendetta, perdono, amore - Bisogna tenere a mente che la Chiesa di Matteo è sotto attacco, geme nel crogiolo della prova e potenti e forti sono i persecutori. In questo clima di lotta e di odio, le parole di Gesù tendono a dare pace ai cuori smarriti e a suggerire la nuova risposta da dare agli aguzzini che con dura ed efferata violenza perseguitano i cristiani: imitando la misericordia del Padre celeste, un no fermo e deciso alla vendetta, un no alla legge del taglione, un sì magnanimo all’amore e al perdono.
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente: Gesù si riferisce alla cosiddetta “legge del taglione” (lex talionis - Es 21,22-24; At 16,35-40). Già codificata nel Codice di Hammurab, istaurando «una proporzione tra la punizione e il torto causato, essa rappresentava una restrizione della vendetta [Cf. Gen 4,23-24]» (Bibbia di Gerusalemme).
Gesù supera questa mentalità giudiziaria dando un indirizzo nuovo: Ma io vi dico di non opporvi al malvagio. Una legge nuova che non vieta né di opporsi alla violenza ingiusta e gratuita (Cf. Gv 18,22) né, ancor meno, di combattere il male nel mondo. È una resistenza pacifica, non violenta che ha le radici nell’amore e che si irradia a sollevare l’indigenza del prossimo: Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.

“Occhio per occhio” e “dente per dente” - Benedetto Prete (I Quattro Vangeli): La legge mosaica conteneva la vendetta nei limiti della legge del taglione (occhio per occhio, dente per dente); la soddisfazione per l’ingiuria subita non doveva oltrepassare i confini del danno avuto.
Gesù si rivolge all’individuo, non all’autorità; la quale, usando delle sanzioni, deve tutelare il suddito secondo giustizia. Cristo esorta il proprio seguace ad ispirarsi nell’agire all’amore più che ad un concetto severo di giustizia. Il Maestro illustra il principio con quattro brevi esempi, i quali hanno una tinta iperbolica. Non reagire a chi offende (vers. 39); l’espressione: presentagli anche l’altra (guancia) non va presa alla lettera, come risulta anche dalla condotta di Gesù stesso (cf. Gio., 18,23). Non negare il pegno della tunica, ma aggiungere anche il mantello (vers. 40), in modo da evitare un conflitto davanti alla corte. La Legge interdiva di prendere come pegno il mantello del povero (cf. Esodo, 22,26-27; Deuteronomio, 24,12-13); Gesù consiglia di cedere anche su questo punto. Non resistere a chi obbliga a compiere un trasporto per la lunghezza di un miglio (vers. 41); anzi è bene fare con remissività e con gioia ciò che è stato imposto con forza da altri. Non rifiutarsi di aiutare gratuitamente e di fare dei prestiti (vers. 42). I quattro esempi accentuano in modo sublime l’idea della carità; ogni azione nell’individuo dev’essere animata dall’amore fraterno, il quale modera le nostre reazioni e suscettibilità. Il seguace di Cristo non considera l’offesa e la durezza con cui a volte è trattato, ma attua il principio «fare di necessità virtù»; con l’amore egli infrange e disperde ogni forma d’ingiustizia. Gesù, con queste esortazioni, non intende vietare al cristiano di opporsi all’ingiustizia e di combattere il male del mondo.

 Il Vangelo del perdono - Salvatore Alberto Panimolle: Gesù con la rivelazione e la proclamazione dell’amore evangelico abolì la legge del taglione per far posto soltanto al perdono: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due» (Mt 5,38-41). Già nell’Antico Testamento accanto al filone che inculcava il dovere della vendetta, era affiorato anche quello del perdono e dell’amore. Giuseppe, per esempio, non solo non si vendica dei fratelli, i quali, mossi dall’invidia, lo avevano venduto schiavo, ma li perdona e li benefica munificamente (Gn 50,15-21). Anche David, pur potendosi vendicare molto facilmente del suo nemico Saul che lo perseguitava per ucciderlo, lo risparmia e lo perdona (1Sam 24). Il codice di santità (Lv 17,26) proibisce la vendetta nei confronti di un membro del popolo ili Dio, inculcando l’amore e il perdono: «Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso» (Lev 19,18). Anzi Eccli 28,1-2 ammonisce che chi si vendica subirà la vendetta divina. Gesù perfeziona tale legge dell’amore, ampliando l’orizzonte del perdono ed estendendolo a tutte le categorie di persone, compresi gli estranei e perfino i nemici (Mt 5,43-48). Paolo riecheggia questo precetto del Signore Gesù, allorché raccomanda ai fedeli di perdonare, di non farsi vendetta da soli, anzi di beneficare persino i nemici, giacché penserà Iddio a punire i cattivi come si meritano (Rm 12,19ss).

Perdono invece di vendetta - Basilio Caballero (La Parola per ogni giorno): Riflettiamo sulla quinta antitesi del discorso della montagna che stiamo leggendo in questi giorni, la quale si riferisce alla legge del taglione. «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio». La cosiddetta «legge del taglione», che si trovava già nelle leggi assire (Codice di Hammurabi, re di Babilonia, circa 1750 a.C), è formulata anche in alcuni libri del Pentateuco o legge di Mose. In sintesi: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente. Cioè, puoi vendicarti solo nella misura in cui sei stato offeso, riscuotendo o pagando con la stessa moneta. Bisogna riconoscere che lo spirito di vendetta, una legge del taglione a nostra misura, è ben radicato nel cuore dell’uomo, in tutti noi: «Chi me la fa, me la deve pagare». Ebbene, Gesù esclude qualsiasi rivalsa: non solo la vendetta effettiva, ma anche il desiderio di vendetta, fino a rinunciare alla giustizia vendicativa e a ogni violenza attiva, anche per autodifesa: «Io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi...». E sviluppa questa affermazione con quattro esempi o situazioni diverse: lo schiaffo, la citazione in giudizio, l’imposizione e il prestito. Modelli intenzionalmente paradossali, che non devono essere presi alla lettera nel loro contesto di circostanze, ma nel loro spirito di perdono, riconciliazione e fratellanza. Con l’insegnamento di questa quinta antitesi (perdono e non vendetta), insieme a quello della sesta che vedremo domani (amore per il nemico, e non odio), Gesù segue il messaggio della beatitudine della persecuzione e ci propone la grande rivoluzione dell’amore cristiano: amare gratuitamente, senza chiedere né aspettare niente in cambio.

Occhio per occhio, dente per dente: Catechismo della Chiesa Cattolica 2262: Nel discorso della montagna il Signore richiama il precetto: «Non uccidere» (Mt 5,21); vi aggiunge la proibizione dell’ira, dell’odio, della vendetta. Ancora di più: Cristo chiede al suo discepolo di porgere l’altra guancia, di amare i propri nemici. Egli stesso non si è difeso e ha ingiunto a Pietro di rimettere la spada nel fodero.

La legittima difesa: Catechismo della Chiesa Cattolica 2263: La legittima difesa delle persone e delle società non costituisce un’eccezione alla proibizione di uccidere l’innocente, uccisione in cui consiste l’omicidio volontario. «Dalla difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vita; mentre l’altro è l’uccisione dell’attentatore». «Nulla impedisce che vi siano due effetti di uno stesso atto, dei quali uno sia intenzionale e l’altro preterintenzionale».
2265 La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l’ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell’autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità.

Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra… - Wolfgang Trilling (Vangelo secondo Matteo): Gesù spiega il suo pensiero con tre esempi tolti dalla vita quotidiana che rivelano uno spirito di osservazione acuto e, nello stesso tempo, pieno di umorismo e di benevolenza per gli uomini. Un tale riceve uno schiaffo su una guancia e ne è profondamente offeso nell’onore. Alza il braccio di scatto per restituire l’offesa. Gesù interviene e lo trattiene: No - gli dice -, offrigli anche l’altra guancia; vedrai come egli desisterà confuso e come la sua ira sbollirà. Se, invece, egli percuoterà ancora, è meglio sopportare l’ingiustizia piuttosto che commetterne una nuova. Un altro è in lite con te e, prendendoti per il colletto, vuole trascinarti davanti al giudice per avere la tua tunica (forse come caparra o come risarcimento danni). Non litigare con lui e davanti al giudice non insistere sul tuo diritto, ma dagli, oltre la tunica, anche il mantello! Vedrai ripetersi la reazione di prima. Se questo non avverrà, tu hai agito da figlio del Padre celeste e hai riversato sull’altro l’amore che il Signore ha per te; e l’amore è più forte del male. Un terzo ti ha costretto a fare con lui un miglio, forse perché lo aiuti a spingere il suo carretto o gli porti i bagagli o anche solo per indicargli la strada. Non ribellarti alla sua richiesta, non serbare astio nel cuore, non perderti a pensare come potresti liberartene, ma va’ subito di buon animo con lui per due miglia. Previenilo con la tua bontà e spezza così in lui la voglia di prepotenza!

Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
***   Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.

Signore, la partecipazione a questo sacramento,
segno della nostra unione con te,
edifichi la tua Chiesa nell’unità e nella pace.
Per Cristo nostro Signore.