20 Aprile 2020
Lunedi della II Domenica di Pasqua
At 4,23-31; Sal 2; Gv 3,1-8
Colletta: Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fa’ crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell’eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Dominum et vivificantem 1: La Chiesa professa la sua fede nello Spirito Santo come in colui «che è Signore e dà la vita». Così essa professa nel Simbolo di Fede, detto niceno-costantinopolitano dal nome dei due Concili - di Nicea (a. 325) e di Costantinopoli (a. 381) -, nei quali fu formulato o promulgato. Ivi si aggiunge anche che lo Spirito Santo «ha parlato per mezzo dei profeti». Sono parole che la Chiesa riceve dalla fonte stessa della sua fede, Gesù Cristo. Difatti, secondo il Vangelo di Giovanni, lo Spirito Santo è donato a noi con la nuova vita, come annuncia e promette Gesù il grande giorno della festa dei Tabernacoli: «Chi ha sete venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno» (Gv 7,37-38).E l’evangelista spiega: «Questo egli disse riferendosi allo Spirito, che avrebbero ricevuto i credenti in lui» (Gv7,39). È la stessa similitudine dell’acqua usata da Gesù nel colloquio con la Samaritana, quando parla della «sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,14) e nel colloquio con Nicodemo, quando annuncia la necessità di una nuova nascita «dall’acqua e dallo Spirito» per «entrare nel Regno di Dio» (cf. Gv 3,5). La Chiesa, pertanto, istruita dalla parola di Cristo, attingendo all’esperienza della Pentecoste ed alla propria storia apostolica, proclama sin dall’inizio la sua fede nello Spirito Santo come in colui che dà la vita, colui nel quale l’imperscrutabile Dio uno e trino si comunica agli uomini costituendo in essi la sorgente della vita eterna.
Dal Vangelo secondo Giovanni 3,1-8: Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Se vogliamo cogliere il messaggio della liturgia odierna occorre mettere in evidenza quanto è stato proclamato nel Canto al Vangelo: Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio (Col 3,1). Ma non basta il desiderio, è necessario nascere dall’alto, per vedere il regno di Dio.
Un’affermazione cara ai cristiani e che viene esplicitata da queste parole da Gesù suggerite a Nicodemo: se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Qui è evidente che Giovanni, che scrive dopo molti anni dagli episodi qui narrati e a una comunità già formata, pensa al battesimo cristiano. Un altro dettaglio da mettere in evidenza è il fatto che Nicodemo viene di notte. Sant’Agostino commenta così questo versetto: “Nicodemo va dal Signore, ma di notte: va verso la luce, lui che è nelle tenebre. Nelle tenebre cerca il giorno ma parla delle tenebre della sua carne”. Nicodemo è divenuto qui un simbolo e, attraverso lui, il confronto notturno tra il giudaismo e Gesù, che termina con un malinteso sull’identità di Gesù. Per gli uni, Nicodemo e numerosi ebrei del suo tempo, è un profeta mandato da Dio, per gli altri, i cristiani, è una Persona che possono vedere soltanto quelli che rinascono dall’acqua e dallo Spirito.
Il battesimo cristiano - Il battesimo di acqua e di Spirito - F. Amiot: Giovanni Battista annunziava il battesimo nello Spirito e nel fuoco (Mt 3,11 par.). Lo Spirito è il dono messianico promesso. Il fuoco è il giudizio che incomincia a compiersi alla venuta di Gesù (Gv 3,18-21; 5,22-25; 9, 39).
L’uno e l’altro sono inaugurati nel battesimo di Gesù, che prelude a quello dei suoi fedeli. Paolo vede il battesimo cristiano annunciato nel passaggio del Mar Rosso che libera Israele dalla schiavitù (1Cor 10,1s). La sua effettiva realizzazione ha inizio alla Pentecoste che è una specie di battesimo della Chiesa nello Spirito e nel fuoco- Pietro predica immediatamente ai suoi ascoltatori, attirati dal prodigio, la necessità di ricevere il battesimo con sentimenti di pentimento, al fine di ottenere la remissione dei peccati e il dono dello Spirito Santo; cosa che si verifica immediatamente (Atti 2,38-41). Questo modo di agire presuppone un ordine impartito da Cristo, qual è annunciato da Gv 3,3ss e espressamente formulato dopo la risurrezione (Mt 28,19; Mc 16, 6). Il battesimo in genere comporta un’immersione totale (cfr. Atti 8,38) o, se questa non è possibile, almeno un’aspersione di acqua sul capo, come fa fede la Didachè 7,3. Il battesimo è seguito dall’imposizione delle mani che assicura il dono plenario dello Spirito Santo (Atti 8, 15 ss; 19, 6).
San Paolo approfondisce e completa la dottrina battesimale, che risultava dagli insegnamenti del Salvatore (Mc 10,38) e dalla pratica della Chiesa (1 Cor 6,3). Il battesimo conferito in nome di Cristo (1 Cor 1,13) unisce alla morte, alla sepoltura e alla risurrezione del Salvatore (Rom 6, 3ss; Col 2,12). L’immersione rappresenta la morte e la sepoltura di Cristo; l’uscita dall’acqua simboleggia la risurrezione in unione con lui. Il battesimo fa morire il corpo in quanto strumento del peccato (Rom 6,6) e rende partecipi alla vita per Dio in Cristo (6,11). La morte al peccato e il dono della vita sono indissolubili; l’abluzione di acqua pura è nello stesso tempo aspersione del sangue di Cristo, più eloquente di quello di Abele (Ebr 12,24; 1Piet 1,2), effettiva partecipazione ai meriti acquisiti di diritto per tutti da Cristo sul Calvario, unione alla sua risurrezione e, per principio alla sua glorificazione (Ef 2, 5 s). Il battesimo è quindi un sacramento pasquale, una comunione alla Pasqua di Cristo; il battezzato muore al peccato e vive per Dio in Cristo (Rom 6, 11), vive della vita stessa di Cristo (Gal 2,20; Fil 1,21). La trasformazione così realizzata è radicale; è spoliazione e morte del vecchio uomo e rivestimento dell’uomo nuovo (Rom 6,6; Col 3,9; Ef 4,24), creazione nuova ad immagine di Dio (Gal 6,15). Un insegnamento analogo, ma più sommario, è contenuto in 1Piet 3,18- 21, che vede nel passaggio di Noè in mezzo alle acque del diluvio l’annuncio del passaggio del cristiano attraverso le acque del battesimo, passaggio liberatore, grazie alla risurrezione di Cristo.
La Chiesa riceve lo Spirito - J. Guillet: La Chiesa, nuova Creazione, non può nascere che dallo Spirito, da cui ha origine tutto ciò Che nasce da Dio (Gv 3,5s). Gli Atti sono come «un vangelo dello Spirito». L’azione dello Spirito vi presenta i due tratti osservati già nell’Antico Testamento. Da una parte, prodigi ed atti eccezionali: ispirati presi da emozioni estatiche (Atti 2,4.6.11), ammalati e indemoniati liberati (3,7; 5,12.15 ...), sicurezza eroica dei discepoli (4,13.31; 5,20; 10,20). Dall’altra parte queste meraviglie, segni della salvezza definitiva, attestano che la Conversione è possibile, che i peccati sono perdonati, che è giunta l’ora in cui, nella Chiesa, Dio effonde il suo Spirito (2,38; 3,26; 4,12; 5,32; 10,43).
Questo Spirito è lo Spirito di Gesù: fa ripetere gli atti di Gesù, fa annunziare la parola di Gesù (4,30; 5,42; 6,7; 9,20; 18,5; 19,10.20), fa ridire la preghiera di Gesù (Atti 7,59s = Lc 23,34.46; Atti 21,14 = Lc 22,42), fa perpetuare nella frazione del pane il ringraziamento di Gesù; conserva tra i fratelli l’unione (Atti 2,42; 4,32) che raggruppava i discepoli attorno a Gesù. Impossibile pensare al persistere di abitudini prese al suo contatto, ad una volontà deliberata di riprodurre la sua esistenza. Vivendo con essi, gli era stata necessaria tutta la forza della sua personalità per conservarli attorno a sé. Ora che non lo vedono più, e pur sapendo dal suo esempio a che cosa si espongono, i suoi discepoli seguono le sue orme spontaneamente: hanno ricevuto lo Spirito di Gesù. Lo Spirito Santo è la forza che spinge la Chiesa nascente «fino alle estremità della terra» (1,8); ora egli si impadronisce direttamente dei pagani (10,44), dimostrando in tal modo che è «effuso su ogni carne» (2,17), ora manda in missione coloro che sceglie, Filippo (8,26.29s), Pietro (10,20), Paolo e Barnaba (13,2.4). Ma non si trova soltanto al punto di partenza: accompagna e guida l’azione degli apostoli (16,6s), dà alle loro decisioni la sua autorità (15,28). Se la parola «cresce e si moltiplica» (6,7; 12,24), la sorgente interna di questo slancio nella gioia è lo Spirito (13,52).
Ad gentes 3-4: Tutto quanto il Signore ha una volta predicato o in lui si è compiuto per la salvezza del genere umano, deve essere annunziato e diffuso fino all’estremità della terra, a cominciare da Gerusalemme. In tal modo quanto una volta è stato operato per la salvezza di tutti, si realizza compiutamente in tutti nel corso dei secoli.
Per il raggiungimento di questo scopo, Cristo inviò da parte del Padre lo Spirito Santo, perché compisse dal di dentro la sua opera di salvezza e stimolasse la Chiesa a estendersi. Indubbiamente lo Spirito Santo operava nel mondo prima ancora che Cristo fosse glorificato. Ma fu nel giorno della Pentecoste che esso si effuse sui discepoli, per rimanere con loro in eterno; la Chiesa apparve ufficialmente di fronte alla moltitudine ed ebbe inizio attraverso la predicazione la diffusione del Vangelo in mezzo ai pagani; infine fu prefigurata l’unione dei popoli nell’universalità della fede attraverso la Chiesa della Nuova Alleanza, che in tutte le lingue si esprime e tutte le lingue nell’amore intende e abbraccia, vincendo così la dispersione babelica. Fu dalla Pentecoste infatti che cominciarono gli «atti degli apostoli», allo stesso modo che per l’opera dello Spirito Santo nella vergine Maria Cristo era stato concepito, e per la discesa ancora dello Spirito Santo sul Cristo che pregava questi era stato spinto a cominciare il suo ministero. E lo stesso Signore Gesù, prima di immolare in assoluta libertà la sua vita per il mondo, organizzò il ministero apostolico e promise l’invio dello Spirito Santo, in modo che entrambi collaborassero, sempre e dovunque, nella realizzazione dell’opera della salvezza . Ed è ancora lo Spirito Santo che in tutti i tempi «unifica la Chiesa tutta intera nella comunione e nel ministero e la fornisce dei diversi doni gerarchici e carismatici» vivificando - come loro anima - le istituzioni ecclesiastiche ed infondendo nel cuore dei fedeli quello spirito missionario da cui era stato spinto Gesù stesso. Talvolta anzi previene visibilmente l’azione apostolica, come incessantemente, sebbene in varia maniera, l’accompagna e la dirige.
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
**** «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio». (Vangelo)
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Conferma, Signore, l’opera della tua redenzione
e proteggi i tuoi figli,
che hai chiamato a far parte della santa Chiesa
mediante i sacramenti della fede.
Per Cristo nostro Signore.
e proteggi i tuoi figli,
che hai chiamato a far parte della santa Chiesa
mediante i sacramenti della fede.
Per Cristo nostro Signore.