IL PENSIERO DEL GIORNO

12 Settembre 2017


Oggi Gesù ci dice: «Io ho scelto voi perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga» (Gv 15,16 - Cfr. Canto al Vangelo).


Lc 6,12-19: Due quadri compongono il racconto evangelico. Gesù è sul monte, prega e dopo la preghiera sceglie gli Apostoli, coloro che saranno associati alla sua missione di salvezza. Successivamente scende dal monte e va incontro agli uomini. Intorno a Gesù vi sono i dodici, poi i discepoli e, in fine, tutto il popolo, quella grande moltitudine di gente che si è aperta alla parola e ai miracoli di Gesù: in questa “scena si riflette la struttura della Chiesa: tutto proviene da Gesù, passa attraverso i suoi inviati [gli apostoli, ministri], giunge alla Chiesa e diviene forza di salvezza per l’umanità intera” (Javier Pikaza).


Apostolo («inviato», questo significato é esclusivo della tradizione cristiana). Dal tempo dell’attività di Gesù in Galilea deriva il collegio dei «Dodici». Inviati da Gesù allo stesso modo dei discepoli dei rabbini (Mt 10,5; Lc 9,2; cfr. Mr 3,14), la loro predicazione si dirige inizialmente alle tribù d’Israele (cfr. Mt 10,6). Il tradizionale numero di dodici venne mantenuto anche dopo la defezione di Giuda (At 1,15-26). I «Dodici» continuarono a considerarsi  «inviati». Il concetto di apostolo era più ampio. Gesù stesso viene chiamato apostolo (Eb 3,1), ma specialmente i messaggeri, i missionari (p. es. Gv 15,16; 2Cor 11,5.13; Ap 2,2). Paolo chiama cosi se stesso (p. es. Gal 1,1; 2,S) e i suoi collaboratori (2Cor 8,23).
Anche i «Dodici» vengono chiamati apostoli (p. es. Mt 10,2; Mr 6,30).
Un apostolo dirige le celebrazioni del culto (per esempio At 20,7-11), fonda e dirige comunità (per esempio At 8,14; 2Cor 13,10), e «collaboratore di Dio» (1Cor 3,9). Non è signore, ma servo (cfr. Mr 10,44; 2Cor 1,24; 4,5), nonostante che pretenda 1’ubbidienza (per esempio 1Cor 14,37).
Già nel Nuovo Testamento (specialmente in Lc ed At), ancor di più in seguito, il concetto di apostolo e ristretto ai «Dodici» (p. es. At 1,26; Ap 21,14). Paolo vi occupa un posto speciale.
Per l’ufficio di apostolo si richiede l’invio autoritativo da parte di Cristo (cfr. Mt 28,19) o di Dio (cfr. Gal l,17), non quindi in primo luogo da parte della Chiesa. (Fonte: Piccolo Dizionario Biblico).


Lumen gentium

L’istituzione dei dodici

19. Il Signore Gesù, dopo aver pregato il Padre, chiamò a sé quelli che egli volle, e ne costituì dodici perché stessero con lui e per mandarli a predicare il regno di Dio (cfr. Mc 3,13-19; Mt 10,1-42); ne fece i suoi apostoli (cfr. Lc 6,13) dando loro la forma di collegio, cioè di un gruppo stabile, del quale mise a capo Pietro, scelto di mezzo a loro (cfr. Gv 21 15-17). Li mandò prima ai figli d’Israele e poi a tutte le genti (cfr. Rm 1,16) affinché, partecipi del suo potere, rendessero tutti i popoli suoi discepoli, li santificassero e governassero (cfr. Mt 28,16-20; Mc 16,15; Lc 24,45-48), diffondendo così la Chiesa e, sotto la guida del Signore, ne fossero i ministri e i pastori, tutti i giorni sino alla fine del mondo (cfr. Mt 28,20). In questa missione furono pienamente confermati il giorno di Pentecoste (cfr. At 2,1-36) secondo la promessa del Signore: “Riceverete una forza, quella dello Spirito Santo che discenderà su di voi, e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, e sino alle estremità della terra” (At 1,8). Gli apostoli, quindi, predicando dovunque il Vangelo (cfr. Mc 16,20), accolto dagli uditori grazie all'azione dello Spirito Santo, radunano la Chiesa universale che il Signore ha fondato su di essi e edificato sul beato Pietro, loro capo, con Gesù Cristo stesso come pietra maestra angolare (cfr. Ap 21,14; Mt 16,18; Ef 2,20).

I vescovi, successori degli apostoli

20. La missione divina affidata da Cristo agli apostoli durerà fino alla fine dei secoli (cfr. Mt 28,20), poiché il Vangelo che essi devono predicare è per la Chiesa il principio di tutta la sua vita in ogni tempo. Per questo gli apostoli, in questa società gerarchicamente ordinata, ebbero cura di istituire dei successori. 
Infatti, non solo ebbero vari collaboratori nel ministero ma perché la missione loro affidata venisse continuata dopo la loro morte, affidarono, quasi per testamento, ai loro immediati cooperatori l’ufficio di completare e consolidare l’opera da essi incominciata raccomandando loro di attendere a tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo li aveva posti a pascere la Chiesa di Dio (cfr. At 20,28). Perciò si scelsero di questi uomini e in seguito diedero disposizione che dopo la loro morte altri uomini subentrassero al loro posto fra i vari ministeri che fin dai primi tempi si esercitano nella Chiesa, secondo la testimonianza della tradizione, tiene il primo posto l’ufficio di quelli che costituiti nell’episcopato, per successione che decorre ininterrotta fin dalle origini sono i sacramenti attraverso i quali si trasmette il seme apostolico. Così, come attesta S. Ireneo, per mezzo di coloro che gli apostoli costituirono vescovi e dei loro successori fino a noi, la tradizione apostolica in tutto il mondo è manifestata e custodita. 
I vescovi dunque hanno ricevuto il ministero della comunità per esercitarlo con i loro collaboratori, sacerdoti e diaconi. Presiedono in luogo di Dio al gregge di cui sono pastori quali maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto, ministri del governo della Chiesa. Come quindi è permanente l’ufficio dal Signore concesso singolarmente a Pietro, il primo degli apostoli, e da trasmettersi ai suoi successori, cosi è permanente l’ufficio degli apostoli di pascere la Chiesa, da esercitarsi in perpetuo dal sacro ordine dei vescovi. Perciò il sacro Concilio insegna che i vescovi per divina istituzione sono succeduti al posto degli apostoli quali pastori della Chiesa, e che chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e colui che ha mandato Cristo (cfr. Lc 10,16).


Catechismo della Chiesa Cattolica

Gesù se ne andò sul monte a pregare

2600 Il Vangelo secondo san Luca sottolinea l’azione dello Spirito Santo e il senso della preghiera nel ministero di Cristo. Gesù prega prima dei momenti decisivi della sua missione: prima che il Padre gli renda testimonianza, al momento del suo battesimo e della trasfigurazione, e prima di realizzare, mediante la sua passione, il disegno di amore del Padre. Egli prega anche prima dei momenti decisivi che danno inizio alla missione dei suoi Apostoli: prima di scegliere e chiamare i Dodici, prima che Pietro lo confessi come «il Cristo di Dio» e affinché la fede del capo degli Apostoli non venga meno nella tentazione. La preghiera di Gesù prima delle azioni salvifiche che il Padre gli chiede di compiere, è un’adesione umile e fiduciosa della sua volontà umana alla volontà piena d’amore del Padre.


Teresa di Calcutta (No Greater Love, pag. 10): Non possiamo trovare Dio nel chiasso, nell’agitazione… È nel silenzio che Dio ci ascolta; nel silenzio parla alle nostra anima. Nel silenzio ci dà il privilegio di ascoltare la Sua voce: Silenzio degli occhi. Silenzio delle orecchie. Silenzio della bocca. Silenzio dello spirito. Silenzio del cuore. Dio parlerà. Il silenzio del cuore è necessario per ascoltare Dio dovunque - nella porta che si chiude, la persona che ti vuole, gli uccelli che cantano, e i fiori, gli animali. Se siamo attenti al silenzio, sarà facile pregare. Ci sono tante chiacchiere, parole ripetute, riportate, in ciò che si dice e si scrive. La nostra vita di preghiera soffre perché il cuore non è in silenzio. Cercherò con più cura di fare silenzio nel mio cuore affinché, nel silenzio nel mio cuore, possa sentire le Sue parole consolanti e, con la pienezza del mio cuore, possa consolare Gesù nascosto nell’afflizione dei poveri.


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Non possiamo trovare Dio nel chiasso, nell’agitazione… È nel silenzio che Dio ci ascolta; nel silenzio parla alle nostra anima.  
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.

Preghiamo con la Chiesa: O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...