IL PENSIERO DEL GIORNO
11 Settembre 2017
Oggi Gesù ci dice: «Tendi la tua mano!» (Lc 6,10).
Ambrogio (Expositio Evang. sec. Lucam, in loc.): Questa medicina riguarda tutti ed è universale [...]. Stendi molte volte la mano, beneficando il tuo prossimo; difendi da ogni ingiuria chi vedi soffrire sotto il peso della calunnia; stendi la mano al povero che ti chiede l’elemosina; e stendila anche al Signore, chiedendo il perdono dei tuoi peccati: è in tal maniera che si deve stendere la mano, ed è così che viene guarita.
Lc 6,6-11: Quinta e ultima controversia: Gesù compie una guarigione in giorno di sabato, violando perciò la legge del riposo sabbatico. È Gesù che prende l’iniziativa pur sapendo che gli scribi e i farisei lo osservavano per trovare un capo di accusa. Noncurante di questa presenza insidiosa, Gesù, fa venire avanti, alla vista di tutti, l’uomo infermo, e dopo aver spiazzato gli spioni con una domanda che mette a nudo la loro cecità spirituale, compie il miracolo. Gli scribi e i farisei a questo punto, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. L’evangelista Marco, ma anche Matteo, è più esplicito: E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire (Mc 3,6).
L’uomo che aveva la mano destra paralizzata: Giovanni Paolo II (Omelia, 26 Giugno 1988): Nel brano del Vangelo che abbiamo appena ascoltato l’uomo dalla mano inaridita vive ignorato da tutti ai margini della società. Gesù lo vede come lo vedono tutti gli altri, ma non lo ignora. Nella sinagoga lo invita a spostarsi da un posto laterale verso il centro, per attirare l’attenzione di tutti su di lui. “Alzati” gli dice “e mettiti nel mezzo”. E “l’uomo alzatosi si mise nel punto indicato” (Lc 6,8). Se non avesse avuto fiducia in Gesù sarebbe stato impossibile per lui mostrare pubblicamente la sua sofferenza. Egli si affida completamente a Gesù - come Pietro si affida alla voce di Gesù e cammina sulle acque. “Egli si alza”: con questa breve frase l’evangelista vuole dirci come il malato non sia semplicemente un oggetto della forza salvifica di Gesù, ma che la guarigione avviene nell’incontro personale e grazie anche alla collaborazione del malato. Gesù incontra il malato come una persona alla quale egli riconosce tutto il suo valore e che ha bisogno di aiuto, il malato incontra Gesù come il Messia che era stato annunciato, come il Figlio di Dio fatto uomo; la salvezza gli proviene dalla sua adesione di fede a Cristo. Che l’incontro con Cristo possa determinare una guarigione lo vediamo soprattutto nei luoghi di grazia, nei luoghi di preghiera e di conversione come Lourdes o Fatima o ovunque gli uomini si lasciano toccare dall’amore di Dio. Sono innumerevoli coloro che ogni anno tornano da questi luoghi colmati di ogni bene e riprendono la loro vita abituale. Il miracolo che è avvenuto è un miracolo di incontro e di fede. Nel rivolgersi fiduciosamente a Dio in Cristo, e per intercessione di Maria, si placano gli angosciosi interrogativi dell’uomo sul “perché” della sofferenza. Essi appaiono in una nuova luce, la sofferenza assume, per opera di Dio, un significato più profondo. Dio stesso ha dato una risposta al difficile mistero della sofferenza nel momento in cui si è fatto uomo, è diventato uno di noi. La risposta di Dio si chiama Gesù Cristo.
Catechismo della Chiesa Cattolica
345 Il Sabato - fine dell’opera dei “sei giorni”. Il testo sacro dice che “Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto” e così “furono portati a compimento il cielo e la terra”; Dio “cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro”, “benedisse il settimo giorno e lo consacrò” (Gen 2,1-3). Queste parole ispirate sono ricche di insegnamenti salutari.
346 Nella creazione Dio ha posto un fondamento e delle leggi che restano stabili, sulle quali il credente potrà appoggiarsi con fiducia, e che saranno per lui il segno e il pegno della incrollabile fedeltà dell’Alleanza di Dio. Da parte sua, l’uomo dovrà rimaner fedele a questo fondamento e rispettare le leggi che il Creatore vi ha inscritte.
2168 Il terzo comandamento del Decalogo ricorda la santità del sabato: “Il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore” (Es 31,15).
2169 La Scrittura a questo proposito fa memoria della creazione: “Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro” (Es 20,11).
2170 La Scrittura rivela nel giorno del Signore anche un memoriale della liberazione di Israele dalla schiavitù d’Egitto: “Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato” (Dt 5,15).
2171 Dio ha affidato a Israele il sabato perché lo rispetti in segno dell’Alleanza perenne. Il sabato è per il Signore, santamente riservato alla lode di Dio, della sua opera creatrice e delle sue azioni salvifiche in favore di Israele.
2172 L’agire di Dio è modello dell’agire umano. Se Dio nel settimo giorno “si è riposato” (Es 31,17), anche l’uomo deve “far riposo” e lasciare che gli altri, soprattutto i poveri, “possano goder quiete”. Il sabato sospende le attività quotidiane e concede una tregua. È un giorno di protesta contro le schiavitù del lavoro e il culto del denaro.
2173 Il Vangelo riferisce numerose occasioni nelle quali Gesù viene accusato di violare la legge del sabato. Ma Gesù non viola mai la santità di tale giorno. Egli con autorità ne dà l’interpretazione autentica: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”(Mc 2,27). Nella sua bontà, Cristo ritiene lecito “in giorno di sabato fare il bene” anziché “il male, salvare una vita” anziché “toglierla”. Il sabato è il giorno del Signore delle misericordie e dell’onore di Dio. “Il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato” (Mc 2,28).
574: Fin dagli inizi del ministero pubblico di Gesù, alcuni farisei e alcuni sostenitori di Erode, con dei sacerdoti e degli scribi, si sono accordati per farlo morire. Per certe sue azioni (Cacciata di demoni; perdono dei peccati; guarigioni in giorno di sabato; interpretazione originale dei precetti di purità della Legge; familiarità con i pubblicani e i pubblici peccatori). Gesù è apparso ad alcuni malintenzionati sospetto di possessione demoniaca. Lo si accusa di bestemmia e di falso profetismo, crimini religiosi che la Legge puniva con la pena di morte sotto forma di lapidazione.
Basilio Caballero (La Parola per ogni giorno)
Per continuare la missione liberatrice che Cristo ha affidato a noi suoi discepoli, dobbiamo praticare con amore la denuncia profetica dell’oppressione e dello sfruttamento, proclamando e promuovendo la giustizia, che e la forma strutturale della carità; in una parola, bisogna smascherare gli idoli di morte, signori di questo mondo, ma vinti da Cristo, l’unico vero Signore. Tuttavia, il regno di Dio non si limita alla giustizia sociale, né il messaggio di Gesù si riduce alle dimensioni di un progetto meramente temporale, né, ancor meno, si confonde con un’ideologia rivoluzionaria di tipo politico, poiché il suo contenuto fondamentale e la salvezza, l’amore e la grazia liberatrice di Dio. Tuttavia, neanche il regno di Dio può essere realizzato nella nostra vita personale e civile senza conversione all’amore per il fratello e alla giustizia sociale (cfr. EN 26ss).
Sfortunatamente, non sempre noi cristiani abbiamo offerto una testimonianza convincente d’impegno efficace per la giustizia, la fratellanza e la promozione umana, attraverso una scelta decisa e visibile a favore della liberazione dell’uomo, in particolare di chi ne ha più bisogno. Siamo venuti meno alla speranza della nostra vocazione cristiana, che chiede un’incarnazione dinamica della nostra fede nella vita e nel mondo (cfr. LG 60).
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** L’agire di Dio è modello dell’agire umano.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...