IL PENSIERO DEL GIORNO
7 GIUGNO 2017
Oggi Gesù ci dice: «In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato» (Mc 11,24).
Catechismo della Chiesa Cattolica
Tutto quello che domandate nella preghiera
2610 Come Gesù prega il Padre e rende grazie prima di ricevere i suoi doni, così egli ci insegna questa audacia filiale: “Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto” (Mc 11,24). Tale è la forza della preghiera: “Tutto è possibile per chi crede” (Mc 9,23), con una fede che non dubita. Quanto Gesù è rattristato dalla “incredulità” (Mc 6,6) dei discepoli e dalla “poca fede” (Mt 8,26) dei suoi compaesani, tanto si mostra pieno di ammirazione davanti alla fede davvero grande del centurione romano e della cananea.
Compendio Catechismo della Chiesa Cattolica
Quali sono le diverse forme della preghiera di domanda?
533 Può essere una domanda di perdono o anche una richiesta umile e fiduciosa per tutti i nostri bisogni sia spirituali che materiali. Ma la prima realtà da desiderare è l’avvento del Regno.
Catechismo Tridentino (Quarta Parte - L’Orazione, 363)
Bisogna chiedere il bene sommo e quanto a esso conduce
Si dirà a suo luogo quel che si deve, o no, domandare nelle singole richieste; qui basterà ammonire i fedeli in generale a chiedere a Dio ciò che è giusto e onesto, perché non siano respinti, qualora domandino qualcosa di inopportuno, col noto rimprovero: Non sapete quel che chiedete (Mt 20,22). Si può chiedere tutto quello che si può rettamente desiderare, come attestano le ricchissime promesse del Signore: Chiedete quanto vorrete, e vi sarà concesso (Gv 15,7). Dio infatti promette di concedere tutto. Perciò dovremo conformare la nostra prima aspirazione e il nostro primo desiderio a questa norma: che il sommo ardore e il sommo desiderio nostro si avvicinino a Dio, sommo Bene. Quindi dobbiamo desiderare ciò che più ci unisce a Dio; quanto, al contrario, ci allontana da lui o ci apporta motivo di separazione, deve esulare da ogni nostro desiderio e aspirazione.
Da qui è facile vedere in che modo, e in rapporto a quel Bene sommo e perfetto, si debbano desiderare e chiedere a Dio Padre tutti gli altri beni. Dal momento che questi cosiddetti beni esterni del corpo, come la salute, la forza, la bellezza, la ricchezza, le dignità, la gloria, danno spesso incentivo e materia al peccato (e per questo accade che spesso non si chiedano piamente e religiosamente), la loro richiesta deve essere ristretta in questi confini: che cioè i comodi della vita vengano chiesti solo in quanto necessari; e questa maniera di pregare arriva a Dio.
E lecito infatti chiedere con preghiere quel che chiesero Giacobbe e Salomone. Ecco la preghiera del primo: Se il Signore mi darà il pane per cibarmi e l’abito per coprirmi, sarà per me come unico Dio (Gen 28,20). E Salomone: Dammi soltanto quel che è necessario alla mia vita (Pr 30,8). Quando poi la benignità di Dio sopperisce al nostro vitto e mantenimento, è utile ricordarci dell’esortazione dell’Apostolo: Quelli che comprano siano come se non possedessero, e quelli che si servono di questo mondo siano come se non se ne servissero; passa infatti la vana figura di questo mondo (1Cor 7,30). A detta del Salmista: Se vi abbondano ricchezze, non vi attaccate il cuore (Sal 59,11). Delle quali ricchezze solo il frutto e l’uso siano nostri in modo che il godimento sia in comune con gli altri, come ci insegna Dio stesso.
Se stiamo bene in salute, se abbondiamo degli altri beni esterni e corporali, ricordiamo che ci sono stati dati affinché siamo più pronti nel servire a Dio, e sovveniamo largamente al prossimo nelle sue necessità. I beni e le doti dell’ingegno, alla quale categoria appartengono anche le arti e le scienze, li possiamo chiedere, ma soltanto a condizione che ci giovino a maggior gloria di Dio e per la nostra salvezza eterna. Si deve invece desiderare, cercare e chiedere, in generale e senza limitazione, o condizione, la gloria divina e quanto ci permetta di congiungerci col Bene sommo, come la fede, il timore e l’amore di Dio. Di questo soggetto parleremo più a lungo nello spiegare le richieste da farsi nella preghiera.
Catechismo degli Adulti
La preghiera di domanda
980 La preghiera di domanda esprime l’atteggiamento di fede nella concretezza dei nostri bisogni. Non modifica la volontà di Dio, perché egli da sempre la conosce e ne tiene conto. Ci prepara piuttosto a ricevere i doni da lui predisposti. «Egli vuole che nella preghiera si eserciti il nostro desiderio, in modo che diventiamo capaci di ricevere ciò che egli è pronto a darci». Dobbiamo dunque desiderare seriamente, chiedere con insistenza e pazienza, pronti a cooperare con lui e a fare la sua volontà.
«Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete» (Mt 21,22). Con queste parole il Signore non si è impegnato a esaudire tutti i nostri desideri, ma a compiere tutte le sue promesse. Dobbiamo chiedere innanzitutto il regno di Dio, la presenza dello Spirito Santo in noi. Possiamo anche chiedere con semplicità e fiducia qualunque cosa buona, secondo le nostre necessità; ma senza pretese, subordinando il desiderio alla volontà di Dio, lasciandoci condurre per le vie misteriose della Provvidenza.
Dio spesso non esaudisce la nostra richiesta concreta; ma ci viene incontro in un modo più alto, come fece con Gesù che fu liberato dalla morte in maniera diversa da come umanamente desiderava. Così veniamo trasformati interiormente; ci conformiamo alla divina volontà di salvezza; riceviamo energie e motivazioni più pure. Questa è la prima efficacia della preghiera. In questo senso è sempre efficace e «rende possibile ciò che è impossibile, facile ciò che è difficile».
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** “Cari fratelli e sorelle, l’incontro quotidiano con il Signore e la frequenza ai Sacramenti permettono di aprire la nostra mente e il nostro cuore alla sua presenza, alle sue parole, alla sua azione. La preghiera non è solamente il respiro dell’anima, ma, per usare un’immagine, è anche l’oasi di pace in cui possiamo attingere l’acqua che alimenta la nostra vita spirituale e trasforma la nostra esistenza. E Dio ci attira verso di sé, ci fa salire il monte della santità, perché siamo sempre più vicini a Lui, offrendoci lungo il cammino luci e consolazioni” (Benedetto XVI, Udienza Generale, 13 Giugno 2012).
** Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: O Dio, che nella tua provvidenza tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza, allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo…