IL PENSIERO DEL GIORNO
4 GIUGNO 2017
Oggi Gesù ci dice: “Ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20,23).
La Solennità della Pentecoste conclude attualmente il periodo pasquale. Le testimonianze della sua celebrazione risalgono alla prima metà del II secolo, ma non era una pratica comune (alcune Chiese in Spagna usavano finire la celebrazione della Pasqua con la festa dell’Ascensione). Le ammonizioni e le prescrizioni dei Sinodi hanno fatto sì che nel IV secolo la festa della Pentecoste venisse già celebrata comunemente. All’incremento dell’importanza della festa ha contribuito l’amministrazione del Battesimo nella vigilia della festa a tutti coloro che per diversi motivi non potevano essere battezzati nella Vigilia pasquale. Ancora nei tempi di papa Leone Magno (+ 460), Roma terminava il periodo pasquale con la Solennità della Pentecoste, ma nella seconda metà del secolo VI è comparsa l’ottava della festa, modellata sull’ottava pasquale che Roma accolse e che perdurò fino all’ultima riforma del calendario.
Lo Spirito Santo discende su Maria e sugli apostoli radunati nel Cenacolo, Cristo risorto dai morti manda il promesso Spirito Consolatore. Comincia la nuova epoca nella storia della salvezza, viene la pienezza dei tempi predetta dai profeti, viene il tempo della Chiesa. La Chiesa, animata dallo Spirito Santo, inizia l’annuncio della lieta notizia della salvezza a tutte le genti e raduna i popoli della terra.
La Nuova Alleanza nel Sangue di Cristo è aperta a tutti. Lo Spirito Santo anima la Chiesa; con la sua forza, la Chiesa amministra i sacramenti; allo Spirito Santo essa rivolge la supplica per l’unità dei credenti in Cristo. Lo Spirito Santo abita nei cuori dei credenti, li rende figli di Dio, dà loro la forza di testimoniare Cristo, induce a portare il Vangelo agli altri, dà il coraggio nelle contrarietà. Lo Spirito Santo guida la Chiesa nella storia e ciascuno dei credenti nella vita, introduce la Chiesa e ciascuno dei credenti nella più profonda comprensione del mistero di Cristo. La Chiesa, come ciascuno dei suoi membri, deve porgere l’orecchio alle ispirazioni dello Spirito Santo, riconoscere la sua voce e lasciarsi guidare da lui. Lo Spirito del Signore ha riempito la terra, ma continua a risuonare l’esclamazione della Chiesa: vieni Santo Spirito! Vieni nei cuori degli uomini, perché è tanto difficile trasformarli, rinnovarli ed infiammarli col fuoco dell’amore.
Fonte: La Bibbia e i Padri della Chiesa
Catechismo della Chiesa Cattolica
La Pentecoste
731 Il giorno di Pentecoste (al termine delle sette settimane pasquali), la Pasqua di Cristo si compie nell’effusione dello Spirito Santo, che è manifestato, donato e comunicato come Persona divina: dalla sua pienezza, Cristo, Signore, effonde a profusione lo Spirito.
732 In questo giorno è pienamente rivelata la Trinità Santa. Da questo giorno, il Regno annunziato da Cristo è aperto a coloro che credono in lui: nell’umiltà della carne e nella fede, essi partecipano già alla comunione della Trinità Santa. Con la sua venuta, che non ha fine, lo Spirito Santo introduce il mondo negli “ultimi tempi”, il tempo della Chiesa, il Regno già ereditato, ma non ancora compiuto: «Abbiamo visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile, perché ci ha salvati».
Lo Spirito Santo - il Dono di Dio
733 «Dio è Amore» (1Gv 4,8.16) e l’Amore è il primo dono, quello che contiene tutti gli altri. Questo amore, Dio l’ha «riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato» (Rm 5,5).
734 Poiché noi siamo morti, o, almeno, feriti per il peccato, il primo effetto del dono dell’Amore è la remissione dei nostri peccati. È «la comunione dello Spirito Santo» (2Cor 13,13) che nella Chiesa ridona ai battezzati la somiglianza divina perduta a causa del peccato.
735 Egli dona allora la «caparra» o le «primizie» della nostra eredità; la vita stessa della Trinità Santa che consiste nell’amare come egli ci ha amati. Questo amore è il principio della vita nuova in Cristo, resa possibile dal fatto che abbiamo «forza dallo Spirito Santo» (At 1,8).
736 È per questa potenza dello Spirito che i figli di Dio possono portare frutto. Colui che ci ha innestati sulla vera Vite, farà sì che portiamo «il frutto dello Spirito [che] è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22-23). «Lo Spirito è la nostra vita: quanto più rinunciamo a noi stessi, tanto più «camminiamo secondo lo Spirito» (Gal 5,25): «Con lo Spirito Santo, che rende spirituali, c’è la riammissione al Paradiso, il ritorno alla condizione di figlio, il coraggio di chiamare Dio Padre, il diventare partecipe della grazia di Cristo, l’essere chiamato figlio della luce, il condividere la gloria eterna».
I doni dello Spirito Santo
P. Gabriele di S. M. Maddalena
Non è possibile giungere al perfetto orientamento in Dio, alla santità, senza il soccorso dello Spirito Santo. E questo soccorso non è riservato ad anime privilegiate, ma è necessario per ogni cristiano. Infatti, nel santo Battesimo ogni anima, insieme con la grazia santificante, riceve le virtù infuse e i doni dello Spirito Santo.
Le virtù infuse sono principi soprannaturali di attività, per cui noi diventiamo capaci di agire in un modo virtuoso non solo da un punto di vista umano, ma anche da un punto di vista soprannaturale.
I doni dello Spirito Santo, invece, sono principi soprannaturali per cui diventiamo capaci di ricevere il soccorso dello Spirito Santo, di riconoscere le sue ispirazioni e di assecondarle. In altre parole, i doni sono disposizioni permanenti che Dio ha posto nelle nostre facoltà, affinché possiamo ricevere e seguire l’impulso dello Spirito Santo.
San Tommaso li paragona alle vele della barca: come la barca, mediante le vele, ha la capacità di essere mossa e portata dal vento, così l’anima nostra, mediante i doni, ha la capacità di essere mossa e guidata dallo Spirito Santo. Se un marinaio mette le vele alla sua imbarcazione, vuol dire che intende farla procedere non solo a forza di remi, ma anche con la spinta del vento. Parimenti, se Dio ha infuso nell’anima nostra i doni dello Spirito Santo, vuol dire che intende farla avanzare non solo con l’esercizio attivo delle virtù, ma anche mediante l’intervento dello Spirito Santo.
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** Se Dio ha infuso nell’anima nostra i doni dello Spirito Santo, vuol dire che intende farla avanzare non solo con l’esercizio attivo delle virtù, ma anche mediante l’intervento dello Spirito Santo.
** Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo...