IL PENSIERO DEL GIORNO

18 GIUGNO 2017


Oggi Gesù ci dice: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno  e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51).

Angelico Poppi (Sinossi e Commento esegetico-spirituale dei Quattro Vangeli): Viene ora introdotto un elemento nuovo, quello della “carne” di Gesù, promessa per il futuro come alimento del credente. Il tema eucaristico ora diventa dominante. La “carne” si riferisce al corpo di Gesù immolato sulla croce. Carne (sarx) nella Bibbia designa l’essere umano nella sua situazione di fragilità e d’impotenza dinanzi a Dio, l’Onnipotente. Qui si riferisce alla corporeità del Verbo divino fattosi “carne” (l,l4a), che si offrirà come cibo per la salvezza del mondo. Non si tratta come sopra di un pane metaforico, cioè della rivelazione fatta da Gesù, ma del pane eucaristico. Mentre “il pane della vita” identificato con la persona di Gesù (v. 35) era dato dal Padre (“vi dà” al presente, v. 32), il pane eucaristico, cioè il corpo di Gesù, sarà offerto da lui stesso in futuro (“che io darò” v. 51c) attraverso il suo innalzamento in croce e alla gloria. “Per (hypér = in favore) la  vita del mondo” esprime l’universalità della salvezza, scaturita dalla morte in croce di Cristo e comunicata nel dono dell’Eucaristia.


Catechismo della Chiesa Cattolica

La presensa di Cristo operata  dalla potenza della sua parola e dello Spirito Santo.

201 Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero. «Tale presenza si dice “reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano “reali” ma per antonomasia perché è sostanziale e in forza di essa Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente ».

1375 È per la conversione del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue che Cristo diviene presente in questo sacramento. I Padri della Chiesa hanno sempre espresso con fermezza la fede della Chiesa nell’efficacia della parola di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo per operare questa conversione. San Giovanni Crisostomo, ad esempio, afferma: «Non è l’uomo che fa diventare le cose offerte Corpo e Sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso per noi. II sacerdote, figura di Cristo, pronunzia quelle parole, ma la virtù e la grazia sono di Dio. Questo è il mio Corpo, dice. Questa parola trasforma le cose offerte ».
E sant’Ambrogio, parlando della conversione eucaristica, dice: Dobbiamo essere convinti che «non si tratta dell’elemento fermato dalla natura, ma della sostanza prodotta dalla formula della consacrazione, ed è maggiore l’efficacia della consacrazione di quella della natura, perché, per l’effetto della consacrazione, la stessa natura viene trasformata». «La parola di Cristo, che poté creare dal nulla ciò che non esisteva, non può trasformare in una sostanza diversa ciò che esiste? Non è minore impresa dare una nuova natura alle cose che trasformarla».


Benedetto XVI (Angelus, 18 Giugno 2006)

Eucaristia, sacramento del Corpo e Sangue di Cristo.

Oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra la solennità del Corpus Domini, che a Roma ha già avuto il suo momento forte nella processione cittadina di giovedì scorso. È la festa solenne e pubblica dell’Eucaristia, sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo: il mistero istituito nell’ultima Cena e ogni anno commemorato nel Giovedì Santo, in questo giorno viene manifestato a tutti, circondato dal fervore di fede e di devozione della Comunità ecclesiale. L’Eucaristia costituisce in effetti il “tesoro” della Chiesa, la preziosa eredità che il suo Signore le ha lasciato. E la Chiesa la custodisce con la massima cura, celebrandola quotidianamente nella Santa Messa, adorandola nelle chiese e nelle cappelle, distribuendola ai malati e, come viatico, a quanti partono per l’ultimo viaggio.
Ma questo tesoro, che è destinato ai battezzati, non esaurisce il suo raggio d’azione nell’ambito della Chiesa: l’Eucaristia è il Signore Gesù che si dona “per la vita del mondo” (Gv 6,51). In ogni tempo e in ogni luogo, Egli vuole incontrare l’uomo e portargli la vita di Dio. Non solo. L’Eucaristia ha anche una valenza cosmica: la trasformazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Cristo costituisce infatti il principio di divinizzazione della stessa creazione. Per questo la festa del Corpus Domini si caratterizza in modo particolare per la tradizione di recare il Santissimo Sacramento in processione, un gesto ricco di significato. Portando l’Eucaristia nelle strade e nelle piazze, vogliamo immergere il Pane disceso dal cielo nella quotidianità della nostra vita; vogliamo che Gesù cammini dove camminiamo noi, viva dove viviamo noi. Il nostro mondo, le nostre esistenze devono diventare il suo tempio. La Comunità cristiana in questo giorno di festa proclama che l’Eucaristia è tutto per lei, è la sua stessa vita, la fonte dell’amore che vince la morte. Dalla comunione con Cristo Eucaristia scaturisce la carità che trasforma la nostra esistenza e sostiene il cammino di tutti noi verso la patria celeste. Per questo la liturgia ci fa cantare: “Buon Pastore, vero pane, / (…) Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, / conduci i tuoi fratelli / alla tavola del cielo / nella gloria dei tuoi santi”.
Maria è la “donna eucaristica”, come l’ha definita il Papa Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Ecclesia de Eucharistia. Preghiamo la Vergine perché ogni cristiano approfondisca la fede nel mistero eucaristico, per vivere in costante comunione con Gesù ed essere suo valido testimone.


Catechismo degli Adulti

Sorgente della missione

697  Infondendo nel cuore la carità di Cristo e la speranza del regno di Dio, l’eucaristia diventa la sorgente della missione del cristiano e della comunità ecclesiale. Lo sciogliersi dell’assemblea è anche un invio: «Glorificate il Signore con la vostra vita. Andate in pace». La Messa si prolunga nelle strade, nelle case, nei luoghi del lavoro e del tempo libero. Trasformato dalla partecipazione al mistero di amore di Cristo, il cristiano assume la carità come principio che dà forma a tutta la sua vita: «Questo sacramento ci fa fare la comunione di tutti i nostri beni temporali e spirituali». «Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non trascurarlo quando si trova nudo. Non rendergli onore qui nel tempio con stoffe di seta, per poi trascurarlo fuori, dove patisce freddo e nudità. Colui che ha detto: “Questo è il mio corpo”, è il medesimo che ha detto: “Voi mi avete visto affamato e mi avete nutrito”, e: “Quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me.”... A che serve che la tavola eucaristica sia sovraccarica di calici d’oro, quando lui muore di fame? Comincia a saziare lui affamato, poi con quello che resterà potrai ornare anche l’altare». La raccolta di denaro e di altri doni, che si fa durante la presentazione delle offerte, è un gesto emblematico, che vuole stimolare il nostro impegno costante a favore della comunità e dei poveri.


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** Infondendo nel cuore la carità di Cristo e la speranza del regno di Dio, l’eucaristia diventa la sorgente della missione del cristiano e della comunità ecclesiale.                            
** Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.



Preghiamo con la Chiesa: Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, ravviva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene: fa’ che, sostenuti dal sacramento del Corpo e Sangue di Cristo, compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare nella gioia dei santi, tuoi convitati alla mensa del regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...