15 Maggio 2017

Il pensiero del giorno



Oggi Gesù ci dice: “Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26).


Bibbia di Gerusalemme

Dopo la partenza del Cristo, lo Spirito lo sostituisce presso i fedeli (Gv 14,16.17; 16,7; cf. Gv 1,33+). E il «consolatore», l’avvocato che intercede presso il Padre (cf. 1Gv 2,1) o perora davanti ai tribunali umani (Gv 15,26.27; cf. Lc 12,11-12; Mt 10,19-20p; At 5,32); è lo Spirito di verità (Gv 8,32+) che guida alla verità tutta intera (Gv 16,13). Egli fa comprendere la personalità misteriosa del Cristo: come egli compia le Scritture (Gv 5,39+), quale sia il senso delle sue parole (Gv 2,19+), dei suoi atti, dei suoi «segni» (Gv 14,16; 16,13; 1Gv 2,20s.27; Rm 8,16), che i discepoli non avevano compreso prima (Gv 2,22; 12,16; 13,7; 20,9). Con ciò, lo Spirito darà testimonianza al Cristo (Gv 15,26; 1Gv 5,6-7) e confonderà l’incredulità del mondo (Gv 16,8-11; cf. Lc 24,49+; Rm 5,5+).


Catechismo della Chiesa Cattolica


Lo Spirito Santo e la Chiesa

737 La missione di Cristo e dello Spirito Santo si compie nella Chiesa, corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo. Questa missione congiunta associa ormai i seguaci di Cristo alla sua comunione con il Padre nello Spirito Santo: lo Spirito prepara gli uomini, li previene con la sua grazia per attirarli a Cristo. Manifesta loro il Signore risorto, ricorda loro la sua parola, apre il loro spirito all’intelligenza della sua morte e risurrezione. Rende loro presente il mistero di Cristo, soprattutto nell’Eucaristia, al fine di riconciliarli e di metterli in comunione con Dio perché portino «molto frutto».

738 In questo modo la missione della Chiesa non si aggiunge a quella di Cristo e dello Spirito Santo, ma ne è il sacramento: con tutto il suo essere e in tutte le sue membra essa è inviata ad annunziare e testimoniare, attualizzare e diffondere il mistero della comunione della Santa Trinità: «Noi tutti che abbiamo ricevuto l’unico e medesimo spirito, cioè lo Spirito Santo, siamo uniti tra di noi e con Dio. Infatti, sebbene, presi separatamente, siamo in molti e in ciascuno di noi Cristo faccia abitare lo Spirito del Padre e suo, tuttavia unico e indivisibile è lo Spirito. Egli riunisce nell’unità spiriti che tra loro sono distinti [...] e fa di tutti in se stesso un’unica e medesima cosa. Come la potenza della santa umanità di Cristo rende concorporei coloro nei quali si trova, allo stesso modo l’unico e indivisibile Spirito di Dio che abita in tutti conduce tutti all’unità spirituale».

739 Poiché lo Spirito Santo è l’unzione di Cristo, è Cristo, Capo del corpo, a diffonderlo nelle sue membra per nutrirle, guarirle, organizzarle nelle loro mutue funzioni, vivificarle, inviarle per la testimonianza, associarle alla sua offerta al Padre e alla sua intercessione per il mondo intero. È per mezzo dei sacramenti della Chiesa che Cristo comunica alle membra del suo corpo il suo Spirito Santo e santificatore.

740 Queste «meraviglie di Dio», offerte ai credenti nei sacramenti della Chiesa, portano i loro frutti nella vita nuova, in Cristo, secondo lo Spirito.

741 «Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede per noi, con gemiti inesprimibili» (Rm 8,26). Lo Spirito Santo, artefice delle opere di Dio, è il maestro della preghiera.


Lo Spirito Santo completa la personalità cristiana

Jean Mouroux

Il ruolo che ha lo Spirito Santo nella vita cristiana - corrispondente al suo posto nella vita trinitaria - è di perfezionare; è così che nostro Signore ce l’ha promesso nei discorsi dopo la Cena. Lo Spirito completerà dunque la personalità cristiana. E se è vero che una personalità si espande con la conoscenza di sé, con il possesso e il dono di sé, il ruolo proprio dello Spirito è di realizzare questo sviluppo.
Grazie a lui, infatti, diveniamo coscienti del nostro essere soprannaturale e della nostra personalità cristiana; per mezzo suo, nonostante il peso della carne, riusciamo a liberarci e a possederci; infine, per mezzo suo, Amore vivente e personale del Padre e del Figlio, ci doniamo a Dio nella carità.
Perciò la personalità spirituale si forma nella docilità umile e coraggiosa allo Spirito - «al Paraclito che ci armonizza con Dio» come dice sant’Ireneo - e tutto l’aspetto passivo della vita di fede trova qui la sua spiegazione essenziale. La tradizione, come si sa, è esitante e divergente circa la classificazione e il compito dei doni in questo campo; ma è decisiva su un punto preciso ed essenziale: non c’è vita cristiana piena senza un possesso sempre più totale dello Spirito e senza una docilità sempre più profonda a questo Spirito. Dominio e docilità che portano con sé un certo numero di effetti essenziali, fortemente sottolineati: discernimento spirituale, penetrazione nel mistero divino, aspirazione a Dio, scoperta della libertà.
«È lo Spirito, dice san Basilio, che eleva i cuori, prende per mano i deboli, rende perfetti coloro dir progrediscono». In breve, è lui che ci rende veramente persone, rendendoci veramente immagini di Gesù Cristo.
Ora, la fede è uno degli elementi essenziali su cui poggia questo lavoro dello Spirito. Se essa è veramente l’incontro di due persone, il compito dello Spirito sarà quello di approfondire questo incontro e questa unione, rendendola sempre più padrona dell’anima, dandole un possesso di Dio sempre più intimo, facendone una forza che tende senza posa a divenire una visione, un contatto, un’aspirazione a Dio, secondo tre componenti: intelligenza, volontà, grazia.
A prescindere dalle divergenze teologiche sul ruolo esatto dei doni nel perfezionamento della fede, resta il fatto che il lavoro dello Spirito ha lo scopo di farci diventare persone facendo di noi dei veri figli - avete ricevuto uno spirito di figli (cfr. Rom 8,15) - e guidandoci a quella libertà cristiana che suppone necessariamente la luce e l’amore.


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** «Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede per noi, con gemiti inesprimibili» (Rm 8,26). Lo Spirito Santo, artefice delle opere di Dio, è il maestro della preghiera.
** Queste parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa: O Padre, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e desiderare ciò che prometti, perché fra le vicende del mondo là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...