13 Maggio 2017

Il pensiero del giorno


Oggi Gesù ci dice: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14,9)


“Bisogna credere in Gesù come rivelazione del Padre. Egli è il solo segno, il solo viso, la «icona» del Padre. Il Padre, invisibile in quanto Dio, si è reso visibile per mezzo di Gesù [1,14]. Ma per vederlo in verità, bisogna credere in lui, scoprire nella fede che il Padre e il Figlio sono in comunione totale” (I Quattro Vangeli Commentati, ELLEDICI).


Catechismo della Chiesa Cattolica

516 Tutta la vita di Cristo è rivelazione del Padre: le sue parole e le sue azioni, i suoi silenzi e le sue sofferenze, il suo modo di essere e di parlare. Gesù può dire: “Chi vede me, vede il Padre” (Gv 14,9), e il Padre: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo” (Lc 9,35). Poiché il nostro Signore si è fatto uomo per compiere la volontà del Padre, i più piccoli tratti dei suoi Misteri ci manifestano “l’amore di Dio per noi” (1Gv 4,9).

2466 In Gesù Cristo la verità di Dio si è manifestata interamente. “Pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14), egli è la “luce del mondo” (Gv 8,12), egli è la verità. “Chiunque crede” in lui non rimane “nelle tenebre” (Gv 12,46). Il discepolo di Gesù rimane fedele alla sua parola, per conoscere la verità che fa liberi e che santifica. Seguire Gesù, è vivere dello “Spirito di verità” (Gv 14,17) che il Padre manda nel suo nome [Gv 14,26] e che guida alla verità tutta intera” (Gv 16,13). Ai suoi discepoli Gesù insegna l’amore incondizionato della verità: “Sia il vostro parlare sì, sì; no, no” (Mt 5,37).

2614 Quando Gesù confida apertamente ai suoi discepoli il mistero della preghiera al Padre, svela ad essi quale dovrà essere la loro preghiera, e la nostra, allorquando egli, nella sua Umanità glorificata, sarà tornato presso il Padre. La novità, attualmente, è di chiedere nel suo nome. La fede in lui introduce i discepoli nella conoscenza del Padre, perché Gesù è “la Via, la Verità e la Vita” (Gv 14,6). La fede porta il suo frutto nell’amore: osservare la sua Parola, i suoi comandamenti, dimorare con lui nel Padre, che in lui ci ama fino a prendere dimora in noi. In questa nuova Alleanza, la certezza di essere esauditi nelle nostre suppliche è fondata sulla preghiera di Gesù.

459 Il Verbo si è fatto carne per essere nostro modello di santità: “Prendete il mio giogo su di voi e imparate da me…” (Mt 11,29). “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14,6). E il Padre, sul monte della Trasfigurazione, comanda: “Ascoltatelo” (Mc 9,7) [Dt 6,4-5]. In realtà, egli è il modello delle Beatitudini e la norma della Legge nuova: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati” (Gv 15,12). Questo amore implica l’effettiva offerta di se stessi alla sua sequela.


Salvatore Panimolle (Schede Bibliche, Vedere)

Vedere il Dio invisibile

Nel Nuovo Testamento con l’evento salvifico dell’incarnazione del Dio invisibile, assistiamo a un cambiamento di portata incalcolabile. È vero che Mt 5,8 rimanda la visione di Dio all’èra escatologica, allorché i puri di cuore diventeranno nel cielo come gli angeli di Dio (Mt 22,30), i quali vedono sempre la faccia del Padre (Mt 18,10). Il IV evangelista tuttavia dichiara esplicitamente che con la venuta di Gesù nel mondo, l’uomo può vedere Iddio. Su questa terra, prima dell’incarnazione rivelatrice dell’Unigenito del Padre, nessuno ha visto Iddio (Gv 1,18; 5,37; 6,46; 1Gv 4,20).
Nessuno quindi vede il Padre all’infuori del Verbo incarnato, il quale perciò può rivelarci la vita di Dio, rendendo testimonianza a ciò che vede (Gv 3,11.32). Gesù in realtà fa e dice ciò che ha visto nel seno del Padre (Gv 5,19; 8,38); egli appare l’unica persona che trascende le categorie del tempo, quindi ha visto anche Abramo (Gv 8,56ss).
Con l’incarnazione del Verbo però Dio può essere visto nella persona di Gesù (Gv 14,6-11), giacché l’Unigenito di Dio vive eternamente rivolto verso il seno del Padre (Gv 1,18). Quindi chi vede Gesù, vede il Padre, perché Gesù è nel Padre e il Padre in Gesù (Gv 14,9ss). Solo in Gesù l’uomo può vedere Iddio, perciò per il IV evangelista anche Isaia nella sua visione vide la gloria di Gesù (Gv 12,41).
Interessante la netta distinzione di At 7,55, dove si afferma che Stefano vide Gesù glorioso e la gloria di Dio, ma non Dio in persona, ciò che mette bene in evidenza la trascendenza di Dio, per natura invisibile, resoci visibile in Gesù. Così pure Saulo sia sulla via di Damasco (At 9,17; 26,16) che dopo la sua conversione (At 22,17s) vide Gesù risorto.
Ma il privilegio di vedere Gesù fu concesso solo a pochi discepoli; la maggior parte dei cristiani crede in Gesù e lo ama senza averlo veduto (1Pt 1,8); il Cristo glorioso sarà visto solo da coloro che cercano la pace con tutti e la santificazione (Eb 12,14). Il veggente di Patmos fu uno dei pochi privilegiati che vide non solo il Figlio dell’uomo glorificato (Ap 1,12-16; 14,14) ma anche il Signore assiso sul trono e in un quadro che sintetizza alcuni elementi delle visioni di Ez 1 e di Is 6 (Ap 4).
A parte tali eccezioni, i cristiani vedono le realtà celesti incentrate in Dio e in Gesù glorioso, come in uno specchio, ossia in modo oscuro, riflesso e parziale; solo nell’aldilà si vedranno faccia a faccia tali realtà (lCor 13,12; 1Gv 3,2), che per natura o per definizione sono invisibili (2Cor 4, 7s).



Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** Solo in Gesù l’uomo può vedere Iddio.
** Queste parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa: Dio onnipotente ed eterno, rendi sempre operante in noi il mistero della Pasqua, perché, nati a nuova vita nel Battesimo,con la tua protezione possiamo portare molto frutto e giungere alla pienezza della gioia eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...