12 Maggio 2017
Il pensiero del giorno
Oggi Gesù ci dice: “Servite il Signore con timore e rallegratevi con tremore” (Sal 2,11).
R. Girardello (Timor di Dio, Dizionario di Mistica)
Il timore è un dono dello Spirito tendente a far evitare il peccato e ogni attaccamento alle cose create. È un elemento essenziale del vero culto: appartiene all’espressione della adorazione e della riverenza del Dio infinito e santo. Dio è certamente Padre, ma resta sempre il totaliter aliter, al di sopra d’ogni merito e d’ogni capacità dell’uomo di stare degnamente dinanzi a lui.
Per rivelazione, Dio è santissimo e giustissimo, è insieme misericordiosissimo pieno di pietà: questa verità obbliga a respingere l’angoscia o il panico che i pagani nutrono per la divinità.
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Nei Vangeli Gesù insiste con sapienza nuova su Dio, presentandolo come estremamente buono, ma mai come un Padre che non sia santamente esigente tanto circa le opere da fare, quanto circa le intenzioni e i progetti, quanto ancora circa i sentimenti e gli affetti. Gesù vuole che si viva una fiducia estrema verso il Padre ma chiede anche una vigilanza severa, sempre per onorare il Padre. Il che vuol dire che si deve avere un giusto timore.
Salmo 2 (Fonte: www.perfettaletizia.it)
Il Messia, re vittorioso
Di fronte ai potenti della terra e alle genti che li seguono e appoggiano nella loro azione di ribellione a Dio e al suo Messia, il salmista non si scompone, ma pieno di fede e di speranza coglie la stoltezza, l’assurdità di una tale lotta contro Dio.
Dio viene pensato dalle genti come un carceriere che toglie loro la libertà, e combattono assurdamente il Cristo che è la vera libertà; quella offerta dal Padre agli uomini: “Spezziamo le loro catene, gettiamo via da noi il loro giogo!”. Ma Dio non è impressionato dal loro tumultuare, dal loro organizzare in modi sempre più astutamente avviluppati la loro ribellione. Dio non è zittito dal cumulo delle loro astute negazioni, e parla loro con il linguaggio delle rovine e delle devastazioni, causate dalla guerre delle discordie degli uomini e dalle calamità naturali lasciate nel loro corso da Dio.
Il Cristo non potrà essere vinto da loro. Egli, da tutta l’eternità, è stato da lui costituito sul monte Sion sovrano sulle genti; egli è il suo sovrano, poiché posto da lui e a lui obbediente, e a lui devono sottomettersi tutti i re della terra.
Il Cristo annunzierà alle genti il decreto di Dio che lo ha costituito sovrano di tutte le genti e lo annunzierà perennemente con la presenza della Chiesa, sua sposa e testimone di lui. Egli ha ricevuto una missione di vittoria che otterrà nell’obbedienza e nell’amore al Padre: “Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedimi e ti darò in eredità le genti”. “Ti ho generato”, è la generazione dell’assunzione di una natura umana da parte del Verbo eterno. Tale generazione di per sé lo costituisce il Cristo, ma ciò verrà pubblicamente espresso al Giordano e poi sigillato nella risurrezione. Egli chiederà al Padre la salvezza di tutte le genti affinché facciano parte del suo regno di pace e d’amore. “Chiedimi”; il Cristo non si appoggerà ai poteri della terra, non seguirà il consiglio del Maligno che gli vorrà offrire, tentandolo, strada aperta su tutta la terra, ma chiederà al Padre, nell’invocazione ardente e nel sacrificio, la conquista del cuore degli uomini.
Egli avrà sulle genti un dominio inattaccabile e le genti ribelli a Dio e a lui - il Figlio - saranno frantumate con la facilità con cui si frantuma un vaso d’argilla.
Il salmista, con cuore aperto a tutti, passa all’esortazione dei sovrani, dei giudici della terra, ad essere saggi e quindi ad accogliere l’istruzione della parola di Dio, che è Cristo. Li esorta a servire il Signore con timore, rifiutando la tentazione di usare del loro potere terreno contro Dio e il Cristo, e al contrario accettino la signoria di Cristo. “Rallegratevi con tremore”, esorta il salmista; cioè esultate non con un’esultanza stolta che rifiuta, in realtà, l’obbedienza per una ritualità vuota.
Non si può ingannare Dio con vuote feste, con vuote manifestazioni d’esultanza: Dio rifiuterà tutto questo. Lo sdegno di Dio allora non tarderà a manifestarsi lasciando gli uomini in preda al loro consiglio così che smarriranno vieppiù la via della salvezza fino a precipitare nell’orrore delle loro azioni di dissoluzione.
Ma dice il salmista con gioia: “Beato chi in lui si rifugia”; chi fa di lui la sua forza, la sua difesa, contro il male.
Catechismo della Chiesa Cattolica
Timore ispirato dal messaggio del giudizio finale
1041 Il messaggio del Giudizio finale chiama alla conversione fin tanto che Dio dona agli uomini «il momento favorevole, il giorno della salvezza» (2Cor 6,2). Ispira il santo timor di Dio. Impegna per la giustizia del Regno di Dio. Annunzia la «beata speranza» (Tt 2,13) del ritorno del Signore il quale «verrà per essere glorificato nei suoi santi ed essere riconosciuto mirabile in tutti quelli che avranno creduto» (2Ts 1,10).
Timore ispirato dalla presenza di Dio
2144 Il rispetto per il nome di Dio esprime quello dovuto al suo stesso Mistero e a tutta la realtà sacra da esso evocata. Il senso del sacro fa parte della virtù della religione: «Il sentimento di timore e il sentimento del sacro sono sentimenti cristiani o no?[...] Nessuno può ragionevolmente dubitarne. Sono i sentimenti che palpiterebbero in noi, e con forte intensità, se avessimo la visione della Maestà di Dio. Sono i sentimenti che proveremmo se ci rendessimo conto della sua presenza. Nella misura in cui crediamo che Dio è presente, dobbiamo avvertirli. Se non li avvertiamo, è perché non percepiamo, non crediamo che egli è presente».
Timore del male
1765 Le passioni sono molte. Quella fondamentale è l’amore provocato dall’attrattiva del bene. L’amore suscita il desiderio del bene che non si ha e la speranza di conseguirlo. Questo movimento ha il suo termine nel piacere e nella gioia del bene posseduto. Il timore del male causa l’odio, l’avversione e lo spavento del male futuro. Questo movimento finisce nella tristezza del male presente o nella collera che vi si oppone
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** Gesù vuole che si viva una fiducia estrema verso il Padre ma chiede anche una vigilanza severa, sempre per onorare il Padre. Il che vuol dire che si deve avere un giusto timore.
** Queste parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: O Padre, principio della vera libertà e fonte di salvezza, ascolta la voce del tuo popolo e fa’ che i redenti dal sangue del tuo Figlio vivano sempre in comunione con te e godano la felicità senza fine. Per il nostro Signore Gesù Cristo...