20 Maggio 2017

Il pensiero del giorno


Oggi Gesù ci dice: “Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo. ” (Gv 15,19).

All’amore di Gesù e all’amore fraterno che anima la comunità cristiana si contrappone l’odio del mondo, cioè di coloro che rifiutano Gesù e che rigettano i suoi discepoli. La vicenda del Maestro si ripete anche nei discepoli perseguitati e Gesù vede in questa dura e cosciente reazione del mondo l’attuarsi di un annunzio biblico, trovato nel Salmo 69,5: “Mi odiano senza ragione”. I discepoli però devono sapere che nelle persecuzioni non saranno soli: il Paràclito sarà accanto a loro, lo Spirito di verità metterà sulle loro labbra una parola di testimonianza. Gli amici sono chiamati a condividere la dolorosa sorte dell’Amico, in questa luce di vera condivisone il martirio non è un incidente di percorso.


Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me: Giovanni Paolo II (Omelia, 6 giugno 1988): Gesù non ha nascosto ai suoi apostoli le difficoltà della missione: il rifiuto, l’ostilità, le persecuzioni che avrebbero incontrato. “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15,18.20). E non c’è solo la persecuzione aperta che ha fatto e continua a fare i martiri; c’è una insidia più subdola - e, per questo, forse più pericolosa - che è comune a tanti Paesi del mondo occidentale. È quella che non vuole fare dei martiri ma degli uomini “liberi”, liberi, - si intende - da ogni religione e da ogni morale; che non soffoca l’idea di Dio nel sangue ma nell’accumulo dei beni di consumo e nell’appagamento degli istinti naturali; che non combatte l’idea cristiana ma la ignora, relegandola fra i miti del passato. Proprio perché prevedeva tutto questo, prima di affidare la sua missione alla Chiesa, Gesù ci ha dato la consolante assicurazione: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).


C. Lesquivit e P. Grelot

Il Cristiano e il mondo

In rapporto al mondo i cristiani si trovano nella stessa situazione complessa in cui si trovava Cristo durante il suo passaggio in terra. Non sono del mondo (Gv 15,19; 17,16); e tuttavia sono nel mondo (17,11), e Gesù non prega il Padre di ritrarneli, ma soltanto di custodirli dal maligno (17, 15).
La loro separazione nei confronti del mondo malvagio lascia intatto il loro compito positivo nei confronti del mondo da redimere (cfr. 1Cor 5,10).
1. Separati dal mondo. - Anzitutto separazione: il cristiano deve custodirsi immacolato dal mondo (Giac 1,27); non deve amare il mondo (1 Gv 2,15), perché l’amicizia per il mondo è inimicizia contro Dio (Giac 4,4 ) e porta ai peggiori abbandoni (2Tim 4,10).
Evitando di modellarsi sul secolo presente (Rom 12,2), rinunzierà quindi alle concupiscenze che ne definiscono lo spirito (1Gv 2,16). In una parola, il mondo sarà un crocifisso per lui ed egli per il mondo (Gal 6,14): se ne servirà come se non se ne servisse (1Cor 7,29ss). Distacco profondo, che evidentemente non esclude un uso dei beni di questo mondo conforme alle esigenze della carità fraterna (1Gv 3,l7): tale è la santità che è richiesta al cristiano.
2. Testimoni di Cristo dinanzi al mondo. - Ma da un altro lato, ecco la missione positiva del cristiano dinanzi al mondo attualmente prigioniero del peccato. Come Cristo vi è venuto per rendere testimonianza alla verità (Gv 18,37), così il cristiano è inviato nel mondo (Gv 17,l8) per rendere una testimonianza che è quella di Cristo stesso (1Gv 4,l7). L’esistenza cristiana, che è tutto l’opposto di una manifestazione spettacolare alla quale Gesù stesso si è rifiutato (Gv 7,3s; 14,22; cfr. Mt 4,5 ss), rivelerà agli uomini il vero volto di Dio ( cfr. Gv 17,21.23). Vi si aggiungerà la testimonianza della parola. Infatti i predicatori del vangelo hanno ricevuto l’ordine di annunziarlo al mondo intero (Mc 14,9; 16,15): Vi brilleranno come altrettanti luminari (Fil 2,15).
Ma il mondo si leverà contro di essi, come già contro Gesù (Gv 15, 18), cercando di riconquistare coloro che fossero sfuggiti alla sua corruzione (2Pt 2,19s). In questa guerra inevitabile l’arma della lotta e della vittoria sarà la fede (1Gv 5,4s): la nostra fede condannerà il mondo (Ebr 11,7; Gv l5,22). Per nulla stupito di essere odiato ed incompreso (1Gv 3,13; Mt 10,14 par.) ed anche perseguitato dal mondo (Gv 15,18ss), il cristiano è confortato dal Paràclito, lo Spirito di verità, inviato in terra per confondere il mondo: lo Spirito attesta nel cuore del fedele che il mondo commette peccato rifiutando di credere in Gesù, che la causa di Gesù è giusta poiché egli è presso il Padre ed il principe di questo mondo è già condannato (Gv 16,8-11). Benché il mondo non
lo veda né lo conosca (Gv 14,17), questo Spirito rimarrà nel fedele, e lo farà trionfare degli anticristi (1Gv 4,4ss). Ed a poco a poco, grazie alla testimonianza, quelli, tra gli uomini, il cui destino non è definitivamente legato al mondo, riprenderanno posto nell’universo redento che ha Cristo per capo.

Il mondo, l’odio...: Gaudium et spes 82: Coloro che si dedicano a un’opera di educazione, specie della gioventù, e coloro che contribuiscono alla formazione della pubblica opinione, considerino loro dovere gravissimo inculcare negli animi di tutti sentimenti nuovi, ispiratori di pace. E ciascuno di noi deve adoperarsi per mutare il suo cuore, aprendo gli occhi sul mondo intero e su tutte quelle cose che gli uomini possono compiere insieme per condurre l’umanità verso un migliore destino. Né ci inganni una falsa speranza. Se non verranno in futuro conclusi stabili e onesti trattati di pace universale, rinunciando ad ogni odio e inimicizia, L’umanità che, pur avendo compiuto mirabili conquiste nel campo scientifico, si trova già in grave pericolo, sarà forse condotta funestamente a quell’ora, in cui non potrà sperimentare altra pace che la pace terribile della morte.

Il mondo vi odia... il martirio non è un incidente di percorso: Lumen gentium 42: Avendo Gesù, Figlio di Dio, manifestato la sua carità dando per noi la vita, nessuno ha più grande amore di colui che dà la vita per lui e per i fratelli (cfr. 1Gv 3,16; Gv 15,13). Già fin dai primi tempi quindi, alcuni cristiani sono stati chiamati, e altri lo saranno sempre, a rendere questa massima testimonianza d’amore davanti agli uomini, e specialmente davanti ai persecutori. Perciò il martirio, col quale il discepolo è reso simile al suo maestro che liberamente accetta la morte per la salute del mondo, e col quale diventa simile a lui nella effusione del sangue, è stimato dalla Chiesa come dono insigne e suprema prova di carità. Se il martirio viene concesso a pochi, tutti però devono essere pronti a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirlo sulla via della croce, nelle persecuzioni che non mancano mai alla Chiesa.


 Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** Se il martirio viene concesso a pochi, tutti però devono essere pronti a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirlo sulla via della croce, nelle persecuzioni che non mancano mai alla Chiesa.
** Queste parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa: Dio onnipotente ed eterno, che nel battesimo ci hai comunicato la tua stessa vita, fa’ che i tuoi figli, rinati alla speranza dell’immortalità, giungano con il tuo aiuto alla pienezza della gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo...