11 Maggio 2017

Il pensiero del giorno


Oggi Gesù ci dice: “La mia fedeltà e il mio amore saranno con voi”  (cfr. Sal 88 [89],25).


Papa Francesco (Omelia, 21 Giugno 2015): Il Salmo ci ha invitato a ringraziare il Signore perché «il suo amore è per sempre». Ecco l’amore fedele, la fedeltà: è un amore che non delude, non viene mai meno. Gesù incarna questo amore, ne è il Testimone. Lui non si stanca mai di volerci bene, di sopportarci, di perdonarci, e così ci accompagna nel cammino della vita, secondo la promessa che fece ai discepoli: «Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Per amore si è fatto uomo, per amore è morto e risorto, e per amore è sempre al nostro fianco, nei momenti belli e in quelli difficili. Gesù ci ama sempre, sino alla fine, senza limiti e senza misura. E ci ama tutti, al punto che ognuno di noi può dire: “Ha dato la vita per me”. Per me! La fedeltà di Gesù non si arrende nemmeno davanti alla nostra infedeltà. Ce lo ricorda san Paolo: «Se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso» (2Tm 2,13). Gesù rimane fedele, anche quando abbiamo sbagliato, e ci aspetta per perdonarci: Lui è il volto del Padre misericordioso. Ecco l’amore fedele.


Catechismo della Chiesa Cattolica

Io sono colui che sono

206-207 Rivelando il suo nome misterioso di YHWH, «Io sono colui che è» oppure «Io sono colui che sono» o anche «Io sono chi Io sono», Dio dice chi egli è e con quale nome lo si deve chiamare. Questo nome divino è misterioso come Dio è mistero. E ad un tempo un nome rivelato e quasi il rifiuto di un nome; proprio per questo esprime, come meglio non si potrebbe, la realtà di Dio, infinitamente al di sopra di tutto ciò che possiamo comprendere o dire: egli è il « Dio nascosto» (Is 45,15), il suo nome è ineffabile, ed è il Dio che si fa vicino agli uomini. Rivelando il suo nome, Dio rivela al tempo stesso la sua fedeltà che è da sempre e per sempre, valida per il passato («Io sono il Dio dei tuoi padri», Es 3,6), come per l’avvenire («Io sarò con te», Es 3,12). Dio che rivela il suo nome come «Io Sono» si rivela come il Dio che è sempre là, presente accanto al suo popolo per salvarlo.

«AMEN»

1061-1062 Il Credo, come pure l’ultimo libro della Sacra Scrittura, termina con la parola ebraica Amen. La si trova frequentemente alla fine delle preghiere del Nuovo Testamento. Anche la Chiesa termina le sue preghiere con Amen. In ebraico, Amen si ricongiunge alla stessa radice della parola «credere». Tale radice esprime la solidità, l’affidabilità, la fedeltà. Si capisce allora perché l’«Amen» può esprimere tanto la fedeltà di Dio verso di noi quanto la nostra fiducia in lui.

1063 Nel profeta Isaia si trova l’espressione «Dio di verità», letteralmente «Dio dell’Amen», cioè il Dio fedele alle sue promesse: «Chi vorrà essere benedetto nel paese, vorrà esserlo per il Dio fedele» (Is 65,16). Nostro Signore usa spesso il termine «Amen», a volte in forma doppia, per sottolineare l’affidabilità del suo insegnamento, la sua autorità fondata sulla verità di Dio.

1064-1065 L’«Amen» finale del Simbolo riprende quindi e conferma le due parole con cui inizia: «Io credo». Credere significa dire «Amen» alle parole, alle promesse, ai comandamenti di Dio, significa fidarsi totalmente di colui che è l’«Amen» d’infinito amore e di perfetta fedeltà. La vita cristiana di ogni giorno sarà allora l’«Amen» all’«Io credo» della professione di fede del nostro Battesimo: «Il Simbolo sia per te come uno specchio. Guardati in esso, per vedere se tu credi tutto quello che dichiari di credere e rallegrati ogni giorno per la tua fede». Gesù Cristo stesso è l’«Amen» (Ap 3,14). Egli è l’«Amen» definitivo dell’amore del Padre per noi; assume e porta alla sua pienezza il nostro « Amen » al Padre: «Tutte le promesse di Dio in lui sono divenute “sì”. Per questo sempre attraverso lui sale a Dio il nostro Amen per la sua gloria» (2Cor 1,20): «Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. AMEN!».

C. SPICQ e M. F. LACAN (Dizionario di Teologia Biblica, Marietti)

FEDELTÀ

La fedeltà (ebr. ‘emet), che caratterizza Dio (Es 34,6), è associata sovente alla sua bontà paterna (ebr. hesed) verso il popolo dell’alleanza. Questi due attributi complementari indicano che l’alleanza è nello stesso tempo un dono gratuito ed un legame la cui saldezza è a prova di secoli (Sai 119, 90). A questi due atteggiamenti, in cui sono riassunte le vie di Dio (Sai 25,10), l’uomo deve rispondere conformandovisi; la pietà filiale, che egli deve a Dio, avrà come prova della sua verità la fedeltà nell’osservare i precetti dell’alleanza. Lungo la storia della salvezza, la fedeltà divina si rivela immutabile dinanzi alla costante infedeltà dell’uomo, fino a che Cristo, testimone fedele della verità (Gv 18,37; Apoc 3,14), comunichi agli uomini la grazia di cui è ripieno (Gv 1,14.16) e li renda capaci di meritare la corona della vita, imitando la sua fedeltà fino alla morte (Apoc 2,10).

Antico Testamento -  Fedeltà di Dio - Dio è la «roccia» di Israele (Deut 32,4); questo nome simboleggia la sua immutabile fedeltà, la verità delle sue parole, la fermezza delle sue promesse. Le sue parole non passano (Is 40,8), le sue promesse saranno mantenute (Tob 14,4); Dio non mente, né si ritratta (Num 23,19); il suo disegno è attuato (Is 25,1) mediante la potenza della sua parola che, uscita dalla sua bocca, non ritorna se non dopo aver compiuto la sua missione (Is 55,11); Dio non muta (Mal 3,6). Egli quindi vuole unire a sé la sposa che si è scelta mediante il legame di una fedeltà perfetta (Os 2,22) senza la quale non si può conoscere Dio (4,2). Non è quindi sufficiente lodare la fedeltà divina che supera i cieli (Sal 36,6), né proclamarla per invocarla (Sai 143,1) o per ricordare a Dio le sue promesse (Sal 89,1-9.25-40). Bisogna pregare il Dio fedele per ottenere da lui la fedeltà (1Re 8,56 ss), e cessare di rispondere alla sua fedeltà con l’empietà (Neem 9,33). Di fatto Dio solo può convertire il suo popolo infedele e dargli la felicità, facendo germogliare dalla terra la fedeltà che ne deve essere il frutto (Sal 85,5.11ss).

Nuovo Testamento - Fedeltà di Gesù - Il servo fedele così annunciato è Gesù Cristo, Figlio e Verbo di Dio, il vero ed il fedele, che viene a compiere la Scrittura e l’opera del Padre suo (Mc 10,45; Lc 24,44; Gv 19,28.30; Apoc 19,11ss). Per mezzo suo sono mantenute tutte le promesse di Dio (2Cor 1,20); in lui sono la salvezza e la gloria degli eletti (2Tim 2,10); con lui, gli uomini sono chiamati dal Padre ad entrare in comunione; e per mezzo suo i credenti saranno confermati e resi fedeli alla loro vocazione fino al termine (1Cor 1,8s). In Cristo quindi si manifesta in pienezza la fedeltà di Dio (1Tess 5,23s) e il fedele viene rassicurato (2Tess 3,3ss): i doni di Dio sono irrevocabili (Rom 11,29). Dobbiamo imitare la fedeltà di Cristo, tenendo duro fino alla morte, e contare sulla sua fedeltà per vivere e regnare con lui (2Tim 2,11s). Più ancora, anche se noi siamo infedeli, egli rimane fedele; perché, se può rinnegarci, non può rinnegare se stesso (2Tim 2,13); oggi, come ieri e per sempre, egli rimane ciò che è (Ebr 13,8), il sommo sacerdote misericordioso e fedele (Ebr 2,17) che permette di accedere con sicurezza al trono della grazia (Ebr 4,14ss) a coloro che, fondandosi sulla fedeltà della promessa divina, conservano una fede ed una speranza indefettibili (Ebr 10,23).

Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** Dobbiamo imitare la fedeltà di Cristo, tenendo duro fino alla morte, e contare sulla sua fedeltà per vivere e regnare con lui.
** Queste parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa:  O Dio, che hai redento l’uomo e lo hai innalzato oltre l’antico splendore, guarda all’opera della tua misericordia, e nei tuoi figli, nati a vita nuova nel Battesimo, custodisci sempre i doni della tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...