IL PENSIERO DEL GIORNO


2 Ottobre 2017


Oggi Gesù ci dice: «Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3).

Mt 18,1-5.10: Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?: Gesù risponde che il criterio sono i piccoli! I discepoli devono diventare bambini. Invece di crescere verso l’alto, devono crescere verso il basso, la vera grandezza del discepolo si costruisce sul trono dell’umiltà. Questi piccoli non devono essere disprezzati, in quanto i loro angeli in cielo difendono davanti a Dio la loro causa e chiedono che Egli intervenga a riparare le offese fatte loro.


L’esistenza degli angeli, una verità di fede: Catechismo della Chiesa Cattolica 328.330.336: L’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l’unanimità della Tradizione...  In quanto creature puramente spirituali, essi hanno intelligenza e volontà: sono creature personali e immortali. Superano in perfezione tutte le creature visibili. Lo testimonia il fulgore della loro gloria... Dal suo inizio fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. «Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita». Fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli angeli e degli uomini, uniti in Dio.


Gli angeli nella vita della Chiesa: Catechismo della Chiesa Cattolica 334-336: Allo stesso modo tutta la vita della Chiesa beneficia dell’aiuto misterioso e potente degli angeli. Nella liturgia, la Chiesa si unisce agli angeli per adorare il Dio tre volte santo; invoca la loro assistenza (così nell’In paradisum deducant te angeli... – In paradiso ti accompagnino gli angeli – nella liturgia dei defunti, o ancora nell’«Inno dei cherubini» della liturgia bizantina ), e celebra la memoria di alcuni angeli in particolare (san Michele, san Gabriele, san Raffaele, gli angeli custodi). Dal suo inizio fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. «Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita».  Fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli angeli e degli uomini, uniti in Dio.


Il ministero degli Angeli in favore degli uomini: Giovanni Paolo II (Udienza Generale, 6 Agosto 1986): Tra i libri del Nuovo Testamento, sono specialmente gli Atti degli apostoli che ci fanno conoscere alcuni fatti che attestano la sollecitudine degli angeli per l’uomo e per la sua salvezza. Così, quando l’angelo di Dio libera gli apostoli dalla prigione (cfr. At 5,18-20) e prima di tutto Pietro, che era minacciato di morte dalla mano di Erode (cfr. At 12,5-10). O quando guida l’attività di Pietro nei riguardi del centurione Cornelio, il primo pagano convertito (cfr. At 10,3-8; 11,12-16), e analogamente l’attività del diacono Filippo lungo la via da Gerusalemme a Gaza (cfr. At 8,26-29). Da questi pochi fatti citati a titolo esemplificativo, si comprende come nella coscienza della Chiesa abbia potuto formarsi la persuasione sul ministero affidato agli Angeli in favore degli uomini. Perciò la Chiesa confessa la sua fede negli angeli custodi, venerandoli nella liturgia con una festa apposita, e raccomandando il ricorso alla loro protezione con una preghiera frequente, come nell’invocazione dell’“Angelo di Dio”. Questa preghiera sembra fare tesoro delle belle parole di san Basilio: “Ogni fedele ha accanto a sé un angelo come tutore e pastore, per portarlo alla vita” (Adversus Eunomium, III,1; si veda anche san Tommaso, Summa Theologiae, I, q. 11, a. 3).


Il nostro Angelo custode: Mons. Salvatore Gristina, Vescovo (Omelia, 2 Ottobre 2009): La celebrazione odierna onora i Santi Angeli Custodi che il Padre, nella sua misteriosa provvidenza, manda dal cielo a nostra custodia e protezione (cfr. Colletta). Essi hanno il compito di sorreggerci sempre nel cammino della vita. Così il nostro esodo verso la gioia eterna, cioè lo svolgimento della nostra esistenza, come quello del popolo ebraico verso il luogo che Dio gli aveva preparato, è custodito dall’assistenza che i Santi Angeli riservano a ciascuno di noi e all’intera comunità cristiana. Nella prima lettura (Es 23,20-23) sono stati sottolineati gli atteggiamenti con cui dobbiamo onorare i Santi Angeli: rispetto della loro presenza, ascolto della loro voce, docilità alle loro indicazioni. I nostri genitori, i sacerdoti della nostra fanciullezza ci hanno iniziato alla devozione verso l’Angelo Custode che abbiamo tante volte invocato con grande fiducia: “Angelo di Dio, che sei il mio custode: illumina, custodisci, reggi e governa me che ti sono affidato dalla pietà celeste. Amen”. La devozione all’Angelo custode non è qualcosa di puerile. Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla degli Angeli e ne sottolinea il rapporto con Cristo e la missione che svolgono nei riguardi della Chiesa e di ogni singolo fedele (cfr. nn. 325-336). Sono particolarmente chiare, al riguardo, due affermazioni: “… la vita della Chiesa beneficia dell’aiuto misterioso e potente degli angeli”; “Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita” (S. Basilio di Cesarea).

Gli angeli ci dicono...: Mons. Cesare Nosiglia, Vescovo (Omelia 2 Ottobre 2012): [...] gli angeli ci dicono che dobbiamo essere umili e docili e fidarci della provvidenza di Dio, se vogliamo veramente avere la speranza di combinare qualcosa di buono e di riuscito. Dio ha cura di ciascuna sua creatura e se ne occupa giorno per giorno: gli angeli ne sono la più viva testimonianza su cui si può contare. Certo, molto dipende dalla nostra buona volontà, dal nostro impegno e determinazione, coraggio e perseveranza, ma il tutto va sempre inserito in una prospettiva più ampia, che vede Dio come protagonista della nostra vita e non solo spettatore. Senza Dio, l’uomo non sa dove andare e alla fine sbaglia sovente strada: gli angeli ci garantiscono che possiamo contare sulla presenza amorevole e dolce, materna e paterna di Dio, che vive accanto a noi e ci guida sulla via del nostro vero bene-essere e bene-avere. È quanto con sicurezza proclama il salmo 90 di questa Messa, Salmo che appartiene a quelli della fiducia e della confidenza che il giusto deve avere verso Dio, suo rifugio e fortezza, liberatore fedele e alla fine custode del tesoro della vita che ci ha donato.


Gli angeli e Cristo - M. Galopin e P. Grelot (Dizionario Teologia Biblica): Il mondo angelico trova posto nel pensiero di Gesù. Gli evangelisti parlano talvolta dei suoi rapporti intimi con gli angeli [Mt 4,11; Lc 22,43]; Gesù menziona gli angeli come esseri reali ed attivi. Pur vegliando sugli uomini, essi vedono la faccia del Padre [Mt 18,10]. La loro vita sfugge alle esigenze cui è soggetta la condizione terrestre [cfr. Mt 22,30 par.]. Benché ignorino la data del giudizio finale, che è un segreto del Padre solo [Mt 24,36 par.], ne saranno gli esecutori [Mt 13,39.49; 24,31]. Fin d’ora essi partecipano alla gioia di Dio quando i peccatori si convertono [Lc 15,10]. Tutti questi elementi sono conformi alla dottrina tradizionale. Gesù inoltre precisa la loro situazione in rapporto al figlio dell’uomo, la figura misteriosa che lo definisce, specialmente nella sua gloria futura: gli angeli lo accompagneranno nel giorno della sua parusia [Mt 25,31]; saliranno e discenderanno su di lui [Gv 1,51], come un tempo sulla scala di Giacobbe [Gen 28,10]; egli li manderà per radunare gli eletti [Mt 24,31par.] e scartare i dannati dal regno [Mt 13,41s]. Fin dal tempo della passione Gesù avrebbe potuto richiedere l’intervento degli angeli che sono al suo servizio [Mt. 26,53]. Il pensiero cristiano primitivo non farà dunque altro che prolungare le parole di Gesù quando affermerà che gli angeli gli sono inferiori. Abbassato al di sotto di essi per la sua incarnazione [Ebr. 2,7], egli non di meno meritava la loro adorazione nella sua qualità di Figlio di Dio [Ebr 1,6s; cfr. Sal 97,7]. Dopo al risurrezione è chiaro che Dio glieli ha sottomessi [Ef 1,20 s), essendo stati creati in lui, da lui e per lui [Col 1,16]. Essi riconoscono attualmente la sua sovranità (cfr. Ap 5,11s; 7,11s), e formeranno la sua scorta nell’ultimo giorno (2Ts 1,7; Ap 14,14-16; cfr. 1Ts 4,16). Così il mondo angelico si subordina a Cristo, di cui ha contemplato il mistero (1 Tm 3,16; cfr. 1Pt. 1,12).


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa: O Dio, che nella tua misteriosa provvidenza mandi dal cielo i tuoi Angeli a nostra custodia e protezione, fa’ che nel cammino della vita siamo sempre sorretti dal loro aiuto per essere uniti con loro nella gioia eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...