IL PENSIERO DEL GIORNO

5 Settembre 2017


Oggi Gesù ci dice: «Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia: di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,9-10; cfr. Antifona alla comunione).

Lc 4,31-37: Il brano lucano sembra subito suggerire al lettore dove spostare la sua attenzione: Gesù è «apparso per distruggere le opere del diavolo» (Gv 3,8). Ma mette anche in evidenza come Gesù ami insegnare. Nel ministero di Gesù, i miracoli, gli esorcismi, hanno la funzione di illustrare, di mostrare e di autenticare il senso, l’efficacia e la veridicità della sua predicazione, realizzando in questo modo la promessa di Mosè fatta al suo popolo: “Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto” (Dt 18,18-19). In altre parole: Gesù è il profeta, l’unico e il vero, suscitato da Dio per condurre a salvezza il suo popolo. Da qui l’autorità con la quale Gesù insegnava, suscitando ammirazione e stupore in chi lo ascoltava senza pregiudizi.

 Lc 4,35: Benedetto Prete (Il vangelo secondo Luca): Il demonio gettandolo a terra davanti a tutti, uscì da lui senza fargli del male; la descrizione di Luca è più sobria di quella di Marco. al termine l’evangelista osserva con delicatezza che il demoni, dopo ave maltrattato la sua vittima, l’abbandona definitivamente «senza fargli del male». Il rilievo sottolinea la bontà di Gesù che comanda al demonio di non infierire crudelmente fino all’ultimo momento sull’infelice ossesso


Rito degli Esorcismi - Introduzione

3. Il Padre onnipotente e misericordioso ha mandato nel mondo il suo Figlio amatissimo per liberare gli uomini dal potere delle tenebre e trasferirli nel suo regno (cf Gal 4,5; Col 1,13). Così Cristo, «primogenito di ogni creatura» (Col 1,15), per rinnovare l’uomo vecchio si è rivestito della carne del peccato «per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo» (Eb 2,14); per il dono dello Spirito Santo Egli ha stabilito la natura umana ferita nella condizione di nuova creatura, grazie alla sua Passione e Risurrezione.

4. Durante la sua vita terrena il Signore Gesù, vincitore della tentazione nel deserto (cf Mt 4,1-11; Mc 1,12-13; Lc 4,1-13), con la sua autorità ha scacciato Satana e gli altri demoni imponendo loro la sua volontà (cf Mt 12,27-29; Lc 11,19-20). Beneficando e risanando tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo (cf At l0,38), rese manifesta l’opera della sua salvezza destinata a liberare l’uomo dal peccato e dalle sue conseguenze, come pure dall’autore del primo peccato, omicida fin dall’inizio e padre della menzogna (cf Gv 8,4).

5. Giunta l’ora delle tenebre, il Signore, «facendosi obbediente fino alla morte» (Fil 2,8), respinse l’assalto supremo di Satana (cf Lc 4,13; 22,53) con la potenza misteriosa della croce, riportando il trionfo sulla superbia dell’antico avversario. La vittoria di Cristo si rese manifesta nella sua gloriosa risurrezione, quando Dio lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, tutto sottomettendo ai suoi piedi (cf Ef 1,21-22).

6. Durante il suo ministero Cristo diede agli Apostoli e agli altri discepoli il potere di scacciare gli spiriti immondi (cf Mt l0,1.8; Mc 3,14-15; 6,7.13; Lc 9,1; l0,17.18-20). Promise loro lo Spirito Santo Paraclito, che procede dal Padre attraverso il Figlio, allo scopo di convincere il mondo quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato (cf Gv 16,7-11). E nel Vangelo la cacciata dei demoni fa parte dei segni che avrebbero accompagnato quelli che credono (cf Mc 16,17).


Erano stupiti del suo insegnamento - L’esorcismo riferito dall’evangelista Matteo avviene nella sinagoga di Cafàrnao, dove Gesù ha appena terminato di insegnare. Gesù era «entrato di sabato nella sinagoga»: il giorno più amato da Israele in quanto interamente dedicato a Dio, alla preghiera e al riposo. Era anche il giorno dell’istruzione religiosa e Gesù ne approfitta per far veicolare il suo insegnamento. La profondità della dottrina strappa all’uditorio commenti di stupore.
Non si conosce l’età dell’uomo posseduto, così non è dato di sapere se la possessione si manifestava esternamente con i segni di una malattia fisica o psichica. Per il comune sentire, la malattia, in quanto frutto e conseguenza del peccato (Cf. Mt 9,2), era ritenuta una manifestazione dell’azione di Satana (Cf. Lc 13,16). In questo modo si comprende perché gli esorcismi del Vangelo avvengono spesso in forma di guarigione (Cf. Mt 9,32-34; 12,22-24; 17,14-18; Lc 13,10-17). Lo spirito viene detto immondo perché «il giudaismo [Cf. Zac 13,2] chiamava i demòni spiriti impuri, in quanto estranei e ostili alla purità religiosa e morale che esigeva il servizio di Dio [Cf. Mc 3,11.30; ecc.; Mt 10,1; 12,43; Lc 4,33.36; ecc.]» (Bibbia di Gerusalemme).
Il diavolo ama stare rintanato, nascosto; raramente esce allo scoperto o prende l’iniziativa come nel racconto evangelico. Lo fa forse perché ha riconosciuto in Gesù un probabile avversario, tanto forte e temibile da poter compromettere la sua attività malvagia e il suo potere, e quindi cerca di difendersi con una insolita professione: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio». Quest’ultima affermazione, Tu sei il santo di Dio, la si ritroverà sulle labbra di Pietro (Cf. Gv 6,69).
Che vuoi da noi... Sei venuto a rovinarci: lo spirito immondo ora usa il plurale, segno che lo scontro vede in campo l’intero Inferno; nella lotta con Gesù ad essere vinto non è un solo demonio, bensì l’intero regno di Satana. Io so chi tu sei: Satana ricorre a questo stratagemma perché, secondo un comune intendimento, chi conosce il nome di una persona ha potere sul suo portatore (Cf. Gen 32,30; Gdc 13,17). Così, pronunciandone il nome si credeva di poter acquistare il potere di una cosa o di una persona.
Per Adalberto Sisti, il «Santo per eccellenza è il Santo di Israele, Jahvé [Is 40,25; 17,15]. Ma la santità è anche uno dei beni promessi per i tempi messianici [Cf. Dn 4,5; 6,13; 9,29]. Quindi, anche se non si tratta di un titolo proprio del Messia, qui il demonio riconosce in Gesù quanto meno un uomo dotato di straordinaria santità, intravede in lui la divina potenza e cerca di difendersi “mostrando di conoscerlo e rendendone noti ai presenti il nome e il titolo” [Schnackenburg, 51]» (Marco, Nuovissima versione della Bibbia).
Gesù per liberare l’uomo posseduto da Satana non fa uso di preghiere o di complicati rituali: basta la sua Parola, forte e imperiosa, a mettere in fuga lo spirito immondo.
La pronta e immediata liberazione dell’uomo, fa intendere che soltanto Gesù, con la sua potenza, può liberare l’uomo dalle forze malvagie che lo assediano minacciandolo da ogni parte. Distruggendo l’impero e le opere del diavolo (Cf. Mt 12,28; Lc 4,6; 10,17-19; Gv 12,31; 1Gv 3,8), Gesù inaugura il regno messianico restituendo all’uomo la sua totale integrità e la sua piena libertà, quella dello spirito e quella del corpo. È da evidenziare che l’opposizione di Satana «appare ogni volta più manifesta: è subdola e dissimulata nel deserto; aperta e violenta negli indemoniati; assoluta e radicale durante la passione, che è l’ora e l’impero delle tenebre [Cf. Lc 22,53]. Anche la vittoria di Gesù è ogni volta più luminosa, fino al trionfo totale della Risurrezione» (Bibbia di Navarra).
Singolare poi l’uscita dello spirito immondo dall’uomo: lo fa «gridando forte» (letteralmente: avendo gridato con voce grande) e straziando il malcapitato. Vinto e umiliato il diavolo sfoga tutta la sua rabbia sull’uomo. Con i deboli si fa arrogante e temerario, con il Forte si fa vile, debole (Cf. Lc 11,21-22).
Il potere di Gesù, con il quale comanda agli spiriti immondi, riempie di ammirazione e di timore coloro che lo ascoltano. Che così non possono non ammettere che sono uditori di «un insegnamento nuovo, dato con autorità». Questa frase, sempre per il Sisti, è «sufficientemente chiara. L’insegnamento viene giustamente ricollegato al miracolo, che ne è il segno dimostrativo. Esso è nuovo soprattutto riguardo al contenuto, in quanto annuncia un regno spirituale di Dio, e autoritario per il modo in cui viene impartito» (ibidem).
La fama di Gesù si «diffondeva in ogni luogo della regione circostante», forse più per la sua autorità sugli spiriti immondi e per la sua potenza taumaturgica che per la sua dottrina. Di questi fraintendimenti i Vangeli sono pieni (Cf. Mt 16,6.12; Gv 6,26).


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Satana con i deboli si fa arrogante e temerario, con il Forte si fa vile, debole.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa: O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede, perché si sviluppi in noi il germe del bene e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo...