IL PENSIERO DEL GIORNO


28 Settembre 2017


Oggi Gesù ci dice: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me»  (Gv 14,6; Cf. Canto al Vangelo).

Gesù è l’unico rivelatore del Padre; Gesù è l’unica via che conduce al Padre e in questo senso è anche l’unica via che congiunge Cielo e terra. Seguire Gesù-Via è porsi alla sua sequela, comportarsi come Lui si è comportato (Cf. 1Gv 2,6), avere i suoi stessi sentimenti (Cf. Fil 2,5) e questo è il mezzo eccellente per arrivare alla casa del Padre.


Dal Vangelo secondo Luca 9,7-9): L’evangelista Luca, “invece di raccontare l’uccisione di Giovanni Battista, prepara [«cercava di vederlo», v 9] il futuro incontro di Erode e di Gesù [Lc 23,8-12]” (Bibbia di Gerusalemme). Ma non è semplice curiosità, Erode sa di essere al riparo da occhi indiscreti nel suo palazzo, sa di essere al sicuro perché circondato e vegliato da uomini ben armati, ma sa anche che non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto (Eb 4,13). Giovanni e Gesù dalla folla sono venerati come Profeti, e i profeti hanno gli occhi di Dio che penetrano in profondità nel cuore degli uomini. Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo (Mc 6,20), ma cedendo alla lussuria lo fa decapitare, ora vuole vedere Gesù, verrà anche per lui il momento dell’incontro, ma chiuderà il suo cuore. Aspettava miracoli (cfr. Lc 23,8) e non la salvezza come i poveri e i deboli.


Giovanni, l’ho fatto decapitare io...: Benedetto XVI (Udienza Generale, 29 agosto 2012): ... il martirio di san Giovanni Battista ricorda anche a noi, cristiani di questo nostro tempo, che non si può scendere a compromessi con l’amore a Cristo, alla sua Parola, alla Verità. La Verità è Verità, non ci sono compromessi. La vita cristiana esige, per così dire, il «martirio» della fedeltà quotidiana al Vangelo, il coraggio cioè di lasciare che Cristo cresca in noi e sia Cristo ad orientare il nostro pensiero e le nostre azioni. Ma questo può avvenire nella nostra vita solo se è solido il rapporto con Dio. La preghiera non è tempo perso, non è rubare spazio alle attività, anche a quelle apostoliche, ma è esattamente il contrario: solo se siamo capaci di avere una vita di preghiera fedele, costante, fiduciosa, sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio.


Giovanni, l’ho fatto decapitare io...: Papa Francesco (Angelus, 23 giugno 2013): Oggi abbiamo più martiri che nei primi secoli! Ma c’è anche il martirio quotidiano, che non comporta la morte ma anch’esso è un “perdere la vita” per Cristo, compiendo il proprio dovere con amore, secondo la logica di Gesù, la logica del dono, del sacrificio. Pensiamo: quanti papà e mamme ogni giorno mettono in pratica la loro fede offrendo concretamente la propria vita per il bene della famiglia! Pensiamo a questi! Quanti sacerdoti, frati, suore svolgono con generosità il loro servizio per il regno di Dio! Quanti giovani rinunciano ai propri interessi per dedicarsi ai bambini, ai disabili, agli anziani… Anche questi sono martiri! Martiri quotidiani, martiri della quotidianità!
E poi ci sono tante persone, cristiani e non cristiani, che “perdono la propria vita” per la verità. E Cristo ha detto “io sono la verità”, quindi chi serve la verità serve Cristo. Una di queste persone, che ha dato la vita per la verità, è Giovanni il Battista [...]. Giovanni è stato scelto da Dio per preparare la via davanti a Gesù, e lo ha indicato al popolo d’Israele come il Messia, l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (cfr. Gv 1,29). Giovanni ha consacrato tutto se stesso a Dio e al suo inviato, Gesù. Ma, alla fine, cosa è successo? È morto per la causa della verità, quando ha denunciato l’adulterio del re Erode e di Erodiade. Quante persone pagano a caro prezzo l’impegno per la verità! Quanti uomini retti preferiscono andare controcorrente, pur di non rinnegare la voce della coscienza, la voce della verità! Persone rette, che non hanno paura di andare controcorrente! E noi, non dobbiamo avere paura! Fra voi ci sono tanti giovani. A voi giovani dico: Non abbiate paura di andare controcorrente, quando ci vogliono rubare la speranza, quando ci propongono questi valori che sono avariati, valori come il pasto andato a male e quando un pasto è andato a male, ci fa male; questi valori ci fanno male. Dobbiamo andare controcorrente! E voi giovani, siate i primi: Andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente. Avanti, siate coraggiosi e andate controcorrente! E siate fieri di farlo!


Catechismo della Chiesa Cattolica

Chi è costui? Gesù è il Figlio prediletto del Padre

444-445: I Vangeli riferiscono in due momenti solenni, il battesimo e la trasfigurazione di Cristo, la voce del Padre che lo designa come il suo «Figlio prediletto». Gesù presenta se stesso come il Figlio unigenito di Dio e con tale titolo afferma la sua preesistenza eterna. Egli chiede la fede «nel nome dell’unigenito Figlio di Dio» (Gv 3,18). Questa confessione cristiana appare già nell’esclamazione del centurione davanti a Gesù in croce: «Veramente quest’uomo era il Figlio di Dio» (Mc 15,39); infatti soltanto nel mistero pasquale il credente può dare al titolo «Figlio di Dio» il suo pieno significato. Dopo la risurrezione la sua filiazione divina appare nella potenza della sua umanità glorificata: egli è stato costituito «Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti» (Rm 1,4). Gli Apostoli potranno confessare: «Noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14).


Gesù è il Verbo incarnato: Paolo VI (Il credo del popolo di Dio): Noi crediamo in Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio. Egli è il Verbo eterno, nato dal Padre prima di tutti i secoli, e al Padre consustanziale, homoousios to Patri, e per mezzo di Lui tutto è stato fatto. Egli si è incarnato per opera dello Spirito nel seno della Vergine Maria, e si è fatto uomo: eguale, pertanto al Padre secondo la divinità, e inferiore al Padre secondo l’umanità, ed Egli stesso uno, non per una qualche impossibile confusione delle nature, ma per l’unità della persona.


Erode cerca di vedere Gesù: Hugues Cousin, (Vangelo di Luca): All’udire tutto quello che avviene nella provincia da lui governata, il primo personaggio di Galilea viene a porsi la domanda cruciale sull’identità di Gesù. D’altra parte, non è solo il popolo ad essere colpito ma anche la corte del tetrarca (cfr. 8,3). Le tre opinioni che circolano lo lasciano perplesso. Esse sono d’accordo nel riconoscere il ruolo profetico di Gesù, ma non sono vere che in parte. Vedere in Gesù il Battista risorto lui che era già «più grande di un profeta» (7,26) è un’illusoria lusinga! Che Gesù sia Elia che torna alla fine dei tempi, è in parte vero ... È invece un errore vedere in Gesù un personaggio del passato tornato in vita; la sua morte e la sua risurrezione devono ancora avvenire (9,22). Caratteristica di Erode è un misto di buon senso e di cinismo. Invece di trarre la conclusione più errata (cfr. Mc 6, 16), egli arriva alla domanda chiave. Per rispondervi, non trova che un solo mezzo: vedere Gesù, come voleva fare la famiglia in 8,20. La sorte che ha riservato al Battista dimostra tuttavia che non è la fede a guidarlo. In 23,8 egli potrà appagare il suo desiderio; è qualche miracolo compiuto da Gesù e non la sua persona che davvero lo interessa.


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
***  Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa: O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...