IL PENSIERO DEL GIORNO
25 Settembre 2017
Oggi Gesù ci dice: «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,14).
Lc 8,16-18: Questi versetti sono un richiamo alla missione apostolica di cui ogni cristiano è investito per il fatto di essere tale. Ciascun cristiano è tenuto a lottare per la santificazione personale, ma anche per la santificazione degli altri. È Gesù a insegnarcelo con la analogia della luce: Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Come la luce illumina e fa arretrare le tenebre, così il cristiano deve svolgere questa medesima funzione tra i propri simili. L’esortazione a stare attenti a come si ascolta vuol sottolineare che l’efficacia della Parola di Dio non dipende unicamente dal suo valore intrinseco, ma anche dal mondo in cui viene ascoltata e accolta.
L’essere di Dio è luce, in contrasto con l’essere umano che è tenebra. La luce non è una potenza simile a Dio, ma solo un attributo ed una creatura di Dio (Gen 1,3ss). La luce di Dio punisce, suscita la fede, unisce, purifica e glorifica. L’uomo è attratto dalla luce, va verso la luce, e lo spegnersi di ogni luce è una piaga e un tormento (Is 13,10). Generalmente la parola “luce” è usata per esprimere la vita (Gb 3,20, la salvezza (Sal 4,7), la Parola di Dio (Sal 118,105) e sopra tutto il mondo celeste (per esempio nel racconto della trasfigurazione di Gesù Mt 17,2; cfr. Ap 15,6). Nel Nuovo Testamento, in Gesù la luce viene nel mondo e non è accolta perché il mondo è nelle tenebre. L’opposizione luce tenebre esprime sopra tutto nel vangelo secondo Giovanni l’opposizione che c’è tra ciò che appartiene a Dio e ciò che è contrario a Dio (Gv 3,19; 12,46; 1Gv 1,5ss; Rm 13,12; 1Pt 2,9). Il Vangelo trasmette la luce (2Cor 4,4), da qui l’impegno di portare fino agli estremi confini della terra il Vangelo affinché retroceda la tenebra del mondo.
Catechismo degli Adulti
Discepoli e testimoni della Parola
625 La fede è una vittoria difficile, sempre rimessa in questione. La speranza spesso è contraddetta dall’esperienza. La carità può perdere facilmente il suo fervore. Dove attingere energia per la vita cristiana? Su quale fondamento edificare la comunità?
Il cristiano e la Chiesa nascono e crescono in virtù della parola di Dio e dei sacramenti. La Chiesa proclama e ascolta la Parola: vive di essa. La proclamazione assume forme diverse. Un primo annuncio del vangelo, incentrato sulla persona di Gesù Cristo e sul mistero pasquale, viene portato, in vista della conversione, a coloro che ancora non l’hanno conosciuto o sono rimasti indifferenti o increduli. Una catechesi più completa e sistematica viene proposta a quanti si mettono in cammino verso una fede più matura. Una liturgia della Parola costituisce la prima parte della santa Messa, centro di tutta l’esperienza cristiana. Anzi ogni celebrazione di sacramenti, di benedizioni, di liturgia delle ore riceve la sua impronta dalla parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura: «Da essa vengono tratte le letture da spiegare nell’omelia e i salmi da cantare; del suo afflato e del suo spirito sono permeate le preci, le orazioni e gli inni liturgici e da essa prendono significato le azioni e i segni».
626 Attraverso testi redatti in tempi lontani, Dio ci rivolge adesso la sua parola. Ci ricorda le meraviglie compiute nell’Antico e nel Nuovo Testamento, perché vuole ancora agire nella stessa direzione. Ci ripropone la memoria di Cristo, per ricreare in noi i suoi atteggiamenti e prolungare, in certo modo, la sua incarnazione in virtù dello Spirito.
La Parola scuote il nostro torpore, risponde alle nostre domande, allarga i nostri orizzonti, ci offre i criteri per interpretare e valutare i fatti e le situazioni. D’altra parte viene compresa sempre in modo nuovo. È come uno specchio, in cui ciascuno può scorgere la propria immagine e la propria storia. «La Scrittura cresce con chi la legge».
627 Il credente, docile all’ascolto, viene assimilato a Cristo nel pensare e nell’agire. Può dire con l’apostolo Paolo: «Per me il vivere è Cristo» (Fil 1,21). Diventa egli stesso un’eco della Parola, una «lettera di Cristo... scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente», che può essere «conosciuta e letta da tutti gli uomini» (2Cor 2,2-3). «Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» Lc 11,28).
La Chiesa sale della terra e luce del mondo - Ad gentes 1: Inviata per mandato divino alle genti per essere «sacramento universale di salvezza» la Chiesa, rispondendo a un tempo alle esigenze più profonde della sua cattolicità ed all’ordine specifico del suo fondatore, si sforza di portare l’annuncio del Vangelo a tutti gli uomini. Ed infatti gli stessi apostoli, sui quali la Chiesa fu fondata, seguendo l’esempio del Cristo, «predicarono la parola della verità e generarono le Chiese». È pertanto compito dei loro successori perpetuare quest’opera, perché «la parola di Dio corra e sia glorificata» (2Ts 3,1) ed il regno di Dio sia annunciato e stabilito su tutta quanta la terra. D’altra parte, nella situazione attuale delle cose, in cui va profilandosi una nuova condizione per l’umanità, la Chiesa, sale della terra e luce del mondo, avverte in maniera più urgente la propria vocazione di salvare e di rinnovare ogni creatura, affinché tutto sia restaurato in Cristo e gli uomini costituiscano in lui una sola famiglia ed un solo popolo di Dio. Pertanto questo santo Sinodo, nel rendere grazie a Dio per il lavoro meraviglioso svolto da tutta la Chiesa con zelo e generosità, desidera esporre i principi dell’attività missionaria e raccogliere le forze di tutti i fedeli, perché il popolo di Dio, attraverso la via stretta della croce possa dovunque diffondere il regno di Cristo Signore che abbraccia i secoli col suo sguardo, e preparare la strada alla sua venuta.
Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo: «Riempire di luce il mondo, essere il sale della terra: così il Signore descrive la missione dei suoi discepoli. Portare fino agli estremi confini della terra la buona novella dell’amore di Dio: ecco il compito a cui tutti noi cristiani dobbiamo, in un modo o nell’altro, dedicare la nostra vita. Dirò di più. Dobbiamo sentire l’anelito di non rimanere soli, dobbiamo incoraggiare gli altri a collaborare alla missione divina di portare la gioia e la pace al cuore degli uomini. Mentre progredite - scrive san Gregorio Magno - dovete attirare gli altri a voi; dovete desiderare, nel vostro cammino verso il Signore, di avere dei compagni di viaggio. Non dimenticate, però, che, cum dormirent homines, mentre gli uomini dormivano, venne il seminatore della zizzania. Noi uomini corriamo il rischio di lasciarci vincere dal sonno dell’egoismo e della superficialità, disperdendo il nostro cuore in mille esperienze passeggere ed evitando di approfondire il vero significato delle realtà terrene. Brutta cosa è questo sonno che soffoca la dignità dell’uomo e lo rende schiavo della tristezza. Vi è una realtà che deve dolerci più di ogni altra: è quella dei cristiani che potrebbero dare di più e non si decidono; che potrebbero donarsi completamente vivendo tutte le conseguenze della loro vocazione di figli di Dio, ma rifiutano di essere generosi. Dobbiamo dolercene, perché la grazia della fede non ci è stata data perché rimanga nascosta, ma affinché brilli davanti agli uomini. Dobbiamo dolercene, inoltre, perché è in gioco la felicità temporale ed eterna di quanti operano così. La vita cristiana è una meraviglia divina che comporta il compimento immediato di promesse di gaudio e di serenità, ma a condizione che sappiamo apprezzare il dono di Dio. Bisogna quindi risvegliare quanti sono caduti nel cattivo sonno e ricordare loro che la vita non è un gioco, ma un tesoro divino che bisogna far fruttare. È necessario inoltre indicare la strada a quelli che hanno buona volontà e buoni desideri, ma non sanno come realizzarli. Cristo ci spinge. Ognuno di voi deve essere non solo apostolo, ma apostolo di apostoli, che trascini e spinga gli altri perché anch’essi facciano conoscere Cristo» (Josémaria Escriva de Balaguer, È Gesù che passa, § 147).
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Il Vangelo trasmette la luce (2Cor 4,4), da qui l’impegno di portare fino agli estremi confini della terra il Vangelo affinché retroceda la tenebra del mondo.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: O Dio, che nell'amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa' che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo.