IL PENSIERO DEL GIORNO
30 Agosto 2017
Oggi Gesù ci dice: «Voi colmate la misura dei vostri padri» (Mt 23,32).
Benedetto Prete (Vangelo secondo Matteo): Settima invettiva: uccisori degli inviati di Dio. Con un’ironia penetrante e con una logica avvolgente Gesù prova che gli Scribi ed i Farisei sono i discendenti di coloro i quali hanno perseguitato ed ucciso gli inviati di Jahweh (cfr. 21,35-36).
Essi continuano ancora nella linea tracciata dai loro padri. anzi ne colmano la misura. Gli Ebrei non sono condannati perché erigono sepolcri ai profeti ed ai giusti, ma per i loro intenti omicidi e sanguinari che non rimangono nascosti alla loro coscienza, né allo sguardo di Cristo. I Farisei ammettono di essere discendenti di coloro che hanno ucciso dei profeti e dei giusti, ma vogliono allontanare da sé ogni responsabilità. Questo sforzo di scagionarsi è inutile, perché essi appaiono degni dei loro padri. Voi colmate la misura … altri codici leggono: colmerete; avete colmato. Le parole del Maestro lasciano profondamente impressionato il lettore: gli antenati dei Farisei hanno ucciso gli inviati di Jahweh (cfr. Mt 21,35-36), gli Ebrei della presente generazione colmano la misura dei padri uccidendo il Figlio di Dio.
Ilario di Poitiers (Commento al Vangelo di Matteo): Guai a voi scribi e Farisei ipocriti che edificate i sepolcri dei profeti ecc… La forma del giudizio è chiara e a ciascuno di noi è concesso dalla natura un senso e un’opinione di equità, perché l’opera di iniquità sia meno perdonabile in proporzione di quanto è stata riconosciuta l’equità. Il popolo della legge infatti ha ucciso tutti i profeti· egli si è infiammato contro di essi a causa dell’asprezza delle loro rampogne; infatti pubblicamente riprendevano i furti, le stragi, gli adulteri e i sacrilegi. E poiché lo ritenevano indegno del regno dei cieli per queste opere e predicevano come eredi del testamento di Dio i pagani che si sarebbero convertiti, furono ritenuti degni di vario genere di pena. Ma i discendenti detestarono talmente le azioni dei loro antenati, da venerare i libri dei profeti, da ornarli di memorie, da restaurare i loro sepolcri da attestare di essere fuori della colpa dei delitti paterni con tale comportamento.
Coloro quindi che riconoscono che fu un sacrilegio gravissimo aver ucciso i profeti, quale perdono avranno per aver ucciso il Cristo, che è la realizzazione dei profeti, dal momento che essi raddoppiano il loro delitto compiendo ciò che essi detestano?
E per questo sono anche chiamati serpenti e razza di vipere perché completeranno la misura della volontà dei padri. E come potranno sfuggire il giudizio, detestando il massacro dei profeti e mandando il Signore alla morte di croce? Sopra di essi per causa degli apostoli uccisi, lapidati, crocifissi ed esiliati e che sono stati profeti per la rivelazione del futuro, saggi per la conoscenza del Cristo, scribi per l’intelligenza della legge, è ricaduto tutto il sangue di questi, da Abele a Zaccaria. Se si fosse obbedito ad essi si sarebbe ottenuto il perdono dei propri crimini. Dal giorno in cui sono stati uccisi perciò sopra coloro che li hanno uccisi si sarebbero accumulati anche i crimini dei loro padri.
Catechismo degli Adulti
1199 Il giudizio opera già in questo mondo, ma va verso un momento supremo: «Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male» (2Cor 5,10). È il giudizio definitivo, che per le singole persone avviene al termine della vita terrena (“giudizio particolare”) e per il genere umano, nel suo insieme, al termine della storia (“giudizio universale”).
Salvezza totale e perdizione totale
1215 Nel corso dei secoli il magistero della Chiesa ha proclamato molte volte la fede nella risurrezione dei morti e nel giudizio universale. Così si esprime il concilio Lateranense IV: «Gesù Cristo... verrà alla fine dei tempi per giudicare i vivi e i morti e renderà a ciascuno secondo le proprie opere, sia ai reprobi che agli eletti. Tutti risorgeranno con i propri corpi, gli stessi di adesso, per ricevere ciascuno secondo le loro opere, cattive o buone, gli uni la pena eterna con il diavolo, gli altri con Cristo la gloria eterna».
1216 A ben riflettere, risurrezione di vita e risurrezione di condanna sembrano coincidere con il giudizio universale, in quanto significano la salvezza e la perdizione dell’uomo nella sua totalità, comprese le dimensioni comunitaria e cosmica. Si tratta di un solo avvenimento, conclusivo della storia umana, l’ora della messe. Il corpo è capacità di presenza agli altri e al mondo; risurrezione dei morti nel proprio corpo significa dunque suprema attuazione di questa capacità di presenza, per i giusti a loro maggiore perfezione e felicità, per i reprobi a loro maggiore umiliazione. Questi si sentiranno lacerati e oppressi in tutta la loro personalità; quelli, nella comunione con Dio e tra loro, dispiegheranno una mirabile creatività, senza più ansia, fatica e lotta. La vittoria di Dio sarà la completa attuazione del suo disegno di amore.
Catechismo della Chiesa Cattolica
Il Giudizio finale
1038 La risurrezione di tutti i morti, “dei giusti e degli ingiusti” (At 24,15), precederà il Giudizio finale. Sarà “l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce [del Figlio dell’Uomo] e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna” (Gv 5,28-29). Allora Cristo “verrà nella sua gloria, con tutti i suoi angeli... E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra... E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna” (Mt 25,31-33.46).
1039 Davanti a Cristo che è la Verità sarà definitivamente messa a nudo la verità sul rapporto di ogni uomo con Dio. Il Giudizio finale manifesterà, fino alle sue ultime conseguenze, il bene che ognuno avrà compiuto o avrà omesso di compiere durante la sua vita terrena:
«Tutto il male che fanno i cattivi viene registrato a loro insaputa. Il giorno in cui Dio non tacerà (Sal 50,3)... egli si volgerà verso i malvagi e dirà loro: “Io avevo posto sulla terra i miei poverelli, per voi. Io, loro capo, sedevo nel cielo alla destra di mio Padre, ma sulla terra le mie membra avevano fame. Se voi aveste donato alle mie membra, il vostro dono sarebbe giunto fino al capo. Quando ho posto i miei poverelli sulla terra, li ho costituiti come vostri fattorini perché portassero le vostre buone opere nel mio tesoro: voi non avete posto nulla nelle loro mani, per questo non possedete nulla presso di me».
1040 Il Giudizio finale avverrà al momento del ritorno glorioso di Cristo. Soltanto il Padre ne conosce l’ora e il giorno, egli solo decide circa la sua venuta. Per mezzo del suo Figlio Gesù pronunzierà allora la sua parola definitiva su tutta la storia. Conosceremo il senso ultimo di tutta l’opera della creazione e di tutta l’Economia della salvezza, e comprenderemo le mirabili vie attraverso le quali la Provvidenza divina avrà condotto ogni cosa verso il suo fine ultimo. Il Giudizio finale manifesterà che la giustizia di Dio trionfa su tutte le ingiustizie commesse dalle sue creature e che il suo amore è più forte della morte.
1041 Il messaggio del Giudizio finale chiama alla conversione fin tanto che Dio dona agli uomini “il momento favorevole, il giorno della salvezza” (2Cor 6,2). Ispira il santo timor di Dio. Impegna per la giustizia del Regno di Dio. Annunzia la “beata speranza” (Tt 2,13) del ritorno del Signore il quale “verrà per essere glorificato nei suoi santi ed essere riconosciuto mirabile in tutti quelli che avranno creduto” (2Ts 1,10).
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Il messaggio del Giudizio finale chiama alla conversione… Ispira il santo timor di Dio.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e desiderare ciò che prometti, perché fra le vicende del mondo là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...