IL PENSIERO DEL GIORNO
20 Agosto 2017
Oggi Gesù ci dice: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri» (Mt 15,28).
Richard Gutzwiller (Meditazioni su Matteo): La fede della donna pagana. Questa donna sopporta la brusca ripulsa, tollera d’essere ignorata, subisce il trattamento quasi brutale e resiste con fermezza. La vera fede supera tutte le difficoltà e accetta tutto.
Le parabole del vicino di casa importuno e della vedova davanti al giudice sono soltanto la raffigurazione simbolica di ciò che questa donna pagana fa in realtà. La sua fede ha qualcosa d’impetuoso, d’insistente. E Cristo la loda, la cita ad esempio ed ascolta la supplica della donna.
Mt 15,21-28: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”, questa risposta di Gesù, apparentemente dura, non scoraggia la donna cananea, ma la spinge ad una sincera professione di fede. In verità la risposta di Gesù non vuole offendere il dolore della donna, ma soltanto sottolineare quanto già aveva suggerito alla Samaritana: “La salvezza viene dai Giudei” (Gv 4,22). Il brano evangelico, quindi, è teso a mostrare la lealtà di Gesù verso il popolo di Israele e contemporaneamente vuol sottolineare che tra i pagani nasce la fede, mentre il popolo eletto si chiude al messaggio evangelico.
Praticamente, l’elogio e il dono della guarigione alla cananea vogliono registrare un nuovo, importante, dato della missione di Cristo: la salvezza ormai appartiene a tutti i popoli.
Felipe F. Ramos: (Commento della Bibbia Liturgica): La scena mira a offrirci l’atteggiamento di Gesù nei riguardi dei pagani. Per comprenderlo è interessante un confronto fra i racconti di Marco e di Matteo. I due concordano sul fatto che la missione di Gesù durante la vita terrena si limitò al popolo giudaico, e concordano anche sul fatto che, in questo caso, Gesù si permise una eccezione. E la ragione di quest ‘eccezione è la fede, la grande fede di quella donna (cosa omessa da Marco). Così si vede che l’eccezione non è propriamente un’eccezione, ma ci troviamo piuttosto davanti a un principio generale: i non giudei hanno gli stessi privilegi che i giudei dicono di possedere in esclusiva, purché abbiano una fede sufficiente. Si ripete qui il caso del centurione romano (8,5-10): «Non ho trovato ... una fede così grande in Israele». È un principio che servirà per stabilire le condizioni di appartenenza al nuovo popolo di Dio. Piuttosto che di condizioni, si dovrebbe forse parlare di «condizione», poiché l’unica cosa richiesta è la fede. La Chiesa scoprì assai presto questo principio e prese ad applicarlo (come fece l’apostolo Paolo nei primi capitoli della lettera ai Romani).
Catechismo della Chiesa Cattolica
Una sola fede
172 Da secoli, attraverso molte lingue, culture, popoli e nazioni, la Chiesa non cessa di confessare la sua unica fede, ricevuta da un solo Signore, trasmessa mediante un solo Battesimo, radicata nella convinzione che tutti gli uomini non hanno che un solo Dio e Padre. Sant’Ireneo di Lione, testimone di questa fede, dichiara:
173 “In realtà, la Chiesa, sebbene diffusa in tutto il mondo fino alle estremità della terra, avendo ricevuto dagli Apostoli e dai loro discepoli la fede..., conserva questa predicazione e questa fede con cura e, come se abitasse un’unica casa, vi crede in uno stesso identico modo, come se avesse una sola anima ed un cuore solo, e predica le verità della fede, le insegna e le trasmette con voce unanime, come se avesse una sola bocca”.
174 “Infatti, se le lingue nel mondo sono varie, il contenuto della Tradizione è però unico e identico. E non hanno altra fede o altra Tradizione né le Chiese che sono in Germania, né quelle che sono in Spagna, né quelle che sono presso i Celti (in Gallia), né quelle dell’Oriente, dell’Egitto, della Libia, né quelle che sono al centro del mondo...”. “Il messaggio della Chiesa è dunque veridico e solido, poiché essa addita a tutto il mondo una sola via di salvezza”.
175 “Questa fede che abbiamo ricevuto dalla Chiesa, la conserviamo con cura, perché, sotto l’azione dello Spirito di Dio, essa, come un deposito di grande valore, chiuso in un vaso prezioso, continuamente ringiovanisce e fa ringiovanire anche il vaso che la contiene”.
Beda il Venerabile, Hom. 1, 19
Perseverare nella preghiera come la Cananea
Nella lettura del santo Vangelo che è stata appena letta, fratelli carissimi, abbiamo ascoltato la grande fede, pazienza, costanza e umiltà di una donna. La devozione del suo cuore è tanto più degna di ammirazione in quanto, pagana qual era in effetti, era stata completamente separata dalla dottrina contenuta nelle parole divine, e tuttavia non era priva di quelle virtù che tali parole predicano. La sua fede infatti, era davvero perfetta... Possiede la virtù della pazienza in non scarsa misura, lei che, pur non rispondendo il Signore alla sua prima richiesta, non cessa affatto dal pregarlo, ma con più insistenza continua a implorare l’aiuto della sua pietà...
“Donna, grande è la tua fede, ti sia fatto come desideri” (Mt 15,28). Sì, aveva davvero una grande fede, lei che, pur non conoscendo gli antichi miracoli, precetti o promesse dei profeti, né quelli recenti dello stesso Signore, al di là del fatto che tante volte viene da lui trattata con indifferenza, persevera nelle preghiere; e non cessa di sollecitare con suppliche colui che, propagandosi la fama, aveva saputo essere un così grande Salvatore. Ed è per questo che la sua richiesta ottiene grande effetto, dal momento che, alle parole del Signore “ti sia fatto come desideri”, da allora sua figlia è risanata... Se qualcuno di noi ha la coscienza macchiata dall’avarizia, dall’impeto [ delle passioni ], dalla vanagloria, dallo sdegno, dall’ira o dall’invidia, e da tutti gli altri vizi, è come avesse una figlia maltrattata dal demonio, per la cui guarigione può ricorrere supplice al Signore... Sottomesso con la dovuta umiltà, nessuno si giudichi degno della comunanza con le pecore d’Israele, cioè con le anime monde, ma piuttosto che deve subire un confronto, e si ritenga indegno dei doni celesti. E tuttavia, non cessi, per la disperazione, di adoperarsi con preghiera insistente, ma con animo certo confidi nella bontà del sommo donatore: poiché colui che di un ladro poté fare un testimone, di un persecutore un apostolo, di un pubblicano un evangelista, di pietre figli di Abramo, proprio lui può trasformare anche un essere vergognoso come un cane in una pecora del gregge d’Israele.
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Catechismo della Chiesa Cattolica 176: La fede è un’adesione personale di tutto l’uomo a Dio che si rivela. Comporta un’adesione della intelligenza e della volontà alla Rivelazione che Dio ha fatto di sé attraverso le sue opere e le sue parole.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: O Padre, che nell’accondiscendenza del tuo Figlio mite e umile di cuore hai compiuto il disegno universale di salvezza, rivestici dei suoi sentimenti, perché rendiamo continua testimonianza con le parole e con le opere al tuo amore eterno e fedele. Per il nostro Signore Gesù Cristo...