IL PENSIERO DEL GIORNO
16 Agosto 2017
Oggi Gesù ci dice: «In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà, Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,19-20).
... se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa...: il verbo symphoneo usato qui indica lo spirito di pace e di concordia che si stabilisce tra i fratelli quando si mettono d’accordo per chiedere qualunque cosa al Padre celeste. Tale sinfonia di pace e di concordia dovrà essere l’elemento fondante della preghiera comunitaria, senza tale sinfonia si scivola in una preghiera formale e ipocrita.
L’efficacia della preghiera è garantita dalla presenza di Gesù: la preghiera cristiana è rivolta al Padre che è nei cieli, «ma passa attraverso la mediazione del Cristo, da cui attinge la sua efficacia. La presenza mistica del Cristo in mezzo ai suoi rievoca la dottrina veterotestamentaria della sekinah, “dimora” di Dio in mezzo al suo popolo. Simile a questo detto evangelico è una sentenza rabbinica del sec. II d.C. che dice: “Se due siedono avendo fra loro le parole della Legge, fra essi v’è la sekinah”» (Angelo Lancellotti). Questo ultimo detto riafferma così un principio cardine sul quale poggia l’intera comunità cristiana: solo la comunione fraterna e la preghiera sinfonica fatta nel nome di Gesù assicurano la Presenza del Risorto in mezzo ai suoi discepoli.
Benedetto Prete (Vangelo secondo Matteo): Le parole ricordate da Matteo non sembrano avere uno stretto legame con il contesto.
La verità può riguardare gli apostoli quando essi si riuniscono per prendere una decisione e chiedono l’aiuto divino, ed anche i semplici fedeli.
Gesù indica la ragione sulla quale è fondata la certezza dell’aiuto divino: il Figlio, che è amato ed ascoltato dal Padre (cfr. Gv 11,42), si trova presente anche nella più modesta riunione fatta nel suo nome. Nel mio nome, significa: per invocarmi, per rendermi onore. Alle parole di Gesù può essere avvicinato questo detto rabbinico: «Dove due sono insieme e discutono intorno alla Legge, la Gloria (Dio) è in mezzo loro».
La Preghiera (Piccolo Dizionario Biblico): Come in tutte le religioni, anche in quella israelitica la preghiera costituisce il modo in cui l’uomo si rivolge a Dio. Essa abbraccia tutte le situazioni della vita, p. es. è domanda (anche per le cose materiali, cfr. Sal 128), supplice intercessione (Es 32,11-14), preghiera penitenziale (Esd 9,6-37), ringraziamento, lode (Sal 7,18; 136). Anche la preghiera di domanda come quella penitenziale contiene motivi di lode per opere di Dio. Si prega nel culto (Salmi; critica dei profeti; Is 1,15) ed in qualsiasi altro luogo (cfr. 2Re 20,2s). Gesù pregava spesso (cfr. p. es. Lc 5,16; la «preghiera sacerdotale» nel vangelo di Giovanni) ed insegnò a pregare ai suoi discepoli (Padre Nostro). In Cristo è stato aperto un nuovo accesso a Dio (Eb 4,16); le domande saranno esaudite. Tuttavia la preghiera dei cristiani deve provenire da un giusto atteggiamento: vera fede (Mt 6,5s), confidenza (Mc 11,24), perseveranza (Lc 11,5-13), umiltà (Lc 18,9-14), riconciliazione con gli altri (Mt 6,14s), giustizia (1Pt 3,12). L’«adorazione» è più che la preghiera: è la reazione di tutto l’uomo di fronte a chi gli è sommamente superiore. Essa non consiste primieramente nelle parole, ma si rende manifesta nell’atteggiamento totale dell’uomo che si sente dominato (cfr. Ap 1,17).
Catechismo degli Adulti
Domanda
980 La preghiera di domanda esprime l’atteggiamento di fede nella concretezza dei nostri bisogni. Non modifica la volontà di Dio, perché egli da sempre la conosce e ne tiene conto. Ci prepara piuttosto a ricevere i doni da lui predisposti. «Egli vuole che nella preghiera si eserciti il nostro desiderio, in modo che diventiamo capaci di ricevere ciò che egli è pronto a darci». Dobbiamo dunque desiderare seriamente, chiedere con insistenza e pazienza, pronti a cooperare con lui e a fare la sua volontà.
«Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete» (Mt 21,22). Con queste parole il Signore non si è impegnato a esaudire tutti i nostri desideri, ma a compiere tutte le sue promesse. Dobbiamo chiedere innanzitutto il regno di Dio, la presenza dello Spirito Santo in noi. Possiamo anche chiedere con semplicità e fiducia qualunque cosa buona, secondo le nostre necessità; ma senza pretese, subordinando il desiderio alla volontà di Dio, lasciandoci condurre per le vie misteriose della Provvidenza.
Catechismo della Chiesa Cattolica
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro
1373 “Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi” (Rm 8,34), è presente in molti modi alla sua Chiesa: nella sua parola, nella preghiera della Chiesa, “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20), nei poveri, nei malati, nei prigionieri (Mt 25,31-46), nei sacramenti di cui egli è l’autore, nel sacrificio della Messa e nella persona del Ministro. Ma “soprattutto [è presente] sotto le specie eucaristiche”.
Dio spesso non esaudisce la nostra richiesta concreta; ma ci viene incontro in un modo più alto, come fece con Gesù che fu liberato dalla morte in maniera diversa da come umanamente desiderava. Così veniamo trasformati interiormente; ci conformiamo alla divina volontà di salvezza; riceviamo energie e motivazioni più pure. Questa è la prima efficacia della preghiera. In questo senso è sempre efficace e «rende possibile ciò che è impossibile, facile ciò che è difficile».
1374 Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristiche è unico. Esso pone l’Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne fa “quasi il coronamento della vita spirituale e il fine al quale tendono tutti i sacramenti”. Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia è “contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero”. “Tale presenza si dice “reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano “reali”, ma per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Uomo-Dio, tutto intero si fa presente”.
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Gesù Cristo è presente in molti modi alla sua Chiesa: nella sua parola, nella preghiera della Chiesa, “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20), nei poveri, nei malati, nei prigionieri (Mt 25,31-46), nei sacramenti di cui egli è l’autore, nel sacrificio della Messa e nella persona del Ministro. Ma “soprattutto [è presente] sotto le specie eucaristiche”.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fa’ crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell’eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore Gesù Cristo...