IL PENSIERO DEL GIORNO
9 GIUGNO 2017
Oggi Gesù ci dice: «Se uno mi ama osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui» (Gv 14,24: Cf Acclamazione al Vangelo).
L’inabitazione divina è una peculiarità del cristianesimo: il credente è la dimora di Dio (Cf. Ef 2,22); è il tempio, il tabernacolo dello Spirito Santo (Cf. 1Cor 3,16); la casa di Cristo (Cf. Ef 3,17). Quindi il cristiano è «il tempio vivente della santissima Trinità. In effetti Gesù vuole rimanere nel cuore dei suoi amici [Gv 15,4ss] e a motivo della sua inscindibile unità con Dio [Cf. Gv 10,30.38; 14,9ss], nel suo soggiorno nell’intimo dei loro cuori non è solo, ma viene con il Padre [Gv 14,23]. Per il quarto evangelista il tempio di Dio per eccellenza nel quale si deve adorare il Padre nello Spirito e nella Verità, è il Verbo incarnato [Gv 2,19ss; 2,23ss]: egli infatti è la rivelazione di Dio, per cui il Padre è visibile nella sua persona [Gv 14,6-10]. Ma anche il suo discepolo, che mostra un amore concreto, vivendo la sua parola, diventa tempio della santissima Trinità» (Salvatore Alberto Panimolle).
Catechismo della Chiesa Cattolica
1197 Cristo è il vero Tempio di Dio, “il luogo in cui abita la sua gloria”; per mezzo della grazia di Dio anche i cristiani diventano templi dello Spirito Santo, le pietre vive con le quali viene edificata la Chiesa.
1265 Il Battesimo non soltanto purifica da tutti i peccati, ma fa pure del neofita una “nuova creatura” (2Cor 5,17), un figlio adottivo di Dio che è divenuto partecipe della natura divina, membro di Cristo e coerede con lui, tempio dello Spirito Santo.
Amato Dagnino (Inabitazione, Dizionario di Mistica)
Per la fede, la speranza e la carità, il battezzato è strutturato trinitariamente, pertanto deve agire trinitariamente calando nella vita quotidiana l’immagine trinitaria. La Trinità non è, dunque, un mistero lontano che si perde nella evanescenza, ma vicino e palpitante che va vissuto nella quotidianità.
Il mistero della Trinità inabitante esige alcune condizioni imprescindibili, che si riducono a queste tre parole sinonime: ordine, purificazione e raccoglimento. «Quanto maggiore è la purezza - sentenzia Giovanni della Croce - tanto più Dio si comunica in abbondanza... e con maggior frequenza». E Tommaso aveva già sottolineato: «Il controllo del desiderio disordinato è necessario perché l’uomo possa applicarsi e unirsi a Dio: quanto più la mente dell’uomo si unisce con il desiderio disordinato a ciò che le è inferiore tanto più si debilita e si distrugge. Quindi è necessario si astragga dalle cose della terra e controlli i desideri disordinati, affinché possa più liberamente unirsi a Dio ».
Nella celebre Elevazione alla Trinità Elisabetta Catez esprime quasi istintivamente un grande desiderio di distacco e di silenzio: «O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi interamente, per fissarmi in Te immobile e quieta, come se l’anima mia fosse già nella Trinità. Nulla possa turbare la mia pace né farmi uscire da Te, o mio Immutabile». L’inabitazione è il mistero del raccoglimento, del distacco e della purificazione. Il motivo è più che chiaro: la voce dello Spirito «non è un vento impetuoso e gagliardo da spezzare i monti e spaccare le rocce...», non è un fuoco divoratore né un terremoto, ma «un mormorio di un vento leggero» (cf 1Re 19,11-13); ora, due cose contrarie, direbbe Giovanni della Croce, non possono coesistere, contemporaneamente, nel medesimo soggetto: l’influsso dello Spirito, che è intimo-spirituale-delicato, esige quindi dall’anima pari intimità-spiritualizzazione-delicatezza, affinché «si uniscano notizia con notizia e amore con amore»; «...è necessario che l’anima esca da tutte le cose secondo l’affetto della volontà, raccogliendosi al massimo grado dentro se stessa, come se tutto il mondo non esistesse», perché si possa realizzare quanto espresso dall’Aquinate: «Come la processione delle Persone è la ragione dell’origine delle creature del primo principio, così essa dev’essere la ragione del nostro ritorno al fine, poiché come il Figlio e per lo Spirito Santo siamo stati creati, così saremo riuniti al fine ultimo».
Mc 12,35-37: Catechismo della Chiesa Cattolica
590 Soltanto l’identità divina della Persona di Gesù può giustificare un’esigenza assoluta come questa: “Chi non è con me è contro di me” Mt 12,30); altrettanto quando egli dice che in lui c’è “più di Giona. . . più di Salomone” (Mt 12,41-42), “c’è qualcosa più grande del Tempio” (Mt 12,6); quando ricorda, a proprio riguardo, che Davide ha chiamato il Messia suo Signore, e quando afferma: “Prima che Abramo fosse, Io Sono” (Gv 8,58); e anche: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30).
José Maria Gonzales-Ruiz (Commento della Bibbia Liturgica)
Per comprendere la polemica concreta che questo passo ci offre, è necessario ricordare che l’ascendenza davi
dica di Gesù fu sempre affermata dalla Chiesa primitiva.
Non si trattava, dunque, di offrire ai lettori del secondo vangelo un materiale adeguato per utilizzarlo nelle polemiche con gli scribi ma di denunziare, come aveva fatto Gesù stesso, la falsa scienza di quei «dottori» ai quali mancava una vera conoscenza della sacra Scrittura.
L’obiezione è data dal fatto che gli scribi si perdevano in un labirinto di sottigliezze per dimostrare l’ascendenza davidica del futuro Messia, ma davano eccessiva importanza a quest’argomento messianico, data la loro impazienza di riavere un re teocratico che li liberasse miracolosamente dal giogo delle autorità romane d’occupazione. Gesù vuole invece far vedere il carattere trascendentale del Messia, la cui realtà va al di là d’un popolo determinato.
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** Il Battesimo non soltanto purifica da tutti i peccati, ma fa pure del neofita una “nuova creatura” (2Cor 5,17), un figlio adottivo di Dio che è divenuto partecipe della natura divina, membro di Cristo e coerede con lui, tempio dello Spirito Santo.
** Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: O Dio, che nella tua provvidenza tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza, allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo…