IL PENSIERO DEL GIORNO
31 MAGGIO 2017
VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Oggi Gesù ci dice: “Condividete la necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità” (Rm 12,13; Cfr. I Lettura).
JOHN L. McKENZIE
Ospitalità
Nel deserto, l’ospitalità è una necessità per sopravvivere; e dato che questa necessità riguarda tutti indistintamente, tutti ne hanno diritto da parte di tutti. Se colui che ospita e colui che è ospitato sono nemici, l’accettazione dell’ospitalità implica una riconciliazione. L’ospite, se accettato, è sacro, e deve essere protetto da ogni pericolo, anche a costo della vita dei membri della famiglia ospitante. La generosità dell’ospitalità è una virtù primaria fra i moderni Bedawi. L’ospite rimane in casa da uno a tre giorni, secondo gli usi locali: non deve pagare e non si attende da lui nessun dono. Deve essere protetto per tutto il tempo in cui rimane nel territorio del clan o della tribù che lo ha accolto. Da parte sua l’ospite non deve offendere in nessun modo chiunque possa poi odiare colui che lo ospita, e che lo deve proteggere. Un racconto riguardante Abramo, lo mostra come modello di ospitalità generosa (Gen 18,1ss).
Il buon padrone di casa fa festa per il suo ospite, una festa maggiore di quelle che si fanno per la famiglia. Il dovere di proteggere l’ospite è illustrato nei racconti di Lot a Sodoma (Gen 19,1,8) e dell’uomo di Gabaa (Gdc 19,16-24): sia Lot che quest’ultimo sono disposti a sacrificare le loro donne per proteggere l’ospite dalla passione degli assalitori. Le storie di Lot e di Gabaa espongono quella che era la prassi nelle città. Il viaggiatore sedeva nella piazza del mercato finché uno dei cittadini non lo invitava a casa sua. La rozzezza degli uomini di Sodoma e di quelli di Gabaa, che non offrono l’ospitalità, è segno evidente della loro depravazione (cfr altri casi tipici di ospitalità in Gen 24,23ss; 1Sam 9,22ss). Giobbe si vanta della sua generosa ospitalità (Gb 31,32). La virtù dell’ospitalità è lodata anche nel Nuovo Testamento (Rm 12,13; 1Tm 3,2; Tt 1,18; Eb 13,2; 1Pt 4,9). L’ospitalità è elencata fra le opere di carità in base alle quali gli uomini saranno giudicati (Mt 25,35ss). E anche interessante notare che l’opera di Gesù stesso e la diffusione della chiesa primitiva furono facilitate dalla comune pratica dell’ospitalità. Gesù non aveva casa e spesso chiedeva ospitalità (Lc 7,36ss; 9,51ss; 10,38ss; 14,1ss ; 19,5ss; cfr anche Mc 1,15ss; 14,3ss). Durante i suoi viaggi, Paolo era solito rivolgersi prima ai giudei, stando con loro, poi ai gentili nel caso che i giudei lo avessero rifiutato (At 14,28; 15,33; 16,15,34; 17,1ss; 18,3,27; 21,16). Dio è l’ospite generoso (Sal 15,1; 23,5).
Catechismo della Chiesa Cattolica
1971 Al discorso del Signore sulla montagna è opportuno aggiungere la catechesi morale degli insegnamenti apostolici come Rm 12-15; 1Cor 12-13; Col 3-4; Ef 4-6; ecc. Questa dottrina trasmette l’insegnamento del Signore con l’autorità degli Apostoli, particolarmente attraverso l’esposizione delle virtù che derivano dalla fede in Cristo e che sono animate dalla carità, il principale dono dello Spirito Santo. «La carità non abbia finzioni. [ ... ] Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno. [ ... ] Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità» (Rm 12,9-13). Questa catechesi ci insegna anche a considerare i casi di coscienza alla luce del nostro rapporto con Cristo e con la Chiesa.
Benedetto XVI (Omelia 15 Agosto 2005)
Il Magnificat
Questa poesia di Maria - il Magnificat - è tutta originale; tuttavia è, nello stesso tempo, un “tessuto” fatto totalmente di “fili” dell’Antico Testamento, fatto di parola di Dio. E così vediamo che Maria era, per così dire, “a casa” nella parola di Dio, viveva della parola di Dio, era penetrata dalla parola di Dio. Nella misura in cui parlava con le parole di Dio, pensava con le parole di Dio, i suoi pensieri erano i pensieri di Dio, le sue parole le parole di Dio. Era penetrata dalla luce divina e perciò era così splendida, così buona, così raggiante di amore e di bontà. Maria vive della parola di Dio, è pervasa dalla parola di Dio. E questo essere immersa nella parola di Dio, questo essere totalmente familiare con la parola di Dio le dà poi anche la luce interiore della sapienza. Chi pensa con Dio pensa bene, e chi parla con Dio parla bene. Ha criteri di giudizio validi per tutte le cose del mondo. Diventa sapiente, saggio e, nello stesso tempo, buono; diventa anche forte e coraggioso, con la forza di Dio che resiste al male e promuove il bene nel mondo.
E, così, Maria parla con noi, parla a noi, ci invita a conoscere la parola di Dio, ad amare la parola di Dio, a vivere con la parola di Dio, a pensare con la parola di Dio. E possiamo farlo in diversissimi modi: leggendo la Sacra Scrittura, soprattutto partecipando alla Liturgia, nella quale nel corso dell’anno la Santa Chiesa ci apre dinanzi tutto il libro della Sacra Scrittura. Lo apre alla nostra vita e lo rende presente nella nostra vita. Ma penso anche al “Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica”, che recentemente abbiamo pubblicato, nel quale la parola di Dio è applicata alla nostra vita, interpreta la realtà della nostra vita, ci aiuta ad entrare nel grande “tempio” della parola di Dio, ad imparare ad amarla e ad essere, come Maria, penetrati da questa parola. Così la vita diventa luminosa e abbiamo il criterio in base al quale giudicare, riceviamo bontà e forza nello stesso momento.
Catechismo della Chiesa Cattolica
«Tu sei benedetta fra le donne e benedetta è il frutto del tuo seno, Gesù».
2676 Dopo il saluto dell’angelo, facciamo nostro quello di Elisabetta. «Piena di Spirito Santo» (Lc 1,41). Elisabetta è la prima della lunga schiera di generazioni che chiama Maria beata: «Beata colei che ha creduto ...» (Lc 1.45); Maria è «benedetta fra le donne», perché ha creduto nell’adempimento della parola del Signore. Abramo, per la sua fede, è diventato una benedizione per «tutte le famiglie della terra» (Gn 12,3). Per la sua fede, Maria è diventata la Madre dei credenti, grazie alla quale tutte le nazioni della terra ricevono colui che è la benedizione stessa di Dio: «Benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù».
2677 «Santa Maria. Madre di Dio. prega per noi ...». Con Elisabetta ci meravigliamo: «A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?» (Lc 1,43).
Maria, poiché ci dona Gesù, suo figlio, è Madre di Dio e Madre nostra; possiamo confidarle tutte le nostre preoccupazioni e le nostre implorazioni: ella prega per noi come ha pregato per sé: «Avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38). Affidandoci alla sua preghiera, con lei ci abbandoniamo alla volontà di Dio: «Sia fatta la tua volontà».
«Prega per noi, peccatori. adesso e nell’ora della nostra morte». Chiedendo a Maria di pregare per noi, ci riconosciamo poveri peccatori c ci rivolgiamo alla «Madre della misericordia», alla tutta Santa. Ci affidiamo a lei «adesso», nell’oggi delle nostre esistenze. E la nostra fiducia si dilata per consegnare a lei, fin da adesso, «l’ora della nostra morte». Maria sia ad essa presente come alla morte in croce del Figlio suo, e nell’ora del nostro transito ci accolga come nostra Madre, per condurci al suo Figlio Gesù, in paradiso.
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
** Maria, poiché ci dona Gesù, suo figlio, è Madre di Dio e Madre nostra; possiamo confidarle tutte le nostre preoccupazioni e le nostre implorazioni.
** Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: Dio onnipotente ed eterno, che nel tuo disegno di amore hai ispirato alla beata Vergine Maria, che portava in grembo il tuo Figlio, di visitare sant’Elisabetta, concedi a noi di essere docili all’azione del tuo Spirito, per magnificare con Maria il tuo santo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo...