IL PENSIERO DEL GIORNO

28 MAGGIO 2017



Oggi Gesù ci dice:  “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,219-20).


La missione: P. Giuseppe Ferraro, s. j.: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». - In queste parole vi è anzitutto l’universalità della missione; si tratta di tutte le nazioni, di tutti i popoli. Sono compresi perciò tutti i pagani ed anche i membri del popolo eletto. A differenza del tempo della sua vita mortale, quando aveva detto ai dodici inviandoli: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei samaritani, rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa di Israele» (Mt 10,5-6), ora l’invio universale. E il compito di questa missione è triplice: rendere suoi discepoli, battezzare, insegnare a osservare i comandamenti. Si tratta della totalità dell’esistenza apostolica che consiste nel fare discepoli predicando il Vangelo, nel battezzare coloro che credono, nell’ottenere l’osservanza dei comandamenti e della vita morale da coloro che hanno creduto al messaggio. Il battesimo deve essere compiuto nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Il nome stabilisce una dedicazione, un rapporto personale di chi è battezzato con i tre autori della sua salvezza. Questa indicazione trinitaria è divenuta formula battesimale, è il rivestimento del comando sacramentale di Gesù sulla base di una formula già conosciuta e già in uso per il battesimo nella chiesa primitiva del tempo in cui scriveva l’evangelista.


P. ADRIAN SCHENKER, o.p. - P. ROSARIO SCOGNAMIGLIO, o.p.
1. L’Ascensione di Gesù, come tale, è presentata … soltanto da Luca. Gli altri evangelisti parlano dell’esaltazione di Gesù e del suo essere assiso sul trono alla destra di Dio. Sono angolature diverse, ma complementari. Ma intanto questa diversità ci invita a scoprire qual è il senso delle rispettive immagini.
2. Il cielo è la sfera del divino, è il mondo di Dio. Nel «Padre nostro» noi diciamo: «Padre nostro, che sei nei cieli», e intendiamo con ciò la sua divinità, la sua trascendenza. Egli è presente in ogni luogo, sulla terra come nei cieli, perché è Onnipresente, ma trascende ogni realtà visibile, è «nei cieli». Ora colui che è unito a Dio dev’essere «sollevato» o portato in cielo, come lo fu Elia, che ascese al cielo su un carro di fuoco. La sfera di Dio, li dove Egli è - per così dire - «a casa sua», è il cielo.
3. Nella solennità dell’Ascensione noi facciamo festa e ci rallegriamo per il fatto che Cristo è unito a Dio: egli «entra», accede a Dio, è presso di Lui. «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso di Dio, ed il Verbo era Dio» leggiamo nel Prologo del IV Vangelo (Gv 1,1). Adesso il Verbo è completamente Dio.
Nello stesso tempo però Cristo è anche con noi, mediante lo Spirito che ci ha promesso e inviato. Questo Spirito ci riempie della presenza di Lui, rende Cristo presente dentro e in mezzo a noi, vitalmente legato a noi, come lo è il Capo al corpo. S. Agostino mette sulle labbra di Cristo, al momento dell’Ascensione, queste mirabili espressioni: «Ecco dove rimango, io che salgo; salvo perché sono il Capo. Il mio corpo resta ancora sulla terra. Dov’è? Su tutta la terra. Fa’ attenzione a non colpirlo, a non fargli violenza, a non calpestarlo» (Trattati su Giovanni, X, a).
4. E quest’opera dello Spirito, che collega Capo e Corpo, è il segno che caratterizza il tempo della Chiesa.
Un ponte, dunque, tra la vita terrena di Gesù e la sua presenza vivente in mezzo a noi, tutti i giorni mediante lo Spirito Santo. Questo il senso consolante e luminoso dell’Ascensione di Cristo.


Ad Gentes, 5

La missione della Chiesa

Il Signore Gesù, fin dall’inizio «chiamò presso di sé quelli che voleva e ne costituì dodici che stessero con lui e li mandò a predicare» (Mc 3,13; cfr. Mt 10,1-42). Gli apostoli furono dunque ad un tempo il seme del nuovo Israele e l’origine della sacra gerarchia. In seguito, una volta completati in se stesso con la sua morte e risurrezione i misteri della nostra salvezza e dell’universale restaurazione, il Signore, a cui competeva ogni potere in cielo ed in terra, prima di salire al cielo, fondò la sua Chiesa come sacramento di salvezza ed inviò i suoi apostoli nel mondo intero, come egli a sua volta era stato inviato dal Padre e comandò loro: «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che io vi ho comandato» (Mt 28,19-20); «Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo; chi invece non crederà, sarà condannato» (Mc 16,15). Da qui deriva alla Chiesa l’impegno di diffondere la fede e la salvezza del Cristo, sia in forza dell’esplicito mandato che l’ordine episcopale, coadiuvato dai sacerdoti ed unito al successore di Pietro, supremo pastore della Chiesa, ha ereditato dagli apostoli, sia in forza di quell’influsso vitale che Cristo comunica alle sue membra: « Da lui infatti tutto quanto il corpo, connesso e compaginato per ogni congiuntura e legame, secondo l’attività propria di ciascuno dei suoi organi cresce e si autocostruisce nella carità» (Ef 4,16).
Pertanto la missione della Chiesa si esplica attraverso un’azione tale, per cui essa, in adesione all’ordine di Cristo e sotto l’influsso della grazia e della carità dello Spirito Santo, si fa pienamente ed attualmente presente a tutti gli uomini e popoli, per condurli con l’esempio della vita, con la predicazione, con i sacramenti e con i mezzi della grazia, alla fede, alla libertà ed alla pace di Cristo, rendendo loro facile e sicura la possibilità di partecipare pienamente al mistero di Cristo.
Questa missione continua, sviluppando nel corso della storia la missione del Cristo, inviato appunto a portare la buona novella ai poveri; per questo è necessario che la Chiesa, sempre sotto l’influsso dello Spirito di Cristo, segua la stessa strada seguita da questi, la strada cioè della povertà, dell’obbedienza, del servizio e del sacrificio di se stesso fino alla morte, da cui poi, risorgendo, egli uscì vincitore. Proprio con questa speranza procedettero tutti gli apostoli, che con le loro molteplici tribolazioni e sofferenze completarono quanto mancava ai patimenti di Cristo a vantaggio del suo corpo, la Chiesa. E spesso anche il sangue dei cristiani fu seme fecondo.


Ortensio Da Spinetoli

L’insegnamento essenziale del fatto della risurrezione-ascensione è che Gesù, col suo ritorno al Padre ha aperto per sé e per tutti l’accesso al mondo «celeste», che sarà la sede dell’umanità rigenerata. Egli ne è il primo abitante, ma un giorno dovrà accogliere l’intera massa della nuova umanità.


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
**   Oggi, da questa Piazza, Cristo ripete a ciascuno di voi: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura» [Mc 16,15]. Egli conta su ciascuno di voi, la Chiesa conta su di voi. “Ecco - assicura il Signore - io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”  [Mt 28,20]’ (Giovanni Paolo II, Discorso 30 maggio 1998).
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.

Preghiamo con la Chiesa: Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria. Egli è Dio, e vive e regna con te...