IL PENSIERO DEL GIORNO
9 Agosto 2017
Oggi Gesù ci dice: «Ecco lo sposo! Andategli incontro!» (Mt 25,6).
Ecco lo sposo: Felipe F. Ramos (Commento della Bibbia Liturgica): Improvvisamente, giunge lo sposo e, al grido che annunzia la sua presenza, tutte ravvivano le loro lampada. Allora le stolte sono colte dallo spavento: non hanno olio sufficiente per tenere accese le lampade mentre accompagnano lo sposo fino alla sua casa. Le sagge rifiutano di darglielo, ma non per egoismo. La loro condotta è un altro tratto della parabola destinato a farci comprendere che la preparazione richiesta è personale e insostituibile.
Le mandano a comprarlo. Neppure in questa raccomandazione è lecito vedere egoismo a ironia da parte delle vergini prudenti. Certo, durante la notte, non avrebbero trovato botteghe aperte; ma, per il racconto, è necessario che all’arrivo dello sposo manchi una parte di quelle che lo dovevano attendere. Per questo la parabola ricorre a questo artificio. Mentre esse vanno a comprare l’olio lo sposo giunge e si chiude nella sala del banchetto. La serietà del momento presente esige una preparazione personale e indilazionabile. All’ora in cui meno si pensa, giunge lo sposo. Solo coloro che hanno nelle loro lampade olio sufficiente, solo coloro che si trovano pronti al momento critico del suo arrivo potranno entrare nella ala del banchetto. Il ritardo, la mancanza di preparazione ne comportano l’esclusione definitiva dal regno. Una volta che la porta è stata chiusa, è inutile insistere; la risposta sarà sempre quella che ricevettero le vergini stolte: «In verità vi dico: non vi conosco».
Mt 25,1-13: Compostella (Messale per la vita cristiana): La parabola evangelica delle vergini sagge e delle vergini stolte che attendono lo sposo con le lampade, alcune sprovviste d’olio per accenderle, mentre altre l’hanno comprato per tempo, sembra una parabola ordinaria, con un messaggio molto pratico, prima che risuoni l’ultima frase: «Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». Questa frase rivela l’importanza ed il senso ultimo che Gesù dà a questa parabola indirizzata ai suoi discepoli, e quindi a noi.
È evidente, a questo punto, che lo sposo è egli stesso, le vergini sagge o stolte rappresentano tutti gli uomini che aspettano il suo ritorno per il giudizio, che deciderà della loro felicità eterna con lui, e che il problema dell’olio è quello della nostra vita interiore, della nostra fede e della nostra disponibilità ad essere testimoni della luce. Si tratta semplicemente della saggezza, e non di una qualunque, ma della saggezza eterna, della quale la Bibbia parla spesso.
San Giovanni descrive nel «Prologo» al suo Vangelo il modo migliore di intendere questa parabola. Si tratta del Verbo eterno nel quale era la vita ... e la vita era la luce degli uomini, e la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. È possibile quindi che le antiche spiegazioni della parabola delle vergini sagge e stolte fossero più rigorose di quelle della nostra epoca, fossero più vicine alla verità. In ogni caso, è rendendosi conto di quale luce, di quale olio si tratti, che noi capiremo infine la minaccia insita in quella che sembrerebbe una parabola assolutamente ordinaria.
Inoltre, coscienti del fatto che qui è questione di vita a di morte, di salvezza a di dannazione eterna, siamo colpiti dalla sventatezza delle vergini stolte e dalle conseguenze catastrofiche della loro incredibile pigrizia. Nonostante tutto, perché esse vanno incontro ad una tale punizione? La sola spiegazione della severità della punizione è la mancanza d’amore più che la mancanza di ragione. Le vergini stolte non hanno amato lo sposo al punto di badare a tutto ciò che è necessario per la sua venuta. Esse non hanno sentito il grande desiderio di ritrovarsi con lui al banchetto di nozze.
Amiamo dunque il Signore.
9 Agosto 2017: Martirologio Romano: Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith) Stein, vergine dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martire, che, nata ed educata nella religione ebraica, dopo avere per alcuni anni tra grandi difficoltà insegnato filosofia, intraprese con il battesimo una vita nuova in Cristo, proseguendola sotto il velo delle vergini consacrate, finché sotto un empio regime contrario alla dignità umana e cristiana fu gettata in carcere lontana dalla sua terra e nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia fu uccisa in una camera a gas.
Patrona d’Europa.
Ave Crux, Spes unica
Dagli scritti spirituali di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, Vita, Dottrina, Testi inediti. Roma, pp. 127-130.)
«Ti salutiamo, Croce santa, nostra unica speranza!» Così la Chiesa ci fa dire nel tempo di passione dedicato alla contemplazione delle amare sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo. Il mondo è in fiamme: la lotta tra Cristo e anticristo si è accanita apertamente, perciò se ti decidi per Cristo può esserti chiesto anche il sacrificio della vita. Contempla il Signore che pende davanti a te sul legno, perché è stato obbediente fino alla morte di Croce. Egli venne nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre. Se vuoi essere la sposa del Crocifisso devi rinunciare totalmente alla tua volontà e non avere altra aspirazione che quella di adempiere la volontà di Dio. Di fronte a te il Redentore pende dalla Croce spogliato e nudo, perché ha scelto la povertà. Chi vuole seguirlo deve rinunciare ad ogni possesso terreno. Stai davanti al Signore che pende dalla Croce con il cuore squarciato: Egli ha versato il sangue del suo Cuore per guadagnare il tuo cuore. Per poterlo seguire in santa castità, il tuo cuore dev’essere libero da ogni aspirazione terrena; Gesù Crocifisso dev’essere l’oggetto di ogni tua brama, di ogni tuo desiderio, di ogni tuo pensiero. Il mondo è in fiamme: l’incendio potrebbe appiccarsi anche alla nostra casa, ma al di sopra di tutte le fiamme si erge la Croce che non può essere bruciata. La Croce è la via che dalla terra conduce al cielo. Chi l’abbraccia con fede, amore. speranza viene portato in alto, fino al seno della Trinità. Il mondo è in fiamme: desideri spegnerle? Contempla la Croce: dal Cuore aperto sgorga il sangue del Redentore, sangue capace di spegnere anche le fiamme dell’inferno. Attraverso la fedele osservanza dei voti rendi il tuo cuore libero e aperto; allora si potranno riversare in esso i flutti dell’amore divino, sì da farlo traboccare e renderlo fecondo fino ai confini della terra. Attraverso la potenza della Croce puoi essere presente su tutti i luoghi del dolore, dovunque ti porta la tua compassionevole carità, quella carità che attingi dal Cuore divino e che ti rende capace di spargere ovunque il suo preziosissimo sangue per lenire, salvare, redimere. Gli occhi del Crocifisso ti fissano interrogandoti, interpellandoti. Vuoi stringere di nuovo con ogni serietà l’alleanza con Lui? Quale sarà la tua risposta? “Signore, dove andare? Tu solo hai parole di vita”. Ave Crux, spes unica!
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Ti salutiamo, Croce santa, nostra unica speranza!
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
Preghiamo con la Chiesa: Dio dei nostri padri, che hai guidato la santa martire Teresa Benedetta (della Croce) alla conoscenza del tuo Figlio crocifisso e a seguirlo fedelmente fino alla morte, concedi, per sua intercessione, che tutti gli uomini riconoscano Cristo Salvatore e giungano, per mezzo di lui, a contemplare in eterno la luce del tuo volto. Per il nostro Signore Gesù Cristo.