IL PENSIERO DEL GIORNO

23 LUGLIO 2017


Oggi Gesù ci dice: “Il buon seme sono i figli del regno, che alla fine splenderanno come il sole” (cf. Mt 13,38.43).


Il Logos ha seminato il buon grano: «Ma, mentre dormono coloro che non praticano il comando di Gesù che dice: “Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione” [Mt 26,41; Mc 14,38; Lc 22,40], il diavolo, che fa la posta [cfr. 1Pt 5,8], semina quella che viene detta la zizzania, le dottrine perverse, al di sopra di ciò che alcuni chiamano i pensieri naturali, e al di sopra dei buoni semi venuti dal Logos. Secondo tale interpretazione, il campo designerebbe il mondo intero e non solamente la Chiesa di Dio; infatti è nel mondo intero che il Figlio di Dio ha seminato il buon seme e il cattivo la zizzania [cfr. Mt 13,37-38], cioè le dottrine perverse che, per la loro nocività, sono “figlie del maligno”. Ma ci sarà necessariamente, alla fine del mondo, che vien detta “la consumazione del secolo”, una mietitura, perché gli angeli di Dio preposti a tale compito raccolgano le cattive dottrine che si saranno sviluppate nell’anima e le consegnino alla distruzione, gettandole, perché brucino, in quello che viene definito fuoco [cfr. Mt 13,40]. E così, “gli angeli”, servitori del Logos, raduneranno “in tutto il regno” di Cristo, “tutti gli scandali” presenti nelle anime e i ragionamenti “che producono l’empietà”, e li distruggeranno gettandoli nella “fornace di fuoco”, quella che consuma [cfr. Mt 13,41-42] così del pari coloro che prenderanno coscienza che, poiché hanno dormito, hanno accolto in sé stessi i semi del cattivo, piangeranno e saranno, per così dire, in collera con sé stessi. Sta in ciò, in effetti, “lo stridor di denti” [Mt 13,42], ed è anche per questo che è detto nei Salmi: “Hanno digrignato i denti contro di me” [Sal 35,16]. È soprattutto allora che “i giusti brilleranno”, non tanto in modo diverso, come agli inizi, bensì tutti alla maniera di un unico “sole, nel regno del Padre loro” [Mt 13,43]» (Origene, In Matth., 10, 2).


La zizzania: Centesimus annus 25: La parabola evangelica del buon grano e della zizzania (cfr. Mt 13,24-30,36-43) insegna che spetta solo a Dio separare i soggetti del Regno e i soggetti del Maligno, e che siffatto giudizio avrà luogo alla fine dei tempi. Pretendendo di anticipare fin d’ora il giudizio, l’uomo si sostituisce a Dio e si oppone alla sua pazienza. Grazie al sacrificio di Cristo sulla Croce, la vittoria del Regno di Dio è acquisita una volta per tutte; tuttavia, la condizione cristiana comporta la lotta contro le tentazioni e le forze del male. Solo alla fine della storia il Signore ritornerà nella gloria per il giudizio finale (cfr. Mt 25,31) con l’instaurazione dei cieli nuovi e della terra nuova (cfr. 2Pt 3,13; Ap 21,1), ma, mentre dura il tempo, la lotta tra il bene e il male continua fin nel cuore dell’uomo. Ciò che la Sacra Scrittura ci insegna in ordine ai destini del Regno di Dio non è senza conseguenze per la vita delle società temporali, le quali - come dice la parola - appartengono alle realtà del tempo con quanto esso comporta di imperfetto e di provvisorio. Il Regno di Dio, presente nel mondo senza essere del mondo, illumina l’ordine dell’umana società, mentre le energie della grazia lo penetrano e lo vivificano. Così so meglio avvertite le esigenze di una società degna dell’uomo, sono rettificate le deviazioni, è rafforzato il coraggio dell’operare per il bene. A tale compito di animazione evangelica delle realtà umane sono chiamati, unitamente a tutti gli uomini di buona volontà, i cristiani ed in special modo i laici (cf. Esortazione Apostolica Christifideles laici, CL 32-44).


Catechismo della Chiesa Cattolica

La zizzania del peccato

827 «Mentre Cristo “santo, innocente, immacolato”, non conobbe il peccato, ma venne allo scopo di espiare i soli peccati del popolo, la Chiesa che comprende nel suo seno i peccatori, santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento». Tutti i membri della Chiesa, compresi i suoi ministri, devono riconoscersi peccatori. In tutti, sino alla fine dei tempi, la zizzania del peccato si trova ancora mescolata al buon grano del Vangelo. La Chiesa raduna dunque peccatori raggiunti dalla salvezza di Cristo, ma sempre in via di santificazione: «La Chiesa è santa, pur comprendendo nel suo seno dei peccatori, giacché essa non possiede altra vita se non quella della grazia: appunto vivendo della sua vita, i suoi membri si santificano, come, sottraendosi alla sua vita, cadono nei peccati e nei disordini, che impediscono l’irradiazione della sua santità. Perciò la Chiesa soffre e fa penitenza per tali peccati, da cui peraltro ha il potere di guarire i suoi figli con il sangue di Cristo e il dono dello Spirito Santo».


Il peccato è il male dell’uomo: “Prima di essere una disubbidienza e un’offesa a Dio, il peccato è il male dell’uomo, è un fallimento, una distruzione di ciò che rende uomo l’uomo. Il peccato è una realtà misteriosa che incide tragicamente sull’uomo. La terribilità del peccato è difficile da comprendere: è visibile del tutto solo alla luce della fede e della parola di Dio. Ma qualcosa della sua terribilità appare già anche a uno sguardo umano, se si considerano gli effetti devastanti che esso produce nel mondo dell’uomo. Basta pensare a tutte le guerre e gli odi che hanno insanguinato il mondo, a tutte le schiavitù del vizio, alla stupidità e alla irrazionalità personale e collettiva che hanno causato tante sofferenze note e ignote. La storia dell’uomo è un mattatoio! Tutte queste forme di fallimento, di tragedia, di sofferenza, nascono in qualche modo dal peccato e sono legate al peccato. È quindi possibile scoprire un collegamento reale tra l’egoismo, la viltà, l’inerzia e la cupidigia dell’uomo e questi mali individuali e collettivi che sono la manifestazione inequivocabile del peccato. Primo compito del cristiano è acquisire per sé il senso della responsabilità, scoprendo il legame che unisce le sue scelte libere di uomo ai mali del mondo. E questo perché il peccato prende corpo nella realtà della mia vita e nella realtà del mondo. Esso prende corpo nella psicologia dell’uomo, diventa l’insieme delle sue abitudini cattive, delle sue tendenze peccaminose, dei suoi desideri distruttivi, che diventano sempre più forti in seguito al peccato. Ma prende corpo anche nelle strutture della società rendendole ingiuste e oppressive; prende corpo nei mezzi di comunicazione facendone strumento della menzogna e del disordine morale; prende corpo nei comportamenti negativi dei genitori, educatori... che con gli insegnamenti sbagliati e i cattivi esempi introducono elementi di deformazione e di disordine morale nell’animo dei figli e degli alunni, depositando in essi un seme di male che continuerà a germogliare per tutta la vita e forse sarà trasmesso ad altri ancora. Il male prodotto dal peccato ci sfugge di mano e causa una spirale di disordine, di distruzioni e di sofferenze, che si allarga molto al di là di quanto pensavamo e volevamo. Se fossimo più abituati a riflettere sulle conseguenze di bene e di male che le nostre scelte produrranno in noi e negli altri, saremmo molto più responsabili. Se, ad esempio, il burocrate, il politico, il medico... potessero vedere le sofferenze che essi causano a tante persone con il loro assenteismo, la loro corruzione, il loro egoismo individuale e di gruppo, sentirebbero in modo ben più grave il peso di questi atteggiamenti che forse non avvertono per nulla. Quello che ci manca è quindi la consapevolezza della responsabilità, che ci permetterebbe di vedere anzitutto la negatività umana del peccato, il suo carico di sofferenze e di distruzione.” (Lino Pedron).


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
**** Il peccato è il male dell’uomo, è un fallimento, una distruzione di ciò che rende uomo l’uomo.
Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa: O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo...