IL PENSIERO DEL GIORNO

11 GIUGNO 2017


Oggi Gesù ci dice: «Voi siete figli di Dio: egli ha mandato nei vostri cuori lo Spirito del Figlio suo, che grida “Abbà, Padre”» (Gal 4,6; Cf Antifona alla Comunione).


Santissima Trinità: Catechismo della Chiesa Cattolica 261: Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. Soltanto Dio può darcene la conoscenza rivelandosi come Padre, Figlio e Spirito Santo.


Catechismo degli Adulti

Fede trinitaria della Chiesa

321  La fede cristiana fin dalle origini è cristologica e trinitaria, perché nel mistero di Cristo, il consacrato con l’olio della sovranità divina, noi incontriamo «il Padre che fa l’unzione, il Figlio che la riceve, lo Spirito che è l’unzione stessa».
Nel II secolo nascono i “simboli della fede” e nascono esplicitamente trinitari. Ecco uno dei più antichi, quello della cosiddetta Didascalia degli Apostoli: «Credo nel Padre dominatore dell’universo e in Gesù Cristo Salvatore nostro e nello Spirito Santo Paraclito». Nel II secolo anche la preghiera eucaristica, pronunciata sul pane e sul vino durante la Messa, ha struttura trinitaria, essendo rivolta «al Padre dell’universo, mediante il nome del Figlio e dello Spirito Santo». E tale rimane fino ad oggi.


Catechismo della Chiesa Cattolica

Il dogma della Santissima Trinità

253 La Trinità è Una. Noi non confessiamo tre dèi, ma un Dio solo in tre Persone: «la Trinità consostanziale». Le Persone divine non si dividono l’unica divinità, ma ciascuna di esse è Dio tutto intero: «Il Padre è tutto ciò che è il Figlio, il Figlio tutto ciò che è il Padre, lo Spirito Santo tutto ciò che è il Padre e il Figlio, cioè un unico Dio quanto alla natura». «Ognuna delle tre Persone è quella realtà, cioè la sostanza, l’essenza o la natura divina».

254 Le Persone divine sono realmente distinte tra loro. «Dio è unico ma non solitario». «Padre», «Figlio» e «Spirito Santo» non sono semplicemente nomi che indicano modalità dell’Essere divino; essi infatti sono realmente distinti tra loro: «Il Figlio non è il Padre, il Padre non è il Figlio, e lo Spirito Santo non è il Padre o il Figlio». Sono distinti tra loro per le loro relazioni di origine: «È il Padre che genera, il Figlio che è generato, lo Spirito Santo che procede». L’Unità divina è Trina.

255 Le Persone divine sono relative le une alle altre. La distinzione reale delle Persone divine tra loro, poiché non divide l’unità divina, risiede esclusivamente nelle relazioni che le mettono in riferimento le une alle altre: «Nei nomi relativi delle Persone, il Padre è riferito al Figlio, il Figlio al Padre, lo Spirito Santo all’uno e all’altro; quando si parla di queste tre Persone considerandone le relazioni, si crede tuttavia in una sola natura o sostanza». Infatti «tutto è una cosa sola in loro, dove non si opponga la relazione». «Per questa unità il Padre è tutto nel Figlio, tutto nello Spirito Santo; il Figlio tutto nel Padre, tutto nello Spirito Santo; lo Spirito Santo è tutto nel Padre, tutto nel Figlio». 

256 Ai catecumeni di Costantinopoli san Gregorio Nazianzeno, detto anche «il Teologo», consegna questa sintesi della fede trinitaria:
«Innanzi tutto, conservatemi questo prezioso deposito, per il quale io vivo e combatto, con il quale voglio morire, che mi rende capace di sopportare ogni male e di disprezzare tutti i piaceri: intendo dire la professione di fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Io oggi ve la affido. Con essa fra poco vi immergerò nell’acqua e da essa vi trarrò. Ve la dono, questa professione, come compagna e patrona di tutta la vostra vita. Vi do una sola divinità e potenza, che è Uno in Tre, e contiene i Tre in modo distinto. Divinità senza differenza di sostanza o di natura, senza grado superiore che eleva, o inferiore che abbassa [...]. Di tre infiniti è l’infinita connaturalità. Ciascuno considerato in sé è Dio tutto intiero [...]. Dio le tre Persone considerate insieme [...]. Ho appena incominciato a pensare all’Unità ed eccomi immerso nello splendore della Trinità. Ho appena incominciato a pensare alla Trinità ed ecco che l’Unità mi sazia...». 


Giovanni Paolo II (Angelus 25 maggio 1997)

Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. L’odierna solennità liturgica ci invita a contemplare il mistero della Santissima Trinità. Mistero inaccessibile al nostro intelletto, ma a noi rivelato da Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo. “Dio - dice l’evangelista Giovanni - nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato” (Gv 1,18).
La Trinità, che il cristianesimo confessa, non pregiudica minimamente l’unità di Dio. L’unico Dio si presenta al nostro sguardo non come un Dio “solitario”, ma come un Dio-comunione. La prima lettera di Giovanni ne esprime stupendamente il mistero, quando dice: “Dio è amore” (1Gv 4,8).
Sì, Dio non soltanto ama, ma amare è la sua stessa essenza.
Di questo ineffabile mistero di amore tutti siamo chiamati a fare esperienza viva. “Se uno mi ama - ci ha assicurato Gesù - osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
2. Dall’amore trinitario il pensiero va al mistero di amore che si manifesta nella Santa Eucaristia. Oggi inizia a Breslavia il 46mo Congresso Eucaristico Internazionale, che io stesso avrò la gioia di concludere domenica prossima. Nell’Eucaristia c’è la sintesi e il vertice del cristianesimo. Sotto le specie del pane e del vino consacrati, Cristo continua a vivere tra i suoi, rende costantemente presente il sacrificio del Golgotha, si fa nutrimento e forza del suo popolo.
Il mistero eucaristico, nella linea dell’Incarnazione redentrice, riguarda direttamente solo Cristo, ma in esso è coinvolta tutta la Trinità. La presenza eucaristica si realizza infatti nella forza dello Spirito Santo e tutto si compie davanti al volto del Padre, che nel pane eucaristico continua a donarci il suo Figlio unigenito, il quale gli offre il sacrificio di lode, a nome dell’intera creazione.
3. Mistero della fede! Chiediamo alla Vergine Santa di farci sempre più penetrare nel mistero dell’Eucaristia e nel mistero della Santissima Trinità.
Ci aiuti Maria, “Sanctae Trinitatis domicilium” - dimora della Santissima Trinità (San Proclo di Costantinopoli, Oratio VI, 17), a cogliere negli eventi del mondo i segni della presenza di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo. Ella ci ottenga di amare Cristo con tutto il cuore, per camminare verso la visione della Trinità, traguardo meraviglioso a cui tende la nostra vita.


Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
**  Gesù  “ci ha rivelato che Dio è amore...”.
** Questa parola cosa ti suggerisce?
Ora nel silenzio, nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.


Preghiamo con la Chiesa:O Dio Padre, che hai mandato nel mondo  il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini il mistero della tua vita, fa’ che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l’unico Dio in tre persone. Per il nostro Signore Gesù Cristo...