VENERDÌ 2 OTTOBRE 2020
SANTI ANGELI CUSTODI – MEMORIA
Es 23,20-23a; Sal 90 (91); Mt 18,1-5.10
Memoria dei santi Angeli Custodi - La Bibbia e i Padri della Chiesa (I Padri vivi): Gli innumerevoli eserciti degli angeli stanno davanti al volto di Dio e incessantemente gli rendono onore. Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia e glorifichiamo Dio nel prefazio per le sue grandi opere, noi radunati sulla terra c’inseriamo nel perenne cantico di lode che risuona in Cielo. Con tutti gli angeli e gli arcangeli, uniti a tutti i cori celesti esclamiamo: Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti. L’uomo di fede, riconoscente a Dio per la sua bontà, acclama con le parole del salmo: «A te voglio cantare davanti agli angeli» (137,1) e sapendo che da solo non è capace di esprimere il cantico di gratitudine invoca gli angeli: «Benedite [con me], angeli del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli» (Dn 3,58).
La Chiesa crede che gli angeli non soltanto circondano il trono di Dio nel sacro servizio, ma che Dio anche per loro, come per noi, in modo mirabile, ha stabilito dei doveri. L’angelo fu mandato a Maria per annunciarle il mistero dell’Incarnazione. L’angelo incoraggia Cristo prima della Passione; tramite l’angelo fu annunciata la notizia della Risurrezione del Signore. Anche oggi, gli angeli sono presenti nella Chiesa, perché essa possa annunciare a tutti l’Incarnazione, la Passione e la Risurrezione del Signore. La Chiesa crede che gli angeli proteggono la nostra vita terrena, hanno cura di noi, ci sostengono sulla via che porta alla salvezza. Nella loro cura, troviamo la difesa e, grazie a loro, evitiamo i pericoli.
In comunione con tutta la Chiesa, benediciamo gli angeli del Signore e glorifichiamo Dio perché ci permette di sperimentare la loro custodia. Poiché attendiamo la nostra unione con loro, quando il Signore verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli.
Colletta: O Dio, che nella tua misteriosa provvidenza mandi dal cielo i tuoi Angeli a nostra custodia e protezione, fa’ che nel cammino della vita siamo sempre sorretti dal loro aiuto per essere uniti con loro nella gioia eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
I Lettura: Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti: l’angelo inviato dal Signore precederà il popolo nel suo viaggio verso la terra promessa per custodirlo e guidarlo. Nel brano che oggi leggiamo, l’angelo di Dio si identifica con Dio, il mio nome è in lui, per cui ubbidire o ribellarsi a lui è come ubbidire o ribellarsi a Dio. Il nome degli angeli (ebr. mal’ak, gr. ànghelos), non è un nome di natura ma di funzione: significa «messaggero». Secondo la letteratura giudaica, la funzione degli angeli è triplice: di adorazione e di lode a Dio; di messaggeri divini nelle incombenze degli uomini; di custodi degli uomini, dei loro beni, case, campi, animali, e delle nazioni. Sfuggendo alla nostra percezione ordinaria, essi costituiscono un mondo misterioso, ma non mitico in quanto l’esistenza degli angeli è una verità di fede.
Salmo: Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie... Gli angeli proteggeranno l’uomo che confida e si affida a Dio, e lo custodiranno in tutti i suoi passi, cioè nei suoi viaggi, nelle sue iniziative. Gli angeli non permetteranno che i suoi passi inciampino nelle pietre, tutto sarà facilitato dagli angeli, la cui azione è presentata con l'immagine degli angeli che stendono le loro mani a formare la strada dove percorre il giusto.
L’uomo giusto che confida nel Signore non temerà il terrore della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno. Una protezione a tutto tondo messa in campo da Dio per amore e benevolenza.
Vangelo Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?: Gesù risponde che il criterio sono i piccoli! I discepoli devono diventare bambini. Invece di crescere verso l’alto, devono crescere verso il basso, la vera grandezza del discepolo si costruisce sul trono dell’umiltà. Questi piccoli non devono essere disprezzati, in quanto i loro angeli in cielo difendono davanti a Dio la loro causa e chiedono che Egli intervenga a riparare le offese fatte loro.
Giovanni Paolo II (Udienza Generale 6 Agosto 1986): Notiamo che la Sacra Scrittura e la Tradizione chiamano propriamente angeli quegli spiriti puri che nella fondamentale prova di libertà hanno scelto Dio, la sua gloria e il suo regno. Essi sono uniti a Dio mediante l’amore consumato che scaturisce dalla beatificante visione, faccia a faccia, della santissima Trinità. Lo dice Gesù stesso: “Gli angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” (Mt 18, 10). Quel “vedere sempre la faccia del Padre” è la manifestazione più alta dell’adorazione di Dio. Si può dire che essa costituisce quella “liturgia celeste”, compiuta a nome di tutto l’universo, alla quale incessantemente si associa la terrena liturgia della Chiesa, specialmente nei suoi momenti culminanti. Basti qui ricordare l’atto col quale la Chiesa, ogni giorno e ogni ora, nel mondo intero, prima di dare inizio alla preghiera eucaristica nel cuore della santa Messa, si richiama “agli angeli e agli arcangeli” per cantare la gloria di Dio tre volte Santo, unendosi così a quei primi adoratori di Dio, nel culto e nell’amorosa conoscenza dell’ineffabile mistero della sua santità.
Sempre secondo la rivelazione, gli angeli, che partecipano alla vita della Trinità nella luce della gloria, sono anche chiamati ad avere la loro parte nella storia nella salvezza degli uomini, nei momenti stabiliti dal disegno della divina Provvidenza. “Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?”, domanda l’autore della Lettera agli Ebrei (Eb 1, 14). E questo crede e insegna la Chiesa, in base alla Sacra Scrittura dalla quale apprendiamo che compito degli angeli buoni è la protezione degli uomini e la sollecitudine per la loro salvezza. Troviamo queste espressioni in diversi passi della Sacra Scrittura, come ad esempio nel Salmo 90 già più volte citato: “Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede” (Sal 90, 11-12). Gesù stesso, parlando dei bambini e ammonendo di non dar loro scandalo, si richiama ai “loro angeli” (Mt 18, 10); attribuisce inoltre agli angeli la funzione di testimoni nel supremo giudizio divino sulla sorte di chi ha riconosciuto o ha rinnegato il Cristo: “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio” (Lc 12, 8-9). Queste parole sono significative perché se gli angeli prendono parte al giudizio di Dio, sono interessati alla vita dell’uomo. Interesse e partecipazione che sembrano ricevere una accentuazione nel discorso escatologico, nel quale Gesù fa intervenire gli angeli nella parusia, ossia nella definitiva venuta di Cristo alla fine della storia (cf. Mt 24, 31; 25, 31. 41).
Dal Vangelo secondo Matteo 18,1-5.10: In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli: Felipe F. Ramos: Gesù comanda di farsi come bambini. Quando si esprime così, non pensa alla proverbiale innocenza dei bambini, ma pensa principalmente alla loro umiltà. Il bambino non ha pretese: sa di essere bambino e si accetta come è; accetta la sua incapacità di fronte alla vita c il bisogno che ha dei genitori per sopravvivere. I bambini vivono nell’umiltà, non stimandosi meno di quello che sono - non sarebbe umiltà - ma riconoscendo quello che sono. L’uomo ha forse bisogno di stimarsi meno di quello che è per essere umile?
Se passiamo dalla famiglia umana a quella cristiana - la famiglia di Gesù o di Dio - l’argomentazione acquista molta maggior efficacia. Che cos’è l’uomo davanti a Dio? L’umiltà cristiana è causata appunto dalla gioia di essere figli di Dio (5,3ss; 11.25).
La filiazione divina richiede la conversione, come dice espressamente il v. 3. Le parole che aprono il vangelo esigendo la conversione (3,2; 4,17) si applicano ora ai discepoli di Gesù. Se questi discepoli devono essere i dirigenti della comunità cristiana, devono comportarsi, di fronte a essa, con quell’umiltà di cui abbiamo parlato. E devono farlo per due ragioni: per quello che sono essi - aspetto che già abbiamo esposto - e per quello che sono, gli altri. Gli altri sono figli di Dio: « i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio ». Ma la frase non si occupa minimamente degli angeli e non ha il minimo interesse per essi. Secondo la letteratura giudaica, la funzione degli angeli è triplice: a) di adorazione e di lode a Dio; b) di agenti o messaggeri divini negli affari umani; c) di custodi degli uomini e delle nazioni (At 12,15). Secondo una credenza che si era molto diffusa fra i giudei, erano pochi gli angeli che avevano accesso diretto a Dio. Tenendo conto di questi particolari, l’insegnamento fa pensare alla dignità dei piccoli che credono in Gesù: se i loro angeli hanno questa dignità, quanto maggiore sarà la dignità dei credenti che gli angeli stessi son destinati a servire!
La sezione termina con la parabola della pecorella smarrita che, in Matteo, non ha l’importanza che ha in Luca (c. 15) ed è esposta in una prospettiva diversa. Luca mette particolarmente in rilievo la gioia del pastore che ha ritrovato la pecorella smarrita; Matteo fa rilevare la sua responsabilità. Matteo ha adattato la parabola ai dirigenti della comunità cristiana. E questo spiega come egli abbia spostato leggermente, ma intenzionalmente, il centro di gravità della parabola.
Gli angeli e Cristo - M. Galopin e P. Grelot (DTB): Il mondo angelico trova posto nel pensiero di Gesù. Gli evangelisti parlano talvolta dei suoi rapporti intimi con gli angeli (Mt 4,11; Lc 22,43); Gesù menziona gli angeli come esseri reali ed attivi. Pur vegliando sugli uomini, essi vedono la faccia del Padre (Mt 18,10). La loro vita sfugge alle esigenze cui è soggetta la condizione terrestre (cfr. Mt 22,30 par.). Benché ignorino la data del giudizio finale, che è un segreto del Padre solo (Mt 24,36 par.), ne saranno gli esecutori (Mt 13,39.49; 24,31). Fin d’ora essi partecipano alla gioia di Dio quando i peccatori si convertono (Lc 15,10). Tutti questi elementi sono conformi alla dottrina tradizionale. Gesù inoltre precisa la loro situazione in rapporto al figlio dell’uomo, la figura misteriosa che lo definisce, specialmente nella sua gloria futura: gli angeli lo accompagneranno nel giorno della sua parusia (Mt 25,31); saliranno e discenderanno su di lui (Gv 1,51), come un tempo sulla scala di Giacobbe (Gen 28,10); egli li manderà per radunare gli eletti (Mt 24, 31par.) e scartare i dannati dal regno (Mt 13,41s). Fin dal tempo della passione Gesù avrebbe potuto richiedere l’intervento degli angeli che sono al suo servizio (Mt. 26,53). Il pensiero cristiano primitivo non farà dunque altro che prolungare le parole di Gesù quando affermerà che gli angeli gli sono inferiori. Abbassato al di sotto di essi per la sua incarnazione (Ebr. 2,7), egli non di meno meritava la loro adorazione nella sua qualità di Figlio di Dio (Ebr 1,6s; cfr. Sal 97,7). Dopo al risurrezione è chiaro che Dio glieli ha sottomessi (Ef 1,20s), essendo stati creati in lui, da lui e per lui (Col 1,16). Essi riconoscono attualmente la sua sovranità (cfr. Ap 5,11s; 7,11s), e formeranno la sua scorta nell’ultimo giorno (2Ts 1,7; Ap 14,14-16; cfr. 1Ts 4,16). Così il mondo angelico si subordina a Cristo, di cui ha contemplato il mistero (1Tm 3,16; cfr. 1Pt. 1,12).
Siamo arrivati al termine. Possiamo mettere in evidenza:
*** Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente. (Salmo responsoriale)
Nell’intimità del nostro cuore, possiamo interrogarci su quanto il Signore ha voluto suggerirci. Se confidiamo nel suo aiuto, potremo dare una risposta sincera ed esauriente.
O Padre, che in questo sacramento
ci doni il pane per la vita eterna,
guidaci, con l'assistenza degli Angeli,
nella via della salvezza e della pace.
Per Cristo nostro Signore.
2 Ottobre 2020
Santi Angeli Custodi
La memoria dei Santi Angeli, oggi espressamente citati nel “Martirologio Romano” della Chiesa Cattolica, come Angeli Custodi, si celebra dal 1670 il 2 ottobre, data fissata da papa Clemente X (1670-1676); la Chiesa Ortodossa li celebra l’11 gennaio. Ma chi sono gli Angeli e che rapporto hanno nella storia del genere umano? Prima di tutto l’esistenza degli Angeli è un dogma di fede, definito più volte dalla Chiesa (Simbolo Niceno, Simbolo Costantinopolitano, IV Concilio Lateranense (1215), Concilio Vaticano I (1869-70)).
Tutto ciò che riguarda gli Angeli, ha costituito una scienza propria detta ‘angelologia’; e tutti i Padri della Chiesa e i teologi, hanno nelle loro argomentazioni, espresso ed elaborato varie interpretazioni e concetti, riguardanti la loro esistenza, creazione, spiritualità, intelligenza, volontà, compiti, elevazione e caduta.
Come si vede la materia è così vasta e profonda, che è impossibile in questa scheda succinta, poter esporre esaurientemente l’argomento, ci limiteremo a dare qualche cenno essenziale.
Come si vede la materia è così vasta e profonda, che è impossibile in questa scheda succinta, poter esporre esaurientemente l’argomento, ci limiteremo a dare qualche cenno essenziale.
Esistenza e creazione
La creazione degli angeli è affermata implicitamente almeno in un passo del Vecchio Testamento, dove al Salmo 148 (Lode cosmica), essi sono invitati con le altre creature del cielo e della terra a benedire il Signore: “Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell’alto dei cieli. Lodatelo, voi tutti suoi angeli, lodatelo, voi tutte sue schiere… Lodino tutti il nome del Signore, perché al suo comando ogni cosa è stata creata”.
Nel nuovo Testamento (Col. 1.16) si dice: “per mezzo di Cristo sono state create tutte le cose nei cieli e sulla terra”. Quindi anche gli angeli sono stati creati e se pure la tradizione è incerta sul tempo e nell’ordine di questa creazione, essa è ritenuta dai Padri indubitabile; certamente prima dell’uomo, perché alla cacciata dal paradiso terrestre di Adamo ed Eva, era presente un angelo, posto poi a guardia dell’Eden, per impedirne il ritorno dei nostri progenitori.
Spiritualità
La spiritualità degli angeli, è stato oggetto di considerazioni teologiche fra i più grandi Padri della Chiesa; s. Giustino e s. Ambrogio attribuivano agli angeli un corpo, non come il nostro, ma luminoso, imponderabile, sottile; s. Basilio e s. Agostino furono esitanti e si espressero non chiaramente; s. Giovanni Crisostomo, s. Gerolamo, s. Gregorio Magno, asserirono invece l’assoluta spiritualità; il già citato Concilio Lateranense IV, quindi il Magistero della Chiesa, affermò che gli Angeli sono spirito senza corpo. L’angelo per la sua semplicità e spiritualità è immortale e immutabile, privo di quantità non può essere localmente presente nello spazio, però si rende visibile in un luogo per esplicare il suo operato; non può moltiplicarsi entro la stessa specie e s. Tommaso d’Aquino afferma che tante sono le specie angeliche quanti sono gli stessi angeli, l’uno diverso dall’altro. Nella Bibbia si parla di angeli come di messaggeri ed esecutori degli ordini divini; nel Nuovo Testamento essi appaiono chiaramente come puri spiriti. Nella credenza ebraica essi furono talvolta avvicinati a esseri materiali, ai quali si offriva ospitalità, che essi ricambiavano con benedizioni, promesse di prosperità, ecc.
Intelligenza e volontà
L’Angelo in quanto essere spirituale non può essere sprovvisto della facoltà dell’intelligenza e della volontà; anzi in lui debbono essere molto più potenti, in quanto egli è puro di spirito; sulla prontezza e infallibilità dell’intelligenza angelica, come pure sull’energia, la tenace volontà, la libertà superiore, il grande Dottore Angelico, s. Tommaso d’Aquino, ha scritto ampiamente nella sua “Summa Theologica”, alla quale si rimanda per un approfondimento.
Elevazione
La Sacra Scrittura suggerisce più volte che gli Angeli godono della visione del volto di Dio, perché la felicità alla quale furono destinati gli spiriti celesti, sorpassa le esigenze della natura ed è soprannaturale.
E nel Nuovo Testamento frequentemente viene stabilito un paragone fra uomini, santi e angeli, come se la meta cui sono destinati i primi, altro non sia che una partecipazione al fine già conseguito dagli angeli buoni, i quali vengono indicati come ‘santi’, ‘figli di Dio’, ‘angeli di luce’ e che sono ‘innanzi a Dio’, ‘al cospetto di Dio o del suo trono’; tutte espressioni che indicano il loro stato di beatitudine; essi furono santificati nell’istante stesso della loro creazione.
Caduta
Il Concilio Lateranense IV, definì come verità di fede che molti Angeli, abusando della propria libertà caddero in peccato e diventarono cattivi. San Tommaso affermò che l’Angelo poté commettere solo un peccato d’orgoglio, lo spirito celeste deviò dall’ordine stabilito da Dio e non accettandolo, non riconobbe al disopra della sua perfezione, la supremazia divina, quindi peccato d’orgoglio cui conseguì immediatamente un peccato di disobbedienza e d’invidia per l’eccellenza altrui. Altri peccati non poté commetterli, perché essi suppongono le passioni della carne, ad esempio l’odio, la disperazione. Ancora s. Tommaso d’Aquino specifica, che il peccato dell’Angelo è consistito nel volersi rendere simile a Dio. La tradizione cristiana ha dato il nome di Lucifero al più bello e splendente degli angeli e loro capo, ribellatosi a Dio e precipitato dal cielo nell’inferno; l’orgoglio di Lucifero per la propria bellezza e potenza, lo portò al grande atto di superbia con il quale si oppose a Dio, traendo dalla sua parte un certo numero di angeli. Contro di lui si schierarono altri angeli dell’esercito celeste capeggiati da Michele, ingaggiando una grande e primordiale lotta nella quale Lucifero con tutti i suoi, soccombette e fu precipitato dal cielo; egli divenne capo dei demoni o diavoli nell’inferno e simbolo della più sfrenata superbia. Il nome Lucifero e la sua identificazione con il capo ribelle degli angeli, derivò da un testo del profeta Isaia (14, 12-15) in cui una satira sulla caduta di un tiranno babilonese, venne interpretata da molti scrittori ecclesiastici e dallo stesso Dante (Inf. XXIV), come la descrizione in forma poetica della ribellione celeste e della caduta del capo degli angeli.“Come sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dell’aurora! Come sei stato precipitato a terra, tu che aggredivi tutte le nazioni! Eppure tu pensavi in cuor tuo: Salirò in cielo, al di sopra delle stelle di Dio innalzerò il mio trono… salirò sulle nubi più alte, sarò simile all’Altissimo. E invece sei stato precipitato nell’abisso, nel fondo del baratro!”.
L’esercito celeste
La figura dell’Angelo come simbolo delle gerarchie celesti, in genere appare fin dai primi tempi del cristianesimo, collocandosi in prosecuzione della tradizione ebraica e come trasformazione dei tipi precristiani delle Vittorie e dei Geni alati, che avevano anche la funzione mediatrice, tra le supreme divinità e il mondo terrestre. Attraverso l’insegnamento del “De celesti hierarchia” dello pseudo Dionigi l’Areopagita, essi sono distribuiti in tre gerarchie, ognuna delle quali si divide in tre cori. La prima gerarchia comprende i serafini, i cherubini e i troni; la seconda le dominazioni, le virtù, le potestà; la terza i principati, gli arcangeli e gli angeli. I cori si distinguono fra loro per compiti, colori, ali e altri segni identificativi, sempre secondo lo pseudo Areopagita, i più vicini a Dio sono i serafini, di colore rosso, segno di amore ardente, con tre paia di ali; poi vengono i cherubini con sei ali cosparse di occhi come quelle del pavone; le potestà hanno due ali dai colori dell’arcobaleno; i principati sono angeli armati rivolti verso Dio e così via. Più distinti per la loro specifica citazione nella Bibbia, sono gli Arcangeli, i celesti messaggeri, presenti nei momenti più importanti della Storia della Salvezza; Michele presente sin dai primordi a capo dell’esercito del cielo contro gli angeli ribelli, apparve anche a papa s. Gregorio Magno sul Castel S. Angelo a Roma, lasciò il segno della sua presenza nel Santuario di Monte S. Angelo nel Gargano; Gabriele il messaggero di Dio, apparve al profeta Daniele; a Zaccaria annunciante la nascita di s. Giovanni Battista, ma soprattutto portò l’annuncio della nascita di Cristo alla Vergine Maria; Raffaele è citato nel Libro di Tobia, fu guida e salvatore dai pericoli del giovane Tobia, poi non citato nella Bibbia, c’è Uriele, nominato due volte nel quarto libro apocrifo di Ezra, il suo nome ricorre con frequenza nelle liturgie orientali, s. Ambrogio lo poneva fra gli arcangeli, accompagnò il piccolo s. Giovanni Battista nel deserto, portò l’alchimia sulla terra.
L’angelo nell’arte
Ricchissima è l’iconografia sugli angeli, la cui condizione di esseri spirituali, senza età e sesso, ha fatto sbizzarrire tutti gli artisti di ogni epoca, nel raffigurarli secondo la dottrina, ma anche con il proprio estro artistico.
Gli artisti, specie i pittori, vollero esprimere nei loro angeli un sovrumano stato di bellezza, avvolgendoli a volte in vesti sacerdotali o in classiche tuniche, a volte come genietti dell’arte romana, quasi sempre con le ali e con il nimbo (nuvoletta); dal secolo IV e V li ritrassero in aspetto giovanile, efebico, solo nell’epoca barocca apparirà il tipo femminile.
Gli angeli furono raffigurati non solo in atteggiamento adorante, come nelle magnifiche Natività o nelle Maestà medioevali, ma anche in atteggiamento addolorato e umano nelle Deposizioni, vedasi i gesti di disperazione per la morte di Gesù, degli angeli che assistono alla deposizione dalla croce, nel famoso dipinto di Giotto “Compianto di Cristo morto” (Cappella degli Scrovegni, Padova). Poi abbiamo angeli musicanti e che cantano in coro, che suonano le trombe (tubicini); gli angeli armati in lotta con il demonio; angeli che accompagnano lo svolgersi delle opere di misericordia, ecc.
L’angelo nella Bibbia
Specifici episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, indicano la presenza degli Angeli: la lotta con l’angelo di Giacobbe (Genesi 32, 25-29); la scala percorsa dagli angeli, sognata da Giacobbe (Genesi, 28, 12); i tre angeli ospiti di Abramo (Genesi, 18); l’intervento dell’angelo che ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare Isacco; l’angelo che porta il cibo al profeta Elia nel deserto. L’annuncio ai pastori della nascita di Cristo; l’angelo che compare in sogno a Giuseppe, suggerendogli di fuggire con Maria e il Bambino; gli angeli che adorano e servono Gesù dopo le tentazioni nel deserto; l’angelo che annunciò alla Maddalena e alle altre donne, la resurrezione di Cristo; la liberazione di s. Pietro, dal carcere e dalle catene a Roma; senza dimenticare la cosmica e celeste simbologia angelica dell’Apocalisse di s. Giovanni Evangelista.
L’Angelo Custode
Infine l’Angelo Custode, l’esistenza di un angelo per ogni uomo, che lo guida, lo protegge, dalla nascita fino alla morte, è citata nel Libro di Giobbe, ma anche dallo stesso Gesù, nel Vangelo di Matteo, quando indicante dei fanciulli dice: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”. La Sacra Scrittura parla di altri compiti esercitati dagli angeli, come quello di offrire a Dio le nostre preghiere e sacrifici, oltre quello di accompagnare l’uomo nella via del bene. Il nome di ‘angelo’ nel discorrere corrente, ha assunto il significato di persona di eccezionale virtù, di bontà, di purezza, di bellezza angelica e indica perfezione.
Autore: Antonio Borrelli
SS. Angeli Custodi
Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato, a questa data, non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. Un tempo questa festa veniva celebrata il 29 settembre, insieme con quella di San Michele, custode e protettore per eccellenza. Tre giorni fa, infatti, si è celebrata la festa dei tre Arcangeli : Michele, Gabriele e Raffaele.
L’uso di una festa particolare dedicata agli Angeli Custodi si diffuse nella Spagna nel IV sec., e nel secolo successivo in Portogallo, più tardi ancora in Austria. Nel 1670, Pp Clemente X (Emilio Altieri, 1670-1676) ne fissò la data al 2 ottobre.
La devozione per gli Angeli è più antica di quella per i Santi: prese particolare importanza nel Medioevo quando i monaci solitari ricercarono la compagnia di queste invisibili creature e le sentirono presenti nella loro vita di silenzioso raccoglimento.
Dopo il concilio di Trento, la devozione per gli Angeli fu meglio definita e conobbe nuova diffusione. Nella vita attuale, però, gli uomini trascurano sempre di più la propria angelica compagnia, e non avvertono, ormai, la presenza di un puro spirito, testimone costante dei pensieri e delle azioni umane.
Di solito si parla dell’Angelo Custode soltanto ai bambini; gli adulti, invece, dimenticano facilmente il loro consigliere, il loro invisibile compagno di viaggio, il testimone della loro vita. E anche questo aumenta il senso della desolazione e addirittura dell’angoscia che caratterizza il nostro tempo, nel quale si sono lasciate cadere, come infantili fantasie, tante consolanti e sostenitrici verità di fede.
È infatti, verità di fede che ogni cristiano, dal Battesimo, riceve il proprio Angelo Custode, che lo accompagna, lo ispira e lo guida, per tutta la vita, fino alla morte. « Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi » (Sal 90, 11).
Ci sono tante esperienze di santi. Chi non ricorda S. Gemma Galgani, ad esempio, cui l’angelo custode le faceva addirittura da portalettere? E più vicino a noi Padre Pio?
Qui di seguito ci sono 3 delle innumerevoli manifestazioni di angeli custodi, in correlazione con Padre Pio.
1. Un italo-americano residente in California, incaricava spesso il suo Angelo Custode di riferire a Padre Pio ciò che riteneva utile fargli sapere. Un giorno, dopo la confessione, chiese al Padre se sentiva veramente quello che gli diceva tramite l’angelo. “E che” - rispose Padre Pio – “mi credi sordo?” E Padre Pio gli ripeté quello che pochi giorni prima gli aveva fatto sapere tramite il suo Angelo.
2. Padre Lino raccontava. Stavo pregando il mio Angelo Custode perché intervenisse presso Padre Pio a favore di una signora che stava molto male, ma mi sembrava che le cose non mutassero affatto. «Padre Pio, ho pregato il mio Angelo Custode perché le raccomandasse quella signora - gli dissi appena lo vidi - è possibile che non l’abbia fatto? – “E cosa credi, che sia disobbediente come me e come te?”».
3. Padre Eusebio raccontava. Stavo andando a Londra in aereo, contro il consiglio di Padre Pio che non voleva che usassi questo mezzo di trasporto. Mentre sorvolavamo il canale della Manica una violenta tempesta mise l’aereo in pericolo. Tra il terrore generale recitai l’atto di dolore e, non sapendo cosa altro fare, mandai a Padre Pio l’Angelo Custode. Tornato a San Giovanni Rotondo andai dal Padre. “Guagliò”- mi disse – “Come stai? È andato tutto bene?” - “Padre ci stavo rimettendo la pelle” – “E allora perché non obbedisci?” - “Ma le ho mandato l’Angelo Custode…” – “E meno male che è arrivato in tempo!”.
Fonti principali: open-site.org; santiebeati.it (“RIV./gpm”).
Pratica: Più che utile, è necessario affidarsi ogni giorno, fin dal mattino, al proprio Angelo Custode con una delle più belle preghiere dettate dalla Chiesa :
“Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste . Così sia”.
Preghiera: O Dio, che nella tua misteriosa provvidenza mandi dal cielo i tuoi Angeli a nostra custodia e protezione, fa’ che nel cammino della vita siamo sempre sorretti dal loro aiuto per essere uniti con loro nella gioia eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...