1 Luglio 2026
Mercoledì della XIII Settimana del Tempo Ordinario
Am 5,14-15.21-24; Salmo Responsoriale Dal Salmo 49 (50); Mc 8,28-34
San Giustino Orona Madrigal Sacerdote e fondatore, martire: Nacque a Atoyac, Jalisco (Diocesi di Ciudad Guzmán) il 14 aprile 1877. Parroco di Cuquío, Jalisco (Arcidiocesi di Guadalajara). Fondatore della congregazione religiosa delle sorelle Clarisse del Sacro Cuore. La sua vita fu segnata da dolori ma sempre si mantenne cortese e generoso. Una volta scrisse: “Coloro che perseguono il cammino del dolore con fedeltà, sicuramente possono salire al cielo”. Quando la persecuzione divenne più pesante rimase tra i suoi fedeli dicendo: “Io resterò tra i miei vivo o morto”. Una notte, dopo aver deciso con il suo vicario e compagno di martirio, padre Atilano Cruz, una speciale pastorale, da tenersi in mezzo ad innumerevoli pericoli, entrambi si ritirarono in una casa del “Rancho de Las Cruces”, vicino a Cuquío per riposare. All’alba del 1° luglio 1928 forze federali ed il presidente municipale de Cuquío irruppero violentemente nel rancho e colpirono la porta della stanza in cui dormivano. Il Signor Curato Orona aprì e con voce forte salutò il giustiziere: “Viva Cristo Re!”. La risposta fu una pioggia di pallottole. (Autore: Mons. Oscar Sánchez Barba, Postulatore)
Liturgia della Parola
I Lettura - AI MODE: Il passo biblico Amos 5,14-15.21-24 descrive il forte richiamo di Dio, attraverso il profeta Amos, a abbandonare l’ipocrisia religiosa in favore della giustizia sociale e dell’onestà morale.
Il messaggio di Amos si basa su concetti chiave della teologia profetica:
La vera ricerca di Dio (vv. 14-15): Amos corregge l’idea che la vicinanza di Dio sia automatica. La vera fede si concretizza nel compiere il bene e ristabilire il diritto nei tribunali.
Il rifiuto del culto formale (vv. 21-23): Dio detesta le cerimonie religiose (“festività”, “olocausti”, “canti”) quando non corrispondono a una vita onesta. Il culto è autentico solo se vissuto nell’etica quotidiana.
Il primato della giustizia (v. 24): L’immagine finale del “torrente perenne” sottolinea che la giustizia sociale non deve essere sporadica, ma un flusso ininterrotto che dà vita alla comunità.
Vangelo
Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?
Il racconto della liberazione dei due indemoniati di Gadara, con alcune varianti, è presente anche in Marco e in Luca. Con il permesso di Dio, satana esercita una sorta di dominio sull’uomo prendendone possesso. Questa possessione “è accompagnata spesso da una malattia, poiché questa, a titolo di conseguenza del peccato [Mt 9,2], è un’altra manifestazione dell’azione di Satana [Lc 13,16]. Così gli esorcismi del Vangelo, che a volte, come qui, appaiono allo stato puro [cfr. Mt 15,21-28p; Mc 1,23-28p; Lc 8,2], avvengono spesso in forma di guarigione [Mt 9,32-34; 12,22-24p; 17,14-18p; Lc 13,10-17]. Con il suo potere sui demoni Gesù distrugge l’impero di Satana [Mt 12,28p; Lc 10,17-19; cfr. Lc 4,6, Gv 12,31] e inaugura il regno messianico, di cui lo Spirito santo è la promessa caratteristica [Is 11,2; Gl 3,1s]. Se gli uomini rifiutano di comprenderlo, i demoni invece lo sanno bene [qui e Mc 1,24p; 3,11p, Lc 4,41, At 16,17; 19,15]. Questo potere di esorcismo, Gesù lo comunica ai suoi discepoli insieme con il potere delle guarigioni miracolose [Mt 10,1; 10,8p] che gli è connesso [Mt 8,3; 4,24; 8,16p; Lc 13,32]” (Bibbia di Gerusalemme).
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8,28-34
In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
Parola del Signore.
Benedetto Prete (I Quattro Vangeli): 29 Gli spiriti maligni che possedevano quegli infelici avevano avvertito la presenza di Cristo. Essi deplorano la venuta di Gesù, poiché vogliono esplicare la loro malefica attività, prima di essere relegati definitivamente nell’inferno dopo il giudizio finale. La teologia cattolica ammette che il demonio, per una volontà permissiva di Dio, abbia una certa libertà di azione tra gli uomini. Figlio di Dio: non indica necessariamente la natura divina di Gesù; l’espressione può designare un essere dotato di poteri straordinari.
31 Mandaci nella mandria dei porci; in una regione prevalentemente pagana non vigeva l’interdizione legale (legge ebraica) di allevare i maiali e di nutrirsi di carne suina. La richiesta degli spiriti maligni non va intesa come una manovra per indispettire gli abitanti del luogo e farli insorgere contro Gesù; i demoni desiderano impossessarsi di altri esseri meno elevati dell’uomo e di manifestare in essi il loro potere nefasto.
32 Gesù concede o meglio tollera questa iniziativa, poiché la sua missione consiste nel salvare l’uomo. Egli, tollerando l’entrata degli spiriti maligni nei maiali, manifesta indirettamente il suo potere sopra i demoni ed offre una prova ulteriore della cecità con la quale lo spirito del male agisce. I maiali, appena furono invasi dagli spiriti demoniaci, si dettero a precipitosa fuga e perirono affogati nel lago. Matteo non constata la liberazione di quei due infelici indemoniati, poiché riassume i fatti; questo miracolo fu compiuto nelle immediate vicinanze del lago, poiché non si può pensare che quei porci abbiano compiuto una corsa di molti chilometri e di lunga durata.
33 La città è di difficile identificazione. Non si può pensare a Gadara, poiché rimane troppo lontana dal luogo del fatto. Si è pensato a Chorsia (el-Korsi), località vicina al lago.
34 Gli abitanti dell’innominata città non capirono l’importanza del fatto, ma furono rammaricati dalla perdita dei loro maiali, che appartenevano a molti di loro, poiché era uso comune affidare a dei guardiani ingaggiati all’uopo gli animali di più padroni. Quei cittadini invece di mostrarsi grati per la liberazione della loro terra dai due soggetti pericolosi, invitarono Gesù a lasciare quella contrada.
Per approfondire
Felipe F. Ramos Commento della Bibbia Liturgica): Per scoprire la teologia e il messaggio è necessario un maggiore impegno. Matteo ha preso questa storia dal vangelo di Marco (5,1-20), che la racconta con particolari maggiori e in modo più sensazionale. Matteo abbrevia e si limita, per esempio riguardo ai porci, a dire che erano una mandria numerosa, mentre non dice, come Marco, che fossero circa duemila. Allo stesso tempo sviluppa altri particolari: invece di parlare d’un indemoniato come Marco, parla di due (è l’usanza di Matteo anche in altre occasioni, come in 9,27-31 e 20,29-34, per accrescere la grandezza del miracolo).
Fondamentalmente, la scena mira a descrivere un incontro di Gesù con i pagani, come aveva già fatto nella persona del centurione. Tuttavia, fra le due scene, vi è una differenza radicale: il centurione crede e ha accettato Gesù; i gadareni non credono e lo rigettano, perché pensano che quel taumaturgo costituiva un danno per la loro economia. Il rifiuto dei gadareni simboleggia e anticipa il rifiuto della predicazione della Chiesa in quelle parti della Palestina. Quindi il fatto è storia, predicazione e avvertimento allo stesso tempo.
La storia ha il suo centro di gravità nella lotta di Gesù col demonio: è un’intenzione chiara in altri passi del vangelo, e non solo nelle storie in cui compare esplicitamente il demonio (4.24; 9,33-34; 12,22ss), ma in tutti gli interventi di Gesù destinati a superare il dolore, la malattia e la morte. Questa lotta potrebbe essere trasferita, per la nostra mentalità, al campo della psicologia; ma si commetterebbe un’ingiustizia contro il vangelo, tentando di spiegare questi racconti partendo dal campo della psicologia e della psicoterapia. Qui si tratta di poteri misteriosi ostili all’uomo.
I demoni conoscono il nome di Gesù, che è «Figlio di Dio»; sanno di essere soggetti a lui e gli si riconoscono inferiori. E con le parole: «Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?» esprimono la realtà evangelica più profonda: con Gesù, è giunta quella fine dei tempi nella quale Dio sarebbe intervenuto in un modo unico a favore degli uomini. Sono cominciati gli ultimi tempi, la fase escatologica. Noi viviamo in essa e non attendiamo che il suo compimento.
I demoni scacciati e vinti vogliono fare ostentazione del loro potere, affermare che questa fine dei tempi non è ancora giunta a porre fine alla loro attività. La loro sconfitta è la liberazione dell’uomo e, per rendere visibile la loro uscita dall’uomo, si cerca per essi un nuovo luogo. La scena dei porci da un lato rende visibile la liberazione dell’uomo, e dall’altro, dimostra che i demoni hanno ancora un tremendo potere distruttore (annientano la mandria dei porci).
Perché Dio permette che esistano i posseduti - José Antonio Fortea (Summa Daemoniaca, q. 100): Dio lo permette perché si mostra la verità della religione cattolica, è un castigo per i peccatori, è vantaggio spirituale per i buoni, produce insegnamenti salutari per l’uomo. Se Dio permette la malattia, a maggior ragione permette qualcosa la cui esistenza è una vera e propria ragione per credere. Un fenomeno nel quale si può comprovare il potere di Dio, il potere di Cristo e quello della Chiesa. La possessione è come una finestra aperta dalla quale possiamo affacciarci sul mondo dell’odio e della sofferenza demoniaca. Una finestra aperta dalla quale possiamo scorgere qualcosa dell’invisibile potere delle nature angeliche. E il bene prodotto da tale visione, si riflette di norma sui presenti e sui familiari per il resto della loro vita. Di norma perché presenziare a un esorcismo non significa che necessariamente tutti i presenti, a partire da quel momento acquisiscano la fede. C’è infatti chi dopo essere stato testimone di un esorcismo, attribuisce la colpa a cause naturali o quanto meno sconosciute. Né ciò deve sembrarci strano se consideriamo che ci fu chi non credette in Gesù pur essendo stato testimone delle guarigioni e degli altri miracoli da lui compiuti. Dobbiamo capire che qualunque cosa vediamo (un miracolo, un esorcismo, qualsiasi cosa sia) ciò che ci fa credere è la grazia. Se liberamente decidiamo di resistere a questo invito interiore e invisibile, non importa assistere alla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Anche se il cielo si aprisse, e Dio ci parlasse dall’alto, tra le nuvole, penseremmo che si tratta di un’allucinazione. Non è ciò che vediamo, ma la grazia, ciò che accende all’interno della nostra anima immortale la fiamma della fede.
La supplica dei demoni - Giovanni Crisostomo, Commento al Vangelo di Matteo 28, 2: Qualcuno, a questo punto, potrebbe chiedermi perché Cristo acconsentì alla richiesta dei demoni, permettendo loro di entrare nella mandria dei porci. Rispondo che Gesù agì in tal modo, non tanto per cedere alla loro richiesta, bensì per offrire molti insegnamenti. Prima di tutto voleva far capire a quelli che liberava da quei malvagi tiranni quale grave danno fosse l’essere dominati da loro. In secondo luogo voleva mostrare a tutti che i diavoli non possono neppure entrare nei porci, se Dio non lo permette. Voleva, inoltre, far comprendere che, se gli indemoniati non avessero ottenuto in quella disgrazia il soccorso della provvidenza
divina, i demoni avrebbero potuto far loro assai più male di quanto ne fecero ai porci. È certo infatti che i demoni nutrono per noi un odio più forte di quello che nutrono per gli animali. E se essi non risparmiarono la vita dei porci e li fecero precipitare in mare non appena furono in loro potere, allo stesso modo e ancor più terribilmente avrebbero agito con quegli uomini che trascinavano avanti e indietro per luoghi solitari, se la misericordia di Dio non avesse frenato la loro tirannia.
Catechismo degli Adulti - Gli spiriti ribelli [381] Altri angeli sono invece nemici dell’uomo. Sono chiamati demòni. Accecati dall’orgoglio, si sono ribellati a Dio con una scelta irreversibile e perciò impossibile da perdonare. Vorrebbero trascinare tutto e tutti nella perdizione e nel nulla. Secondo il linguaggio simbolico del Nuovo Testamento, abitano tra la terra e il cielo, quasi per soffocare la speranza dell’uomo e impedirgli di guardare in alto: «La nostra battaglia non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma... contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (Ef 6,12).
Satana [382] I demòni hanno come capo Satana. La sua forza distruttiva e il suo influsso nella storia sono indicati dalla Bibbia in termini impressionanti: «il principe di questo mondo» (Gv 12,31); «il grande drago, il serpente antico... che seduce tutta la terra» (Ap 12,9); «omicida fin da principio... e padre della menzogna» (Gv 8,44), «colui che della morte ha il potere» (Eb 2,14); il «maligno» che domina «tutto il mondo» (1Gv 5,19). Bisogna dunque vedere in lui una persona, malvagia e potente che, attraverso un’illusione di vita, organizza sistematicamente la perdizione e la morte. Si può riconoscere un suo influsso particolare nella forza della menzogna e dell’ateismo, nell’atteggiamento diffuso di autosufficienza, nei fenomeni di distruzione lucida e folle. Ma tutta la storia, a cominciare dal peccato primordiale, è inquinata e stravolta dalla sua azione nefasta. Secondo la concezione biblica, le varie forme di male sono in qualche modo riconducibili a lui e ai demòni suoi complici. La Chiesa ritiene che «tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo, che durerà... fino all’ultimo giorno».Così inquietante è la forza del male, che alcune dottrine religiose hanno immaginato l’esistenza di un dio malvagio, indipendente e concorrenziale rispetto al Dio del bene. La Chiesa rifiuta questo modo di vedere.
Tuttavia non minimizza il mistero del male, riducendolo alle deficienze della natura o alla colpa dell’uomo, ma vi scorge «un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore».
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.