22 Luglio 2026
Santa Maria Maddalena
Ct 3,1-4; Salmo Responsoriale Dal Salmo 62 (63); Gv 20,1-2.11-18
Catechesi del Santo Padre Francesco (1 Febbraio 2025): Il Giubileo è per le persone e per la Terra un nuovo inizio; è un tempo dove tutto va ripensato dentro il sogno di Dio. E sappiamo che la parola “conversione” indica un cambiamento di direzione. Tutto si può vedere, finalmente, da un’altra prospettiva e così anche i nostri passi vanno verso mete nuove. Così sorge la speranza che mai delude. La Bibbia racconta questo in molti modi. E anche per noi l’esperienza della fede è stata stimolata dall’incontro conpersone che nella vita hanno saputo cambiare e sono, per così dire, entrate nei sogni Dio. Infatti, anche se nel mondo c’è tanto male, noi possiamo distinguere chi è diverso: la sua grandezza, che coincide spesso con la piccolezza, ci conquista.
Il Vangelo di Giovanni racconta il suo incontro con Gesù Risorto in un modo che ci fa pensare. Più volte è ripetuto che Maria si voltò. L’Evangelista sceglie bene le parole! In lacrime, Maria guarda dapprima dentro il sepolcro, quindi si volta: il Risorto non è dalla parte della morte, ma dalla parte della vita. Può essere scambiato per una delle persone che incontriamo ogni giorno. Poi, quando sente pronunciare il proprio nome, il Vangelo dice che di nuovo Maria si volta. È così che cresce la sua speranza: ora vede il sepolcro, ma non più come prima. Può asciugare le sue lacrime, perché ha ascoltato il proprio nome: solo il suo Maestro lo pronuncia così. Il mondo vecchio sembra ci sia ancora, ma non c’è più. Quando noi sentiamo che lo Spirito Santo agisce nel nostro cuore e sentiamo che il Signore ci chiama per nome, sappiamo distinguere la voce del Maestro?
Chiediamoci oggi: io so voltarmi a guardare le cose diversamente, con uno sguardo diverso? Ho il desiderio di conversione?
Un io troppo sicuro, troppo orgoglioso ci impedisce di riconoscere Gesù Risorto: anche oggi, infatti, il suo aspetto è quello di persone comuni che rimangono facilmente alle nostre spalle. Persino quando piangiamo e ci disperiamo, lo lasciamo alle spalle. Invece di guardare nel buio del passato, nel vuoto di un sepolcro, da Maria Maddalena impariamo a voltarci verso la vita. Lì il nostro Maestro ci attende. Lì il nostro nome è pronunciato. Perché nella vita reale c’è un posto per noi, sempre e dovunque. C’è un posto per te, per me, per ciascuno. Nessuno può prenderlo, perché è stato pensato da sempre per noi. È brutto, come si dice nel parlato volgare, è brutto lasciare la sedia vuota. Questo posto è per me, se io non ci vado … Ognuno può dire: io ho un posto, io sono una missione! Pensate questo: qual è il mio posto? Qual è la missione che il Signore mi dà? Che questo pensiero ci aiuti a prendere un atteggiamento coraggioso nella vita. Grazie.
Liturgia della Parola
I Lettura: Antonio González-Lamadrid: Ciascuna delle poesie che compongono il Cantico dei Cantici, e lo stesso Cantico nella sua totalità, presenta una serie successiva di ricerche e di incontri e di separazioni fra lo sposo e la sposa, che seguono una linea ascendente e culminano nel definitivo possesso finale. La nostra lettura riproduce una di queste ricerche col corrispondente incontro. Mentre la sposa era sul suo letto durante la notte, avvertì la presenza dello sposo che vi avvicinava e arrivò persino a udire la sua voce che la invitava ad alzarsi, per incontrarsi con lui intimamente nella solitudine del deserto (2,8-17), Ma lo sposo è scomparso misteriosamente lasciando la sposa immersa nella sofferenza e nella solitudine, Dopo averlo cercato intorno alla casa è nelle vicinanze senza trovarlo, la sposa decide di uscire in cerca di lui per le vie e sulle piazze della città. Il suo amore è così appassionato e la lontananza dell’amato è così dolorosa, che non la lasciano riposare. La sua uscita avviene esattamente nell’ora in cui le sentinelle si danno il cambio intorno alle mura. Ossessionata dal pensiero dell’amato, essa si rivolge senza preamboli alle guardie e chiede loro: Avete visto l’amato del mio cuore?
Si tratta sempre dell’amore umano e naturale, e insieme, dell’amore divino soprannaturale? Dell’uno e dell’altro, si dovrebbe dire. Anzi l’esegesi moderna insiste assai sulla dimensione umana dell’amore del Cantico dei Cantici. E questo non crea la minima difficoltà. È Dio che ha creato l’uomo per la donna e la donna per l’uomo; e non v’è cosa più naturale di questa: che un libro sacro sia destinato a cantare l’amore coniugale.
Tuttavia la tradizione giudaica e cristiana ha sempre creduto che il Cantico abbia presente anche l’amore divino e soprannaturale, Perciò, in questa sequenza di ricerche, di incontri e di nuove separazioni è simboleggiato il ritmo delle relazioni fra Dio e il suo popolo, fra Cristo e la sua Chiesa, fra Cristo e il cristiano. L’immagine dell’unione coniugale come espressione delle relazioni fra Dio e Israele fu introdotta nella storia della rivelazione da Osea (1-3) e utilizzata più tardi dagli autori sacri del Vecchio e del Nuovo Testamento.
Vangelo
Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.
Maria Maddalena riconosce il Signore quando sente pronunziare il suo nome. Pervasa dalla gioia accoglie con entusiasmo la missione che dal Risorto le viene affidata: va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Queste parole di Gesù segnano un netto confine fra lui e i discepoli: mio e vostro Padre, Gesù è il Figlio amato, l’unigenito, il Figlio eterno di Dio, i discepoli sono figli adottivi. Ho visto il signore: l’annuncio di Maria Maddalena ricorda quanto scriverà Giovanni nella sua prima lettera: quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita ... noi lo annunciamo anche a voi (1Gv 1,1ss). L’apostolo è colui che ha incontrato il Risorto.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,1-2.11-18
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Parola del Signore.
La Bibbia di Navarra 20,1-2: I quattro Vangeli raccolgono le prime testimonianze delle sante donne e dei discepoli in merito alla Risurrezione gloriosa di Cristo. Tali testimonianze vertono, in un primo momento, sulla realtà del sepolcro vuoto (cfr Mt 28,1-15; Mc 16,1 ss.; Lc 24,1-12). Successivamente, gli autori ispirati daranno notizia di numerose apparizioni di Gesù risorto.
11-18: L’affetto e la delicatezza di [Maria Maddalena] , preoccupata per le sorti del corpo morto di Gesù, sono commoventi. Fedele nella Passione, l’amore di colei che era stata posseduta da sette demòni (cfr Lc 8,2) continua ad essere grande e ardente Il Signore l’aveva liberata dal maligno, e quella grazia diede frutti di corrispondenza umile e generosa.
Per approfondire
Gesù le disse: «Maria!» - Xavier Dufour (Dizionario di Teologia Biblica): Iniziativa, riconoscimento, missione, sono i tre aspetti comuni a tutti i racconti, che permettono di penetrare concretamente nell’intendimento degli autori. a) Mostrando che Gesù interviene personalmente presso o in mezzo a gente che non se l’aspetta, gli evangelisti (salvo Lc 24,34) vogliono dimostrare che non si tratta di un’invenzione soggettiva degli interessati, originata da una fede esasperata o da una fantasia sbrigliata. Questo tema dell’iniziativa del risorto (che a suo modo esprime il verbo ofthe, «si è fatto vedere», nella lista di 1Cor 15) sta a significare che i racconti di apparizioni descrivono esperienze realmente vissute dai discepoli. Questo aspetto dei racconti corrisponde ai modi di vedere della predicazione primitiva: Dio è intervenuto per risuscitare Gesù, gli ha concesso di mostrarsi vivo dopo la morte. La fede è una conseguenza di questo incontro. b) Seconda caratteristica, il riconoscimento. I discepoli scoprono l’identità dell’essere che si impone loro; è quel Gesù di Nazareth di cui hanno conosciuto la vita e la morte. Lui che era morto è vivo. In lui, si compie la profezia. In un certo qual modo, non hanno più nulla da «vedere», in futuro, perché è stato loro dato tutto nel risorto. Il modo in cui avviene questo riconoscimento è progressivo: nell’uomo che viene verso di loro, i discepoli vedono in un primo tempo un personaggio comune, un viaggiatore (Lc 24,15s; Gv 21,4s), un giardiniere (Gv 20,15); poi riconoscono il Signore. Questo riconoscimento è libero, perché secondo il tema dell’incredulità, che fa parte del complesso della tradizione (Mt 28,17; Mc 16,11.13 s; Lc 24,37.41; Gv 20,25-29), essi avrebbero potuto rifiutarsi di credere. Infine, poiché il Signore in genere appare ad un gruppo di persone, ne viene facilitata la verifica. Per elaborare dal punto di vista letterario questo dato fondamentale, i narratori hanno voluto mettere in evidenza contemporaneamente due aspetti. Il risorto è sottratto alle normali condizioni della vita terrena come Dio nelle teofanie del VT (Gen 18,2; Num 12,5; Gios 5,13; 1Cron 21,15 s; Zac 2,7; 3,5; Dati 8,15; 12,5...) appare e scompare a suo piacere. D’altra parte, non è un fantasma; di qui l’insistenza sui contatti sensibili. Questi due aspetti devono essere presi in considerazione simultaneamente se non si vuole incorrere in errore. Il corpo del risorto è vero corpo, ma, per dirlo con S. Paolo in una formula apparentemente paradossale, è un «corpo spirituale» (1Cor 15,44-49), perché è un corpo trasformato dallo Spirito (cfr. Rom 1,4). c) Un terzo aspetto, di ordine uditivo, caratterizza il racconto. Riconoscendo il Signore, i discepoli anticipano la visione che sarà prerogativa del cielo; con l’ascolto della parola, sono riportati alla condizione terrena. Odono così la promessa di una presenza eterna (M’i 28,20) e l’invito a continuare l’opera di Gesù in una missione propriamente detta (Mt 28,19; Mc 16,15-18; Lc 24,48s; Gv 20,22s; cfr. Mt 28,10; Gv 20,17). La presenza di Gesù non è statica, ma missionaria. Questi tre aspetti devono rimanere in rapporto dinamico. Il presente è senza posa rinnovato dall’iniziativa del risorto; il discepolo è invitato ad assumere il passato nella persona di Gesù di Nazareth, che lo incita allora a costruire l’avvenire che è la Chiesa.
Decreto 10 Giugno 2016: Per un lato [Maria Maddalena], ha l’onore di essere la «prima testis» della risurrezione del Signore (Hymnus, Ad Laudes matutinas), la prima a vedere il sepolcro vuoto e la prima ad ascoltare la verità della sua risurrezione. Cristo ha una speciale considerazione e misericordia per questa donna, che manifesta il suo amore verso di Lui, cercandolo nel giardino con angoscia e sofferenza, con «lacrimas humilitatis», come dice Sant’Anselmo [...].
San Alberto Magno (In ev. Jo.exp., XX): Perché la donna che parlava con gli Angeli non attende la loro risposta ma si volta indietro? ... È per far capire che ... si giunge davvero a vedere il Cristo solo se ci si volge totalmente a lui con l’amore. In senso mistico ciò sta a significare che questa donna aveva prima volto le spalle al Cristo con l’incredulità; ma quando volge il suo animo per riconoscerlo, si volta indietro ... e vide Gesù che stava ritto in piedi ... perché non si curvò, né si piegò per la debolezza della morte ... E Gesù le disse: Donna perché piangi? Consolandola e, nello stesso tempo, istruendola e riprendendola ... La istruisce in quanto, con la sua domanda, Gesù la riconduce a se stessa e a quello che aveva visto e udito ... La riprende in quanto ella, ignorando, col dubbio della Risurrezione, quella che avrebbe dovuto essere per lei causa di letizia, si abbandonava alla tristezza.
Testimoni di Cristo - Santa Maria Maddalena - Prima testimone del Risorto, fu l’«apostola degli apostoli»: Dovrebbe bastare il fatto che fu una donna, santa Maria Maddalena, il primo testimone della risurrezione di Gesù a farci capire la “rivoluzione” portata dal messaggio di Cristo. In una società dove le donne non avevano alcun ruolo, alla Maddalena è affidato il compito più importante nella diffusione del Vangelo: il primo annuncio della risurrezione. «Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro – scrive il Vangelo di Giovanni –. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava». Quell’esperienza, l’aver «visto il Signore», è un dono e una grazia che cambia il cuore e rende missionari, così come ha trasformato anche quello della Maddalena. Per questa sua testimonianza sant’Ippolito di Roma, sacerdote, teologo e scrittore la definì «apostola degli Apostoli». La sua vicenda era iniziata con l’incontro con Gesù e la liberazione dai «sette demoni»: da quel giorno Maria Maddalena entrò nel gruppo dei discepoli, seguendo il Maestro fino alla fine, fino al momento doloroso del Calvario e della Croce, anche quando tutti erano scappati e si erano nascosti per paura della persecuzione. Il coraggio della Maddalena è il «coraggio missionario» a cui è chiamato ogni cristiano: l’aver incontrato l’amore di Gesù spinge a diventarne testimoni e rende profeti davanti a un mondo che fatica a credere e a seguire la strada che porta a Dio. (Matteo Liut)
O Dio, il tuo Figlio ha voluto affidare a Maria Maddalena
il primo annuncio della gioia pasquale;
fa’ che, per il suo esempio e la sua intercessione,
proclamiamo al mondo il Signore risorto,
per contemplarlo accanto a te nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te.